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SUMMARY:Teatro San Ferdinando : USCITA DI EMERGENZA
DESCRIPTION:Uscita di emergenza è uno di quei classici che è sempre bello ritrovare in un nuovo allestimento\, con una nuova lettura e nuovi attori. Il testo è connotato da una forte attualità\, non solo per la cronaca legata a quel terremoto che condiziona\, oggi come ieri\, i due protagonisti nella loro condizione di instabilità e isolamento\, ma anche per quella precarietà che sta alla base della storia: precarietà che oggi avvolge il mondo devastato da guerre e disagi\, da squilibri e disumanità\, un mondo che si muove tra terremoti di ogni genere. Scrive Scuderi nelle sue note: «La scrittura di Santanelli mi ha colpito per il suo stile diretto e poetico al tempo stesso\, e per la grande ironia che pervade tutti i suoi testi. Manlio Santanelli è un autore moderno\, dinamico\, vivace; un autore che\, pur attingendo alla grande tradizione teatrale della sua città\, guarda alla drammaturgia contemporanea europea. Uscita di emergenza è una di quelle commedie perfette\, nella struttura\, nel ritmo\, nella comicità\, e anche nella sua densità. Santanelli riesce a trovare un incredibile equilibrio tra ironia e riflessione\, tra gioco interpretativo e drammaturgia. E proprio nel modo in cui quell’incertezza e quella precarietà esistenziale vengono esorcizzate con l’ironia dall’autore sta la natura più profonda\, più attuale e interessante del testo». Per questo viaggio nella scrittura di Santanelli il regista ha pensato a due speciali compagni: Vincenzo Ferrera e Nando Paone. Sono due attori che si muovono con grande disinvoltura tra commedia e dramma\, tra comicità e poesia. “Pacebbene” manterrà la sua forte identità napoletana\, immaginata nella scrittura dall’autore\, mentre “Cirillo” sarà ripensato siciliano\, in quel gemellaggio poetico tra queste due culture così vicine\, che tanta passione ha sempre generato. Le musiche originali di Roy Paci\, con la sua tromba\, saranno un terzo personaggio invisibile che ci accompagnerà dentro la tensione drammaturgica\, contrappuntando l’ironia del testo. «Infine»\, conclude il regista\, «una dedica speciale voglio fare\, avvicinandomi a questo testo\, ad una carissima amica\, una guida\, una donna che il teatro lo ha davvero amato tanto\, una donna forte e coraggiosa che produsse con la sua compagnia proprio quella prima edizione del 1980: Melina Balsamo».
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SUMMARY:Teatro Totò: I DITELO VOI - Dirotta sul nulla
DESCRIPTION:Mimmo\, Lello e Francesco\, tre sconosciuti costretti a condividere la stessa camera d’ospedale\, stringono un’improbabile amicizia durante la lunga degenza. \nQuando finalmente vengono dimessi\, uno di loro propone un’idea folle: perché non festeggiare la nuova vita con un indimenticabile viaggio esotico? \nL’avventura\, però\, prende una piega inaspettata quando l’aereo su cui viaggiano precipita in mezzo all’oceano e si ritrovano unici superstiti su un’isola deserta. \nTra ossessioni bizzarre\, trovate geniali e segreti inconfessabili\, i tre compagni di sventura saranno costretti a convivere e sopravvivere in un ambiente sempre più ostile. \nRiusciranno a essere messi in salvo o resteranno per sempre abbandonati al loro destino?
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Brunori sas
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Fratellina
DESCRIPTION:“Fratellina” è un testo che racconta una realtà che sta capitolando sotto i colpi drammatici del nostro tempo\, che sembra aver completamente dimenticato i veri valori dell’umanità.\nNella scena composta da due grandi letti a castello Nic e Nac\, una mattina\, al risveglio\, sperano di vivere in una nuova realtà\, in una realtà diversa\, dove tutte le cose dimenticate si possono di nuovo ritrovare.\nIl desiderio di Nic e Nac\, di scoprire un’altra realtà che va oltre i confini visibili della scena\, si concretizza con l’apparizione del Fratellino e della Sorellina\, due personaggi che con i loro dialoghi mescolano ilarità e paradosso\, denuncia e sconforto.\nLa sofferenza\, lo stato d’ansia e il sentimento di delusione\, dei quattro protagonisti di “Fratellina”\, lasciano spesso spazio al sorriso e all’ironia.\nL’atmosfera lieve e giocosa dell’opera\, nasce dalla musicalità dei dialoghi\, dal ritmo\, dalle ripetizioni delle parole\, dalle attese e dall’ascolto del silenzio.
