Al Teatro Bellini in scena SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ commedia in tre atti di Eduardo De Filippo

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera_ da sx Rossella De Martino Paolo Serra Teresa Saponangelo

NAPOLI – Al Teatro Bellini, dal 24 febbraio all’8 marzo, in scena SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ commedia in tre atti di Eduardo De Filippo

Il capolavoro eduardiano, Sabato, domenica e lunedì, dopo oltre vent’anni lontano dalle scene, è tornato debuttando in prima nazionale il 25 novembre scorso al Teatro Argentina nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che, con abile rigore registico, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche, i segreti e le tensioni intime di una famiglia.

Un ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo, scritta nel 1959, che intercetta il nostro tempo, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino), con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà.

Lo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino, lo Stabile di Bolzano, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese, ha ancora molto da insegnarci.

Il testo, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo», come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo, i due coniugi Peppino Priore e Rosa, i figli, e la classica zia “zitella”, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.

L’opera, che fa parte della Cantata dei giorni dispari, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo, in cui si sorride, ci si commuove e si riflette, anche e soprattutto, sul ruolo della donna. Centrale, infatti, è la figura di Rosa Priore che, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo, volto amato del cinema e della tv, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne, com’è giusto che sia, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”, da lui mai avuta.»

Dal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista interprete, senza spostare alcuna nota della partitura, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia, mai messa in scena, fino ad allora, nella loro lingua – commenta il regista –  Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni, Mozart, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.»

Personaggi e interpreti:

 

Peppino PrioreClaudio Di Palma

Rosa, sua moglieTeresa Saponangelo

Giulianella Mersila Sokoli

RoccoGianluca Merolli

RobertoPasquale Aprile

Antonio Piscopo, padre di RosaFrancesco Biscione

Amelia Priore, sorella di PeppinoAnita Bartolucci

Attilio, suo figlioRenato De Simone

Raffaele Priore, fratello di PeppinoPaolo Cresta

Federico, amico di RoccoAlessandro Balletta

Maria Carolina, moglie di RobertoAlessandra Pacifico

Luigi IannielloPaolo Serra

Elena, sua moglieMaria Cristina Gionta

Virginia, camerieraRossella De Martino

Michele, suo fratelloDomenico Moccia

Dottor Cefercola- Catiello, sartoAntonio Elia

 

TOURNÉE SABATO DOMENICA E LUNEDI

 

Dal 25 novembre 2025 al 4 gennaio 2026 Teatro Argentina – Roma

Dall’8 gennaio all’11 gennaio 2026 Teatro Mario del Monaco – Treviso

Dal 15 gennaio al 19 gennaio 2026 Teatro Comunale – Bolzano

Dal 22 gennaio al 25 gennaio Teatro Sociale – Trento

Dal 27 gennaio all’8 febbraio 2026 Teatro Carignano – Torino

Dall’11 febbraio al 19 febbraio 2026 Teatro della Pergola – Firenze

Dal 21 febbraio al 22 febbraio 2026 Teatro Era – Pontedera

Dal 24 febbraio all’8 marzo 2026 Teatro Bellini – Napoli

Dall’11 marzo al 15 marzo 2026 Teatro delle Muse – Ancona

18 marzo 2026 Teatro Comunale F. Cilea – Reggio Calabria

Dal 21 marzo al 29 marzo 2026 Teatro Biondo – Palermo

Dall’8 aprile al 12 aprile 2026 Teatro Verdi – Padova

Dal 14 aprile al 15 aprile 2026 Teatro Ventidio Basso – Ascoli Piceno

Dal 17 aprile al 19 aprile 2026 Teatro dell’Aquila – Fermo

Dal 22 aprile al 26 aprile 2026 Teatro Sociale – Brescia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here