NAPOLI – Riconoscere le proprie emozioni. Raccontare le emozioni si concludono due progetti importanti per Trerrote dedicati ai giovani
L’Associazione Trerrote (Teatro, Ricerca, Educazione) da sempre è attenta alla rivalutazione delle periferie e attiva nel contrasto alla povertà educativa, all’inclusione e l’empowerment dei giovani in difficoltà attraverso l’arte educazione, la progettazione culturale e l’impresa educativa. Recentemente ha partecipato a due progetti importanti come partnership di due istituti scolastici napoletani e dedicati al riconoscimento e al racconto delle emozioni nell’età adolescenziale. I due progetti sono arrivati alla loro fase conclusiva e per entrambi sono stati organizzati dei momenti di condivisione cittadina. «Sentire è Creare, Sentire è pensare in un altro modo. L’adolescenza è l’età in cui il sentimento corre più forte del raziocino, il gesto compie ciò che la parola tace. L’emozioni dei ragazzi spesso sono un groviglio spinoso, un labirinto inespugnabile al suo stesso costruttore, nuvole colme di elettrica pericolosità pronte a fulminare chi le ignori, a generare tempeste di avventatezza o autolesionismo.
Per questo motivo da anni proponiamo nelle scuole e nei contesti educativi l’esperienza artistica come quell’ alfabeto universale e personalissimo in cui ognuno possa trovare le parole che liberano ciò che il silenzio imprigiona, lo zefiro interiore capace di diradare le nubi che oscurano il cuore».
“Quando sei Felice Facci Caso” è il progetto di cinema e audiovisivo realizzato dall’IC Aldo Moro di Ponticelli nell’ambito del programma Per Chi Crea, promosso da SIAE in collaborazione con il Ministero della Cultura (MiC), che sostiene e finanzia iniziative culturali rivolte alle giovani generazioni.
In una società dove la felicità assume spesso la forma di una realizzazione individuale e materiale ma in cui (paradossalmente e nonostante il progresso materiale e scientifico) è tangibile un diffuso malessere psichico e fisico, ci sembra infatti necessario ricercare di nuovo le qualità immateriali e comuni di questa emozione, che è fonte di benessere corporeo, spirituale e soprattutto di senso, individuale e collettivo. D’altro canto, secondo diversi studi, i luoghi del mondo in cui sembra si abbiano più possibilità di condurre una vita lunga, sana e felice sembrano quelli in cui le persone hanno l’abitudine di ridere, volersi bene, cantare, aiutarsi a vicenda. Crediamo dunque che l’immediata condivisione tra esseri umani di emozioni, storie ed epifanie personali (che è l’essenza stessa dell’arte) possa essere il mezzo più adatto per contagiarsi reciprocamente con un’idea più sana e pubblica di felicità. Come dire che la felicità è reale solo se condivisa.
L’istituto Aldo Moro di Ponticelli ha promosso un articolato percorso dedicato all’esplorazione delle emozioni e, in particolare, del tema della felicità, coinvolgendo attivamente studentesse e studenti in un’esperienza laboratoriale e creativa che li ha resi protagonisti di una vera e propria inchiesta poetica rivolta all’intera comunità territoriale.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Lunia Film, Trerrote – Teatro Ricerca Educazione, si è sviluppato in più fasi con il coinvolgimento dei giovani. Si sono svolti laboratori sulle emozioni, attorialità e teatro, attraverso cui i partecipanti hanno elaborato contenuti, vissuti e riflessioni poi confluiti nel lavoro audiovisivo finale, accompagnati da Trerrote; la formazione sui linguaggi del cinema e del montaggio, curata da Lunia Film, che ha guidato il gruppo nell’apprendimento delle tecniche narrative e audiovisive fino alla realizzazione del corto conclusivo; un’azione poetica sul territorio, attraverso cui le ragazze e i ragazzi hanno condotto un’inchiesta sulla felicità coinvolgendo direttamente cittadini e cittadine del quartiere di Ponticelli, trasformando il cinema in strumento di ascolto e relazione.
Il progetto ha previsto anche eventi e incontri formativi, tra cui l’incontro con il regista Alessandro Rak e la partecipazione a proiezioni cinematografiche come occasioni preziose di confronto con il mondo del cinema contemporaneo.