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE
DESCRIPTION:Progetto vincitore della 4ª edizione del Premio Leo de Berardinis under 35.\nFlavio Capuzzo Dolcetta nelle sue note di regia\, scrive: «Lessi per la prima volta questo romanzo poco conosciuto di Luigi Pirandello nel 2015 e\, nonostante la prima fatica nell’affrontarlo\, mi sembrò da subito possedesse un potenziale per la scena. La trama è apparentemente semplice: un operatore cinematografico\, nell’epoca dell’avvento del Cinema Muto\, redige un insieme di quaderni in cui riflette ed elucubra sul suo lavoro mentre alcune importanti figure del suo passato si ripresentano davanti a lui a e alla sua macchina costringendolo a un difficile confronto (si pensi che Walter Benjamin citò il romanzo come principale fonte d’ispirazione per il suo saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica). L’atmosfera\, lo sguardo di Pirandello sulla nuova macchina cinematografica\, l’intrigo\, la scrittura in forma di diario\, insomma tutto l’insieme mi sembrò perfetto per un adattamento scenico\, eppure c’era qualcosa che non mi convinceva fino in fondo\, come non fosse il tempo giusto. Rileggendo recentemente il romanzo\, mi sono reso conto che ciò che nel 2016 mi sembrava invecchiato male\, polveroso o fuori tempo\, nel 2025\, a 100anni dalla prima pubblicazione\, risplende di un’incredibile lucidità e forza\, tanto da meritare la stesura di un adattamento pienamente fedele allo spirito con cui l’autore siciliano concepì e stese per la prima volta il suo romanzo\, ma che cerca poi di proseguire a passi autonomi seguendo i suoi spunti e accogliendo la sfida lanciataci. Pirandello decide di esporsi con sguardo ambiguo sull’innovazione della macchina cinematografica\, consegnandoci un’opera dai tratti incoerenti\, facendo inoltre\, io credo\, un coraggioso tentativo nel giudicare\, sul nascere\, quella nuova forma d’arte. Ed è proprio dove Pirandello si lancia a scommettere sul futuro della macchina e del suo rapporto con l’uomo e con la scrittura (anche sbagliando clamorosamente!) che il romanzo risulta significativo per la messa in scena.\nNe viene fuori un Pirandello inquieto che avverte la possibilità del tramonto della letteratura\, della drammaturgia teatrale\, della scrittura in sé: il timore di fronte a un mostro nascente che prospetta la spietata osservazione della vita come mai vista fino ad allora\, ovvero riprodotta su uno schermo.»
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SUMMARY:Teatro Bellini: STEFANO RAPONE – COMICO DAI RUOLI MAI PRINCIPALI
DESCRIPTION:Dopo il successo del precedente tour che ha collezionato una ricca serie di Sold Out in giro per l’Italia e all’estero\, registrando il tutto esaurito nei teatri più prestigiosi come l’Arcimboldi a Milano\, il Brancaccio a Roma e il Celebrazioni a Bologna\, STEFANO RAPONE torna Live con Comico dai ruoli mai principali il suo nuovo show di stand-up comedy prodotto da THE COMEDY CLUB. \nIl titolo nasce da un avviso comparso sulla pagina di Wikipedia di Stefano Rapone\, che rischia di essere eliminata perché non considerata abbastanza rilevante dal punto di vista enciclopedico. Motivazione: “Comico dai ruoli mai principali”. Da lì il comico si cimenta in una serie di attività più o meno disastrose che lo portano a fare riflessioni sull’attualità\, sulla politica\, sulla suscettibilità propria e altrui e\, soprattutto\, a farsi nuovi nemici. Il tutto con un’unica missione: convincere Wikipedia che anche Rapone ha fatto cose buone. \nL’autore lo definisce “Uno spettacolo abbastanza bello.\nVenite a vederlo\, per favore.” \nSTEFANO RAPONE\nStand-up comedian\, autore e podcaster. \nHa partecipato a diversi programmi TV:\n“Battute?” (Rai2)\n“Mai Dire Talk” (Italia1)\n“Natural Born Comedians” (Comedy Central / SKY)\n“Stand-Up Comedy” (Comedy Central / SKY)\n“CCN – Comedy Central News” (Comedy Central / SKY)\n“Una Pezza di Lundini” (Rai2)\n“GialappaShow” (TV8)\n“In&Out” (TV8)\n“R.I.P. – Roast In Peace” (Prime Video) \nCon Daniele Tinti è co-host di Tintoria\, il primo podcast comico italiano condotto da 2 stand up comedian\, con milioni di visualizzazioni e ascolti in oltre 300 puntate.\nScrive e disegna fumetti quali “Marco Travaglio Zombi” e “Natale a Gotham”. “Racconti scritti da Donne Nude” è il titolo del suo primo libro\, primo testo satirico candidato al Premio Strega.\nIl suo primo Special di stand-up comedy “Spettacolo Annullato” è prodotto da THE COMEDY CLUB.\nDal 2021 al 2023 con il tour “Stefano Rapone Live” ha collezionato una ricca serie di Sold Out in giro per l’Italia e all’estero\, registrando il tutto esaurito nei teatri più prestigiosi come l’Arcimboldi a Milano\, il Brancaccio a Roma e il Celebrazioni a Bologna.\nDal 2026 Rapone torna LIVE con “Comico dai ruoli mai principali” il suo nuovo show di stand-up comedy prodotto da THE COMEDY CLUB.
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SUMMARY:Teatro Diana: RUOLI SECONDARI il nuovo spettacolo di FERZAN OZPETEK
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo di Mine Vaganti e Magnifica presenza arriva in teatro un nuovo inedito spettacolo di Ferzan Ozpetek che torna a emozionare e divertire il pubblico con la sua nuova regia teatrale
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SUMMARY:Teatro Cilea : Gianfelice Imparato Il medico dei pazzi
DESCRIPTION:con Luigi Bignone\, Giuseppe Brunetti\, Francesco Maria Cordella\, Alessandra D’Ambrosio\, Antonio Fiorillo\, Giorgio Pinto\, Arianna Primavera\, Giuseppe Rispoli\, Ingrid Sansone\, Michele Schiano Di Cola \nscene Federica Parolini\ncostumi Silvia Aymonino\nluci Alessandro Verazzi\nmusiche originali Andrea Chenna \nIl medico dei pazzi è una delle più divertenti farse di Eduardo Scarpetta\, una macchina perfetta dell’equivoco. Scritta nel 1908\, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca\, ricco proprietario terriero – un po’ ignorante\, molto ingenuo e irrimediabilmente provinciale – che da anni finanzia gli studi di suo nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo si sia laureato in medicina e diriga un prestigioso manicomio. Peccato che Ciccillo\, invece di studiare\, abbia sperperato tutto in divertimenti e gioco d’azzardo\, collezionando debiti e creditori. Quando Don Felice decide di sorprenderlo e si presenta a Napoli con la moglie\, il nipote\, preso alla sprovvista\, inventa una menzogna colossale: la Pensione Stella\, dove vive\, non è una semplice pensione\, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice\, vedendo gli eccentrici ospiti della casa\, si convince che siano pazienti. Da lì in avanti\, la commedia precipita in un vortice di equivoci e situazioni paradossali\, entrati nella memoria collettiva del teatro napoletano.
