Festival Internazionale del ‘700 musicale napoletano: “La corte di Pulcinella” di Carlo Faiello

NAPOLI – Nella Chiesa Barocca di Donnaregina Museo Diocesano (Largo Donna Regina), il 16 dicembre, alle ore 20.30, sarà la volta de “La corte di Pulcinella” di Carlo Faiello che nasce dal proposito di dare finalmente alla maschera napoletana un riconoscimento istituzionale, visto che ha costituito, per quasi quattro secoli, il simbolo universale della napoletanità.

Chi opera nel campo dell’arte sa benissimo che per superare la contraddizione fra profitto individuale e interesse della collettività, tra potere ed etica, tra tecnologia e fantasia; è fondamentale investire nella Cultura. Uno dei problemi è quello di liberare Pulcinella dai luoghi comuni che gli sono stati appiccicati addosso da quando è entrato nel teatro napoletano: qui Pulcinella è un personaggio molto diverso da quello che ci viene proposto dalla iconografia retorica e dai mezzi di comunicazione di massa.

Ancora oggi in Italia si vive della retorica di Pulcinella, che non è arte, ma espressione etnica; ignorando che il nostro popolare eroe comico rappresenta un mito di identificazione collettiva, al tempo stesso locale e planetario. Di conseguenza, in questo momento storico di smarrimento, prodotto dal crollo di certezze e illusioni, la sua teatralità può rappresentare emblematicamente la condizione umana contemporanea. Quindi, riscriverne la storia e valutarne lo spessore può essere molto interessante e ‘provocatorio’. Negli ultimi anni c’è stato un violento processo di omologazione, una progressiva perdita di orientamento, un abuso persuasivo della parola e dell’immagine a discapito dell’universo del sapere.

Una possibilità di opporre resistenza a vecchi e nuovi malesseri, provocati dalla cultura di massa, ci viene offerta, pertanto, dal recupero di Pulcinella, metafora cittadina per eccellenza e l’emblema più appariscente della città partenopea. Un evento spettacolare in cui l’eredità culturale della maschera napoletana viene “recuperata” in positivo: come coscienza e immaginario necessario di un popolo che si contrappone a qualsiasi tentativo di sradicamento. Con Lello Giulivo, Patrizia Spinosi, Mario Brancaccio, Maria Teresa Iannone, Antonio Faiello, Paola Maria Cacace, Federica Avallone, Peppe di Colandrea. Testi e Musiche Carlo Faiello.

 

 

Info e prenotazioni:  https://azzurroservice.net/ – www.festival700.it