GALLERIA TOLEDO, “IL MEDICO DEI PAZZI” di Eduardo Scarpetta

NAPOLI – A GALLERIA TOLEDO fino al 15 novembre 2026 IL MEDICO DEI PAZZI, na mmischia francesca de mbroglie e fracasse, produzione Galleria Toledo, da Eduardo Scarpetta, rielaborazione e regia Laura Angiulli

con
Agostino Chiummariello, Alessandra D’Elia, Paolo Aguzzi,
Chiara Baffi, Caterina Pontrandolfo, Antonio Speranza,
Antonio Torino, Andrea Palladino e Antonio Marfella
luci Cesare Accetta
scena Rosario Squillace
direzione tecnica Lucio Sabatino
assistente alla regia Corinne Iannuzzi
bestboy Saman Munasinha Mudiyanselage
nell’ambito del progetto (NA)B-Not a Brand
con il sostegno del Ministero della Cultura FNSV- progetti speciali 2026
E se per caso i personaggi, sfuggiti alla penna dello scrittore prendessero in mano
il gioco, non per trascinare sulla scena una tranche de vie di pirandelliana memoria, ma per portare alle massime conseguenze quel “ridicolo” che s’affaccia come che sia tra le pieghe dell’esistenza?
Torna dopo 30 anni a Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione (via Concezione a Montecalvario,34), “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta
con la rielaborazione e regia Laura Angiulli.
Lo spettacolo, dopo il debutto della scorsa settimana, torna in scena da stasera 30 ottobre a domenica 1 novembre, e dal venerdì alla domenica fino al 15 novembre, nell’ambito del progetto (NA)B-Not a Brand, con il sostegno del Ministero della Cultura.
Protagonisti in scena Agostino Chiummariello, Alessandra D’Elia,
Paolo Aguzzi, Chiara Baffi, Caterina Pontrandolfo, Antonio Speranza,
Antonio Torino, Andrea Palladino e Antonio Marfella.
Luci Cesare Accetta, scena Rosario Squillace
La drammaturga e regista torna a rileggere il suo fortunato spettacolo interpretato trent’anni fa, tra gli altri, da Tonino Taiuti, Enzo Decaro e Marcello Colasurdo e Agostino Chiummariello, quest’ultimo torna nel cast della nuova rielaborazione.
Così racconta Laura Angiulli “Il medico dei pazzi”:
“La traccia è offerta dal celebre testo scarpettiano, che già con grande divertimento ebbi modo di mettere in scena nel 1996; la compagnia era strepitosa, interpreti -innanzi tutto amici carissimi -di straordinaria prestanza, e oggi, a 30 anni di distanza, a quelli che il tempo ha portato via dedico questo nuovo lavoro.
 C’è l’auspicio di uno spettacolo di tutta leggerezza che si avvalga tra l’altro, in libera
interpretazione dell’opera citata nel titolo, di quell’attraversamento di altri testi del repertorio napoletano portato avanti negli ultimi tempi; autori di talento, un’esposizione di materiali linguistici di brillantissima luminosità, eleganza, sapienza e genio.
Com’è evidente, nel caso dell’opera che Scarpetta suggerisce, in primo piano c’è quel Felice che da Pulcinella discende, se pure ingentilito, imborghesito dunque svuotato della sfrontatezza villana che la fame alimenta, e al suo seguito la piccola folla di figure, figurine, piuttosto maschere di una napoletanità che da sé stessa sconfina per porsi direttamente al servizio dell’umano, appunto quell’umano di cui si diceva, aperto al ridicolo proprio a sconfiggere asperità incertezze squilibri che in qualche modo fanno da intralcio sul filo della vita”.
  • Giovedì 22 ottobre ore 20.30
  • venerdì 23 ottobre ore 21.00
  • sabato 24 ottobre ore 20.30
  • domenica 25 ottobre ore 18.00
  • venerdì 30 ottobre ore 21.00
  • sabato 31 ottobre ore 20.30
  • domenica 1 novembre ore 18.00
  • venerdì 6 novembre ore 21.00
  • sabato 7 novembre ore 20.30
  • domenica 8 novembre ore 18.00
  • venerdì 13 novembre ore 21.00
  • sabato 14 novembre ore 20.30
  • domenica 15 novembre ore 18.00

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