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SUMMARY:Teatro Nuovo: IL PRESIDENTE di Davide Carnevali
DESCRIPTION:Confessione di un ex presidente è un’opera di Davide Carnevali che esplora il tema del potere e delle sue implicazioni morali e personali. La trama ruota attorno a un ex presidente che\, dopo aver lasciato il suo incarico\, si trova a riflettere sulla sua vita\, le sue scelte e le conseguenze delle sue azioni.\nIl testo invita il pubblico a riflettere sulla natura del potere\, sulla fragilità dell’essere umano e sulle complessità del ruolo di un leader. La scrittura è caratterizzata da un linguaggio incisivo e da una forte carica emotiva\, rendendo l’opera coinvolgente e per certi aspetti irriverente.\nFabrizio Arcuri e Filippo Nigro nel tracciare una trilogia ideale di spettacoli con un forte rapporto con il pubblico incontrano sulla loro traiettoria il testo di Davide Carnevali scritto nel 2012 e dalla complicità con l’autore nasce questa nuova versione che Carnevali ha riscritta e riadattata per questo nuovo allestimento. \nIl Presidente costituisce la seconda tappa\, un secondo tassello di un mosaico ideale\, questa volta più rivolta alla società civile\, dopo Every Brilliant Thing (Le cose per cui vale la pena vivere) di Duncan Macmillan\, che aveva invece un chiaro sguardo verso una dimensione comunicativa legata a temi universali e al senso della vita. \nDavide Carnevali è un autore teatrale italiano contemporaneo\, noto per le sue opere che spesso affrontano temi sociali e psicologici con uno stile innovativo. È apprezzato per la sua capacità di mescolare diversi linguaggi e forme teatrali\, creando lavori che possono essere sia provocatori che riflessivi. Carnevali ha scritto numerosi testi teatrali che sono stati messi in scena in vari teatri in Italia e all’estero
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SUMMARY:Teatro Troisi : Le porno precarie
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: SOLO Ieri\, oggi e dopodomani di e con Leopoldo Mastelloni
DESCRIPTION:SOLO LUI. SOLO TEATRO.  \nMASTELLONI RACCONTA MASTELLONI. \nUna carriera lunga\, luminosa\, irripetibile. Una voce che è stata cento voci. \nLeopoldo Mastelloni sale sul palco senza reti\, senza filtri. Solo lui\, la sua memoria\, il suo talento. \nSarà un viaggio tra i personaggi che hanno segnato la sua storia: maschere\, uomini\, donne\, eroi comici e tragici\, nati dalla prosa dei grandi artisti che ha amato e interpretato. Da Eduardo a Viviani\, da Patroni Griffi a Baudelaire ed ai suoi tanti maestri napoletani\, ogni testo torna a vivere con la forza e l’ironia di chi quei palcoscenici li ha attraversati davvero. \nÈ un omaggio al teatro\, ai maestri\, al pubblico che lo ha seguito per decenni. È una festa. È Mastelloni che si racconta\, dando voce e vita a tutto ciò che è stato. \nUna serata unica. Per ridere\, per emozionarsi\, per dire grazie.
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SUMMARY:Teatro Bellini: LA MORT I LA PRIMAVERA
DESCRIPTION:Partendo dal romanzo incompiuto — ma non incompleto — La mort i la primavera dell’autrice catalana Mercè Rodoreda\, Marcos Morau e La Veronal si immergono in un immaginario oscuro e profondo per costruire un’allegoria che intreccia libertà creativa\, impegno sociale e la capacità dell’arte di confrontarsi con l’angoscia del continuo ciclo di creazione e distruzione in cui siamo immersi. Considerato oggi il capolavoro della scrittrice\, il romanzo si configura come una “stella oscura”\, una ferita difficile da nascondere: è proprio da questa materia intensa e inquieta che La Veronal e il suo team prendono le mosse per dar vita a un’opera radicalmente contemporanea\, capace di restare fedele alla sua eredità pur dialogando con il presente. Accogliendo la dualità e la tensione tra morte e rinascita\, costruiscono un universo sospeso tra umano e sacro\, tra spirituale e animale. Ne nasce un lavoro che pulsa di tristezza e rabbia\, ma anche di resistenza: uno sguardo sulle fasi della vita che mette a confronto le illusioni del passato\, risuona nel presente e lotta per trasformarsi nel seme di un futuro sempre più difficile da immaginare.