Il percorso ha rappresentato per i giovani un importante spazio di espressione, condivisione e incontro, consentendo loro di sperimentare in prima persona le potenzialità narrative, simboliche e relazionali del linguaggio audiovisivo. Attraverso immagini, interviste, gesti e parole, la felicità è stata interrogata, raccontata e restituita come esperienza complessa, plurale e profondamente radicata nel tessuto sociale del quartiere.
Il progetto si conclude con due proiezioni del corto finale “Quando sei Felice Facci Caso”: giovedì 26 febbraio presso la Casa del Cinema e sabato 28 febbraio presso l’IC Aldo Moro di Ponticelli.
Gli eventi rappresentano un momento di restituzione pubblica rivolto sia alla comunità territoriale e cittadina sia a quella scolastica, offrendo l’occasione di condividere riflessioni, immagini e pensieri maturati nel corso del progetto.
Un’esperienza che ha saputo intrecciare educazione, arte e partecipazione, restituendo alla comunità uno sguardo giovane e consapevole su un tema universale e necessario: la felicità.

Si è concluso inoltre “Malesseri”, il progetto realizzato dal Liceo Elsa Morante sempre nell’ambito del programma Per Chi Crea, promosso da SIAE in collaborazione con il Ministero della Cultura (MIC), che sostiene e finanzia iniziative culturali rivolte alle giovani generazioni.
Il progetto, realizzato in partnership con Trerrote, si è concentrato sul tema dell’amore e delle relazioni affettive, esplorandone le dimensioni emotive, corporee, simboliche e sociali, con uno sguardo attento ai linguaggi dell’arte e del teatro come strumenti di riflessione e consapevolezza.
Il titolo di questo progetto si ispira proprio all’ emozioni sconvolgenti derivanti dalle prime esperienze d’amore, giocando sulla doppiezza del termine “Malessere” che, se da un lato può ben rappresentare la condizione di confusione e disorientamento che gli adolescenti provano durante questa particolare fase di transizione dall’infanzia all’età adulta, dall’altra è divenuta – nella più immediata attualità – un termine colloquiale utilizzato dai giovani e dalle giovani napoletane (e ormai ampiamente adottato anche nel resto d’Italia) per descrivere l’ideal-tipo di ragazzo/a che, nelle relazioni, adotta comportamenti controllanti, maltrattanti e talvolta violenti, inducendo a le malcapitate partner a confondere questi atteggiamenti come segni di un amore totalizzante, fusionale ed esclusivo.
Oltre 60 gli studenti coinvolti, protagonisti di un articolato percorso che ha compreso vari momenti di formazione e di confronto, tra cui un laboratorio di teatro-educazione, movimento e scrittura, finalizzato alla realizzazione di una performance conclusiva a cura di Nicola Laieta e Martina Ricciardi.
A ciò si aggiunge, un approfondimento seminariale sulla scrittura e le immagini condotto dall’artista Dario Gaipa, che ha condotto alla produzione di opere visive destinate a scenografare l’azione finale; un percorso seminariale con Marina Rippa sulla drammaturgia del corpo e un incontro con l’Associazione Femminile Plurale; un incontro con Irene Vecchia e la visita al Teatro delle Guarattelle di Napoli, con la visione dello spettacolo Pulcinella e la luna; due spettacoli al Teatro Bellini di Napoli. Infine, si è svolto “Pezzi di cuore”, una giornata di divulgazione e confronto sul tema delle relazioni, a cura della prof.ssa Santa Parrello, docente di Psicologia dello sviluppo presso l’Università Federico II di Napoli.
La partecipazione degli studenti è stata intensa e profondamente coinvolgente. Le esperienze vissute hanno generato scritti, immagini, discussioni e riflessioni articolate sul tema dell’amore e delle relazioni sentimentali, dando voce a talenti, intelligenze e simboli e generando importanti occasioni di espressione, confronto e incontro tra i partecipanti.
Questo patrimonio creativo e umano trova spazio negli ambienti della scuola, diventando occasione di restituzione e condivisione con l’intera comunità scolastica e territoriale, a testimonianza di un percorso che ha saputo intrecciare educazione, arte e crescita personale.
L’evento finale del progetto si è svolto venerdì 20 febbraio nell’Aula Magna della scuola con una giornata di festa e un momento di restituzione pubblica per dare senso, forma e voce al lavoro svolto dalle studentesse e dagli studenti dell’istituto.