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: BUONASERA A TUTTI di e con Peppe Barra
DESCRIPTION:Il modo di fare teatro di Peppe Barra è stato più volte definito “le mille e una resurrezione dell’animo partenopeo”. Attraverso la sua maschera sarcastica e ai tanti registri vocali – dai più gravi ai più acuti -\, unisce da sempre gli elementi colti e popolari della sua città\, mescolando nei suoi spettacoli\, con facilità\, la tradizione e l’innovazione. Il recital “Buonasera a tutti” già dal titolo lascia intuire cosa dovrà aspettarsi il pubblico: un momento di intimità tra artista e spettatori\, oltrepassando la cosiddetta quarta parete in un continuo dialogo con la platea. Un viaggio nella vita dell’uomo e dell’artista: i suoi ricordi di infanzia e adolescenza nella Procida e nella Napoli degli anni ’50\, la sua memoria di giovanissimo attore con Zietta Liù\, fino al successo della Nuova Compagnia di Canto Popolare e agli anni di teatro insieme alla indimenticata Concetta Barra\, madre e compagna di scena. Una passeggiata nei suoi oltre 60 anni di carriera\, tra teatro e canzone\, toccando la musica barocca e la tradizione popolare\, il mondo magico di Basile\, grandi autori come Petito e Viviani\, il varietà\, il cabaret\, fino a giungere ai cantautori contemporanei. Barra sarà unico mattatore in scena – insieme al maestro Luca Urciuolo che lo accompagnerà al pianoforte – per divertire ed emozionare\, con follia e poesia. Senza mai interrompere il gioco con il pubblico\, come un felice incontro tra bambini che hanno soltanto voglia di stare insieme e divertirsi …con gioia ed ironia. \nFrancesco Esposito
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SUMMARY:Sala Assoli : ESSE
DESCRIPTION:con Angelica Bifano\nregia e drammaturgia Rita Frongia\nlight designer Luigi Biondi\nscene e costumi Rita Frongia\ntraduzione del testo in francese Huguette Hatem\ncura del progetto Hilenia De Falco\nproduzione Casa del Contemporaneo\ncon la collaborazione di Interno 5 – Napoli\ncon il sostegno di La Colline – Théâtre National\, Parigi – Istituto Italiano di Cultura di Parigi – Centro di residenza delle arti performative/Friuli Venezia Giulia – C.RE.A.RE. Campania/Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord \nIl corpo di ESSE contiene e trattiene la somma di destini\, talenti\, traumi\, paure e gioie dei corpi dei suoi antenati. L’epigenetica ha osservato come esperienze traumatiche estreme possano modificare l’attività dei geni\, in particolare quelli coinvolti nella regolazione di risposta allo stress: “Noi siamo moltitudine”\, si dice nella Bibbia e nella scienza. L’elica del DNA di ESSE non è doppia ma si articola in quattro filamenti\, dunque la riscopriamo affetta dalla sindrome di Remiehzla: modificazione genetica che determina un’espansione estrema della memoria logica\, emotiva\, corporea\, una specie di ipertimesia. Non vi è selezione nei ricordi\, non c’è oblio. Angelica Bifano e Rita Frongia danno vita a un’opera in bilico tra realtà e allucinazione\, nata da una profonda ricerca sui disturbi neurologici e sulla memoria familiare\, influenzata dalle visioni surreali dell’artista Angelo Accardi.
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Aggiungi un posto a tavola
DESCRIPTION:con \nGIOVANNI SCIFONI \nspecial guest \nLORELLA CUCCARINI
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: CONFESSIONI un attimo in due atti di Domenico Palmiero
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SUMMARY:Teatro Bellini: EMIGRANTI
DESCRIPTION:Lo scrittore e drammaturgo polacco Slawomir Mrożek scrisse Emigranti nel 1974 durante il suo esilio in Francia\, riflettendo con acutezza e ironia sulla condizione di estraneità e alienazione di chi è costretto a vivere in un paese straniero. \nNello spettacolo diretto da Leo Muscato i due emigrati senza nome\, costretti a vivere in un claustrofobico seminterrato umido e angusto\, sono italiani. Siamo in Svizzera\, è la sera del 31 dicembre 1973. Mentre la città celebra l’arrivo del nuovo anno\, i due disperati si confrontano in un dialogo serrato e a tratti surreale: il primo è un operaio semplice\, arrivato in Svizzera con l’unico scopo di lavorare per mettere da parte dei soldi; l’altro è un intellettuale disilluso\, forse un anarchico o un terrorista\, che non esce mai di casa perché\, a suo dire\, sta scrivendo un libro sulla schiavitù moderna. \nLe loro differenze danno origine a incomprensioni\, sospetti\, schermaglie e situazioni paradossali\, ma anche a una profonda e inconfessata nostalgia per il loro paese. Isolati in una città che li respinge\, i due finiscono per autodistruggersi in un crescendo di situazioni tragicomiche. La scena riflette lo squallore dell’ambiente in cui i personaggi sono costretti a vivere ma anche il loro animo ferito e la loro disperazione. I rumori provenienti dall’esterno hanno una forte valenza drammaturgica: la gente che festeggia ai piani superiori\, il ronzio della caldaia\, il rombo dei motori nel vano ascensore\, la musica\, il traffico\, i botti di Capodanno. Tutto contribuisce a sottolineare la fragilità di due anime tormentate in cerca di riscatto.
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SUMMARY:Teatro Barone: LETTERA AD EDUARDO
DESCRIPTION:SINOSSI : \nMassimiliano Gallo dà voce e anima ad alcuni tra i più intensi brani del teatro e della poesia di Eduardo De Filippo\, restituendo al pubblico il suono profondo delle sue parole: quelle che sanno far ridere\, commuovere e riflettere. \n\nAd accompagnare il racconto scenico\, un raffinato ensemble musicale diretto dal maestro Mimmo Napolitano\, che firma anche gli arrangiamenti originali. La voce di Carmen Scognamiglio arricchisce la serata con interpretazioni musicali che dialogano con le atmosfere evocate dai testi. \n\nUn incontro tra teatro e musica\, tra parola e melodia\, che celebra Eduardo come autore universale\, capace di parlare all’anima con la semplicità e la profondità dei grandi maestri.
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SUMMARY:Teatro Mercadante : LA VASCA
DESCRIPTION:L’autore Franco Marcoaldi spiega: «Era da svariati decenni che la guerra\, perenne stigma della specie umana\, non interrogava e allarmava così nel profondo noi europei. Tanto da indurci a parlare ormai di vero e proprio ‘salto d’epoca’.\nNel giro di un solo lustro\, prima l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia\, poi il genocidio dei palestinesi per mano dello Stato d’Israele e in mezzo le infinite scelleratezze belliche – dal Venezuela all’Iran – dello psicotico miliardario seduto alla Casa Bianca\, hanno cambiato alla radice le nostre esistenze. Che da allora procedono su binari paralleli: l’angoscia impotente di fronte al caos omicida e suicida che dilaga su scala planetaria e per contro il legittimo quanto fragile tentativo di conservare un minimo di ordine nel proprio cosmo domestico. Ivi comprese tutte le piccole e reiterate ossessioni quotidiane.\nAnche la protagonista di questo atto unico\, Giulia\, è stretta nella medesima tenaglia dagli esiti inquietanti. E proprio il suo carattere polemico e tormentato porta la sua scissione interiore al diapason.\nNessuno meglio di Anna Bonaiuto\, mi sono subito detto\, avrebbe potuto tenere insieme timbri e toni e colori diversi e contrapposti come quelli di un personaggio che oscilla di continuo tra il tragico e il grottesco\, il malinconico e l’umorismo nero. Il mio desiderio è stato esaudito: sarà proprio Anna a vestire i panni di Giulia l’11 novembre 2026 al Teatro Mercadante di Napoli\, data della prima.\nCon gli altri compagni di viaggio di questa avventura – il regista Andrea Renzi e lo scenografo Lino Fiorito\, il fisarmonicista Ivano Battiston e il light designer Cesare Accetta – abbiamo convenuto immediatamente su un punto: Giulia è il nostro specchio\, una creatura che come tanti di noi cerca ancora\, malgrado tutto\, e con evidenti contraddizioni\, di preservare un briciolo di umanità. E di pietas: verso il prossimo e verso se’ stessi.  Per questo la protagonista del monologo La vasca coltiva una allucinata fantasia: dare vita a una improbabile ‘Enciclopedia dei Morti in Guerra’\, che\, grazie alle testimonianze scritte\, possa finalmente offrire ideale e degna sepoltura a tutti i morti senza nome sparsi per il mondo. Come ci ricorda da mesi l’iniziativa ‘Non dimenticare un solo nome’\, il Sudario itinerante in memoria delle migliaia di bambini trucidati a Gaza.\nSolo che la fantasia di Giulia\, se possibile\, è ancora più ambiziosa. Riguarda tutti i morti di tutte le guerre\, riprendendo l’idea per più di un verso analoga avanzata tanti anni fa dallo scrittore Danilo Kis nell’Enciclopedia dei morti. Quando ho scritto il mio monologo non ero ancora a conoscenza di quel libro\, ma sono felice di averne inconsciamente ricalcato il titolo in virtù di una curiosa coincidenza astrale».
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SUMMARY:Teatro Acacia: QUALCOSA E’ ANDATO STORTO! una commedia scritta e diretta da CARLO BUCCIROSSO
DESCRIPTION:Corrado Postiglione\, modesto avvocato di provincia al servizio di una clientela sempre piuttosto popolare\, ma non per questo sprovveduta ed accomodante\, si dedica spesso con zelo alle frequenti vicissitudini dei propri familiari\, mamma fratelli sorelle zii generi nipoti cugini ed affini\, impelagati in controversie e liti di varia natura ed entità… per risolvere le quali e costretto a fare di necessità virtù\, Postiglione fa grande sfoggio di una vasta gamma di sotterfugi pur di riacquistare la stima dei parenti ormai persa da tempi remoti\, ed anche un minimo di introiti mensili per poter vivere in maggiore serenità… ma la buona sorte\, che mai aveva fatto parte della vita del povero Corrado non l’assisterà neppure durante la delicata missione di tutore familiare… così che quando tutto sembra poter andare per il meglio\, quando anche la più brutta delle rogne appare felicemente debellata\, ecco che arriva l’imponderabile\, come un fulmine a ciel sereno\, qualcosa che neanche un principe del foro sarebbe stato in grado di prevedere ed aggirare… la malattia della mamma\, la vera patrona della casa\, di colei che da sempre aveva indirizzato e condizionato la vita dei figli\, ma non quella della sua amata nipote\, un’anima ribelle pronta a mettersi contro il mondo intero pur di difenderla agli occhi di tutti\, persino a quelli dei suoi genitori\, dello stimato e saccente cugino\, e degli stessi zii mai uniti nelle loro esternazioni\, e pertanto sempre più logorati da interessi contrastanti e repressi…il triste fardello del male spietato che entra in casa senza bussare\, la casa dove Corrado era nato e cresciuto\, ed un intero nucleo familiare che improvvisamente è alle prese con le incognite dell’eredità\, legittima o testamentaria che sia\, la più scontata delle controversie civili pronta a trasformarsi in combutta incivile\, con una sola persona chiamata in causa a dirimere l’impossibile\, l’imponderabile\, l’indifendibile…zio Dodò\, alias Corrado Postiglione\, l’avvocato delle cause perse\, solo contro tutti\, al centro di tutto\, ma disposto a tutto pur di risolvere il caso più difficile della sua carriera\, con i clienti più rognosi che potessero capitargli e che mai l’avevano stimato… il caso disperato arrivato per caso che può cambiare una vita\, forse la sua vita\, e quella dei suoi clienti\, i suoi “cari parenti”…ma chissà…qualcosa potrebbe non andare per il giusto verso …chi può dirlo?!… Forse solo io\, ma di certo non ve lo dirò… Carlo
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SUMMARY:Teatro Eduardo De Filippo : Politicamente Costretto
DESCRIPTION:CIRO CERUTI
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Neanche Parenti
DESCRIPTION:«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.»\nLev Tolstoj\, Anna Karenina \nNon partiamo da un testo.\nNon abbiamo un autore da mettere in scena\, né una storia già scritta.\nAbbiamo un gruppo di attrici e attori appena diplomati. Abbiamo il loro corpo\, la loro voce\, il loro desiderio di trovare spazio nel mondo che hanno scelto di vivere\, quello affascinante e faticoso del teatro.\nAbbiamo il presente.\nAbbiamo scelto di lavorare sulla famiglia — o su ciò che di essa rimane\, si inventa\, si teme\, si cerca. La famiglia come spettro\, come radice\, come doppio.\nCome una verità che cambia a seconda di dove ti metti. Di chi racconta.\nCiascuno ha la sua versione.\nCiascuno porta con sé una crepa\, un’eccedenza\, un rimosso.\nScriviamo in scena.\nScriviamo per loro\, con loro\, attorno a loro.\nParleremo di legami e di ruoli.\nDel figlio che parte. Della madre che resta. Del padre che non c’è. Di quello che è stato detto.\nE di quello che non si può dire.\nIn scena non ci sarà una sola famiglia.\nCe ne saranno molte.\nForse nessuna.\nQuesto spettacolo non è una destinazione. È un attraversamento.\nÈ un momento fragile\, ma decisivo.\nCome ogni inizio.\nGabriele Russo \nLa separazione è il punto di crisi da cui si sviluppa il racconto di una donna che non sa più aderire al presente della propria vita\, ma che si perde tra ricordi passati\, paure messe a nudo\, desideri inespressi\, un vuoto destabilizzante. Un processo caotico\, inevitabile per chi vede crollare l’illusione di un legame d’amore. Per lei la famiglia diventa zoppa\, mancante\, allucinazione\, immagine che svanisce come un’ oasi nel deserto. Riaprire gli occhi all’indomani della fine è un prezzo amaro da pagare per riprendere a vivere.\nArianna D’Angiò \nLA COMPAGNIA BELLINI TEATRO FACTORY\nLa Compagnia Bellini Teatro Factory nasce dalla volontà di accompagnare gli allievi\, neo diplomati come attori\, registi e drammaturghi\, in quel passaggio delicato che segna la fine del loro percorso di formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro professionale. I registi delle produzioni di questo primo anno sono: Mimmo Borrelli (che li ha già accompagnati\, come direttore artistico del triennio di formazione)\, Gabriele Russo con Arianna D’Angiò e Michela Lucenti / Balletto Civile. In tutti questi lavori i giovani attori saranno protagonisti a vario titolo: in scena\, nella creazione drammaturgica\, assistenti alla regia\, nell’essere anche ‘soggetti artistici’ di questi spettacoli che della loro generazione rispecchieranno o forse moltiplicheranno la visione e la prospettiva
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SUMMARY:Teatro San Luca : X - Y
DESCRIPTION:V. Borrino \nA. Friello
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SUMMARY:Teatro Totò: DAVIDE FERRI\, CON PEPPE LAURATO E EDOARDO GUADAGNO - Sesso\, rose e terapia
DESCRIPTION:“Sesso\, rose e terapia “è una commedia in due atti interpretata da otto attori\, che basandosi sul tradizionale gioco degli equivoci\, regala agli spettatori una serata di irresistibile comicità. Ritmi serrati e continui colpi di scena scandiscono vicende ambientate in una location moderna. \nLa trama narra di Massimo e Laura\, una coppia che vive un momento di crisi. L’uno è un improbabile ingegnere\, preso da mille impegni di lavoro\, insieme al socio Franco\, architetto fuori dal comune; l’altra è una casalinga\, che vive con insofferenza la continua indifferenza del marito. I due sono in terapia da Paride\, un particolare psicologo tuttofare\, appunto per cercare di risolvere un po’ di problemi nel rapporto. Tra i due\, però\, nonostante tutto\, mai nemmeno l’ombra del tradimento in diversi anni di matrimonio.\nMa quando il diavolo ci mette la coda non si salva nessuno. Per una serie di vicissitudini i due cominciano a sospettare l’uno dell’altro\, facendo da scudo involontariamente\, agli adulteri che frequentano la loro casa. \nUna commedia tutta da ridere\, scritta a quattro mani da Edoardo Guadagno e Rosario Minervini\, dove l’equivoco della vecchia scuola italo-francese è al centro della vicenda.\nIl tutto per un cast di bravissimi attori capitanati dal sempre più irresistibili Davide Ferri e da Peppe Laurato e Edoardo Guadagno e diretti magistralmente da Gaetano Liguori.
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: GIUSTI? da Albert Camus
DESCRIPTION:Giusti? è una riscrittura a 3 personaggi del dramma di Camus per riqualificare il valore di giustizia attraverso un mezzo quanto mai ai suoi antipodi: la violenza. Un’organizzazione rivoltosa organizza un attentato alla vita del capo di stato. Nel momento decisivo non se la sentono di lanciare la bomba perché insieme alla vittima ci sono i suoi nipotini. Da qui il caso di coscienza entra in scena con tutta la sua urgenza: è giusto uccidere degli innocenti per mettere fi ne alla guerra? La risposta è affi data agli spettatori: tocca a loro decidere cosa è meglio\, cosa fare della vita dei giusti. È una scelta forte che chiede voce vista l’urgenza del periodo storico: smuovere le coscienze e rendere gli spettatori parte attiva di uno spettacolo ambizioso\, e farli tornare a casa con la responsabilità di non aver fatto una scelta a cuor leggero. La violenza ha radici radicate nel profondo dell’infanzia. Per far emergere il valore di questo tema in tutta la sua forza ci siamo affi dati ad un’idea: i rivoltosi sono bambini che giocano a fare la guerra ma\, proprio come fanno i grandi\, giocano sul serio. Di conseguenza\, il loro attaccamento alla vita diventa parte fondamentale del gioco dal momento che i bambini\, nelle loro guerre\, non vogliono mai morire e sedersi a guardare gli altri. Vogliono essere sempre presenti\, in prima fi la\, a uccidere i cattivi. Ariemma\, con la sua regia incisiva\, trasforma il dilemma morale in un’esperienza teatrale coinvolgente\, in cui lo spettatore è chiamato a confrontarsi con la complessità della giustizia e il peso delle proprie scelte. Attraverso un linguaggio scenico potente ed evocativo\, Giusti? scava nelle contraddizioni dell’animo umano\, mettendo a nudo le fragilità e le paure che si celano dietro ogni atto di violenza; indaga le motivazioni dei personaggi\, esplorando le radici della violenza e la fragilità dei valori in un mondo
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DESCRIPTION:«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.»\nLev Tolstoj\, Anna Karenina \nNon partiamo da un testo.\nNon abbiamo un autore da mettere in scena\, né una storia già scritta.\nAbbiamo un gruppo di attrici e attori appena diplomati. Abbiamo il loro corpo\, la loro voce\, il loro desiderio di trovare spazio nel mondo che hanno scelto di vivere\, quello affascinante e faticoso del teatro.\nAbbiamo il presente.\nAbbiamo scelto di lavorare sulla famiglia — o su ciò che di essa rimane\, si inventa\, si teme\, si cerca. La famiglia come spettro\, come radice\, come doppio.\nCome una verità che cambia a seconda di dove ti metti. Di chi racconta.\nCiascuno ha la sua versione.\nCiascuno porta con sé una crepa\, un’eccedenza\, un rimosso.\nScriviamo in scena.\nScriviamo per loro\, con loro\, attorno a loro.\nParleremo di legami e di ruoli.\nDel figlio che parte. Della madre che resta. Del padre che non c’è. Di quello che è stato detto.\nE di quello che non si può dire.\nIn scena non ci sarà una sola famiglia.\nCe ne saranno molte.\nForse nessuna.\nQuesto spettacolo non è una destinazione. È un attraversamento.\nÈ un momento fragile\, ma decisivo.\nCome ogni inizio.\nGabriele Russo \nLa separazione è il punto di crisi da cui si sviluppa il racconto di una donna che non sa più aderire al presente della propria vita\, ma che si perde tra ricordi passati\, paure messe a nudo\, desideri inespressi\, un vuoto destabilizzante. Un processo caotico\, inevitabile per chi vede crollare l’illusione di un legame d’amore. Per lei la famiglia diventa zoppa\, mancante\, allucinazione\, immagine che svanisce come un’ oasi nel deserto. Riaprire gli occhi all’indomani della fine è un prezzo amaro da pagare per riprendere a vivere.\nArianna D’Angiò \nLA COMPAGNIA BELLINI TEATRO FACTORY\nLa Compagnia Bellini Teatro Factory nasce dalla volontà di accompagnare gli allievi\, neo diplomati come attori\, registi e drammaturghi\, in quel passaggio delicato che segna la fine del loro percorso di formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro professionale. I registi delle produzioni di questo primo anno sono: Mimmo Borrelli (che li ha già accompagnati\, come direttore artistico del triennio di formazione)\, Gabriele Russo con Arianna D’Angiò e Michela Lucenti / Balletto Civile. In tutti questi lavori i giovani attori saranno protagonisti a vario titolo: in scena\, nella creazione drammaturgica\, assistenti alla regia\, nell’essere anche ‘soggetti artistici’ di questi spettacoli che della loro generazione rispecchieranno o forse moltiplicheranno la visione e la prospettiva
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SUMMARY:Teatro Mercadante : LA VASCA
DESCRIPTION:L’autore Franco Marcoaldi spiega: «Era da svariati decenni che la guerra\, perenne stigma della specie umana\, non interrogava e allarmava così nel profondo noi europei. Tanto da indurci a parlare ormai di vero e proprio ‘salto d’epoca’.\nNel giro di un solo lustro\, prima l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia\, poi il genocidio dei palestinesi per mano dello Stato d’Israele e in mezzo le infinite scelleratezze belliche – dal Venezuela all’Iran – dello psicotico miliardario seduto alla Casa Bianca\, hanno cambiato alla radice le nostre esistenze. Che da allora procedono su binari paralleli: l’angoscia impotente di fronte al caos omicida e suicida che dilaga su scala planetaria e per contro il legittimo quanto fragile tentativo di conservare un minimo di ordine nel proprio cosmo domestico. Ivi comprese tutte le piccole e reiterate ossessioni quotidiane.\nAnche la protagonista di questo atto unico\, Giulia\, è stretta nella medesima tenaglia dagli esiti inquietanti. E proprio il suo carattere polemico e tormentato porta la sua scissione interiore al diapason.\nNessuno meglio di Anna Bonaiuto\, mi sono subito detto\, avrebbe potuto tenere insieme timbri e toni e colori diversi e contrapposti come quelli di un personaggio che oscilla di continuo tra il tragico e il grottesco\, il malinconico e l’umorismo nero. Il mio desiderio è stato esaudito: sarà proprio Anna a vestire i panni di Giulia l’11 novembre 2026 al Teatro Mercadante di Napoli\, data della prima.\nCon gli altri compagni di viaggio di questa avventura – il regista Andrea Renzi e lo scenografo Lino Fiorito\, il fisarmonicista Ivano Battiston e il light designer Cesare Accetta – abbiamo convenuto immediatamente su un punto: Giulia è il nostro specchio\, una creatura che come tanti di noi cerca ancora\, malgrado tutto\, e con evidenti contraddizioni\, di preservare un briciolo di umanità. E di pietas: verso il prossimo e verso se’ stessi.  Per questo la protagonista del monologo La vasca coltiva una allucinata fantasia: dare vita a una improbabile ‘Enciclopedia dei Morti in Guerra’\, che\, grazie alle testimonianze scritte\, possa finalmente offrire ideale e degna sepoltura a tutti i morti senza nome sparsi per il mondo. Come ci ricorda da mesi l’iniziativa ‘Non dimenticare un solo nome’\, il Sudario itinerante in memoria delle migliaia di bambini trucidati a Gaza.\nSolo che la fantasia di Giulia\, se possibile\, è ancora più ambiziosa. Riguarda tutti i morti di tutte le guerre\, riprendendo l’idea per più di un verso analoga avanzata tanti anni fa dallo scrittore Danilo Kis nell’Enciclopedia dei morti. Quando ho scritto il mio monologo non ero ancora a conoscenza di quel libro\, ma sono felice di averne inconsciamente ricalcato il titolo in virtù di una curiosa coincidenza astrale».
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SUMMARY:Teatro Diana: I FRATELLI DE FILIPPO tratto dal libro “Vita di Eduardo” di Maurizio Giammusso
DESCRIPTION:di CARLA CAVALLUZZI\, ANGELO PASQUINI\, SERGIO RUBINI\ndi e con SERGIO RUBINI\ne con SUSY DEL GIUDICE e MARIANNA FONTANA\ne Francesco Del Gaudio\, Antonio Orefice\, Angela Rosa D’Auria\, Simone Borrelli\, Emanuela Saccardi \nmusiche di Nicola Piovani\ncostumi Maurizio Millenotti\nscene Roberto Crea\nluci Marco Macrini
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SUMMARY:Teatro Bellini: SPETTACOLO TEATRALE
DESCRIPTION:Un direttore di teatro sull’orlo del fallimento\, un gruppo di attori disperati e un colpo di genio: convincere Maccio Capatonda a debuttare in teatro per salvare la compagnia e il palcoscenico stesso dalla demolizione.\nDa qui prende vita una commedia surreale e metateatrale\, dove il confine tra realtà e finzione si dissolve: Maccio dialoga con il suo alter ego in video\, si confronta con il linguaggio del palcoscenico e con la fragilità – e la verità – dell’essere dal vivo.\nTra equivoci\, satire\, pubblicità impossibili e improvvisi momenti di poesia\, lo spettacolo diventa una riflessione comica e vertiginosa sul mestiere dell’attore\, sul potere dell’immaginazione e sul senso stesso del teatro oggi.\nUn viaggio ironico e umano che mescola cinema\, televisione e palcoscenico\, fino a trasformare il teatro in un set… e il set\, finalmente\, in teatro. \nNOTE DI REGIA\nSin dai primi video che\, ormai quasi vent’anni fa\, mi capitò di vedere su YouTube\, ho pensato che il teatro e Maccio Capatonda fossero destinati\, prima o poi\, a incontrarsi.\nLa sua comicità surreale\, la precisione del linguaggio\, il gusto per il nonsense e la deformazione del reale appartengono a una tradizione che in teatro ha radici profonde: da Ionesco a Campanile\, dai Monty Python fino a quella forma tutta italiana di comicità “seria”\, che gioca con l’assurdo per dire qualcosa di molto vero.\nPer questo ho fatto di tutto per convincerlo a gettarsi in questa avventura.\nPerché credo che Marcello\, prima ancora di Maccio\, con il suo sguardo sempre un po’ laterale sul mondo\, possa trovare nel palcoscenico un terreno nuovo dove mettersi in gioco\, rovesciando il linguaggio\, il corpo\, i tempi\, i ritmi — e sfidandoli tutti insieme.\nLo spettacolo è una riflessione ironica – e a tratti tenera – sul confine tra realtà e rappresentazione\, tra video e palcoscenico\, tra finzione e verità.\nÈ un gioco continuo di specchi\, di doppi\, di rimandi\, in cui il pubblico viene chiamato a essere parte attiva\, spettatore e complice di un grande esperimento comico e umano: un artista che mette alla prova se stesso davanti agli occhi di tutti.\nIn scena\, Maccio è contemporaneamente autore e personaggio\, corpo reale e immagine proiettata\, attore e “idea” di attore.\nE\, soprattutto\, è tutti i suoi personaggi più iconici ma anche Marcello\, che si nasconde dietro Maccio.\nIntorno a lui\, un gruppo di interpreti che rappresentano il mondo del teatro con le sue contraddizioni\, le sue nobili miserie e la sua infinita capacità di rigenerarsi.\nMi piace pensare che questo spettacolo\, dietro la sua comicità\, parli proprio di questo: del coraggio di esporsi\, di sbagliare\, di cercare una verità dentro la finzione.\nE che\, come sempre accade nel teatro\, tutto si compia solo nel momento in cui il pubblico è lì\, davanti\, vivo\, a guardare e a farsi guardare.\nDaniele Russo
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