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SUMMARY:Teatro Troisi : Doppia coppia
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: CAFE’ CHANTANT MY WORLD uno spettacolo di Lara Sansone
DESCRIPTION:Trent’anni di questa formula unica nel suo genere. Uno spettacolo che è diventato un cult delle feste e non solo. Coinvolgente\, colorato\, ricco\, esuberante… semplicemente Cafe’ Chantant! La sua nuova veste dal titolo My World con oltre duecento costumi sempre nuovi\, luci e scenografie faranno da cornice ad una favola che promette leggerezza e coinvolgimento senza tempo. Lo spettacolo inizia non appena si arriva nel teatro adibito come sempre a sala da caffè concerto dove gli artisti immergono gli ospiti in un’atmosfera surreale e magica\, inclusiva e ironica. Il teatro diventerà ancora una volta il luogo dove tutto è possibile. Attori\, cantanti\, ballerini\, musicisti\, comici risveglieranno la vostra voglia di vita\, la gioia\, l’allegria. \nPreparatevi a lasciarvi travolgere da un’esperienza che non si guarda soltanto\, ma si vive. Preparatevi a far parte del nostro mondo! \nLara Sansone
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SUMMARY:Teatro Acacia: CON DECENZA PARLANDO storia di una Napoli lazzara - di e con Amedeo Colella
DESCRIPTION:Ci si puo divertire con la storia di Napoli? Ci prova in maniera dissacrante il napoletanologo Amedeo Colella. Storie di matrimoni\, di pacchi\, di pezze a colori e di corna!\nIl tutto condito dalla musica umoristica napoletana interpretata da un giovane artista fenomeno social\, Fabrizio Mandara e dalle incursioni\ndell’attrice Elena Vittoria.\n“Con decenza parlando” è una premessa liberatoria che consente a Colella di percorrere la stratificazione storica del popolo napoletano raccontando il melting pot che è la cultura napoletana odierna. Si canta\, si racconta\, si gioca col linguaggio e si ride con stile e\, quando serve\, anche senza.\nRiuscirà l’inquilino del terzo piano ad uscire dal baratro nel quale e sprofondato da anni\, senza apparente via di scampo?! Lo scoprirete solo\nvenendo a teatro…
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SUMMARY:Teatro Diana: VIVAVOCE di e con ALESSANDRO SIANI
DESCRIPTION:Note di regia \nQuante volte\, alla vigilia di una conversazione telefonica\, ci siamo sentiti dire la frase: “Volevo avvisarti che sei in vivavoce!” E quante volte\, invece\, ci siamo protetti con la mitica domanda: “Ma sei in vivavoce?” \nDietro queste frasi si nascondono paure profondissime: la paura di farci conoscere davvero\, di essere riconosciuti nel profondo\, di esporci davanti a interlocutori inaffidabili che potrebbero non avvisarci della presenza di altre persone. Persone che rischierebbero di venire a conoscenza di segreti\, confidenze o addirittura di creare vere e proprie gaffe della serie: “Ti ho riferito cose… E tu non mi hai detto che ero in vivavoce!” Ma perché tutto questo timore? Perché la tecnologia ci ha dato più voce\, ma non sempre più pensiero e noi ci stiamo abituando a parlare… e a sparlare! Questa società ci sta insegnando troppo a mostrarci e troppo poco a rivelarci. A fingere i nostri sentimenti\, i nostri pareri. Forse per non deludere gli altri ma anche per eludere la nostra coscienza. E invece dovremmo vivere tutto alla luce del sole. Come sarebbe bello se i politici\, durante il G7\, si mettessero davvero in vivavoce con il mondo! Sentire i loro colloqui\, le loro decisioni… ma soprattutto conoscere finalmente ciò che pensano davvero. Per poter condividere le loro idee oppure difenderci da loro. E come sarebbe bello se i nostri amici più stretti\, o le persone che amiamo\, potessero parlare di noi senza preoccuparsi di dire: “Ma mica sei in vivavoce?” Da questa riflessione nasce l’idea di “Vivavoce”. Uno spettacolo che affronta temi che spaziano dalle recensioni finte alle probabili conversazioni in vivavoce tra politici e popolo\, tra fidanzati\, tra chi promuove l’intelligenza artificiale e chi invece resta ancorato al passato. Perché se dicessimo sempre quello che pensiamo\, senza paura delle reazioni\, non solo si scatenerebbero dinamiche comiche e paradossali\, ma nascerebbero anche sprazzi di pura riflessione. E allora ogni sera salirò sul palco in vivavoce. Dirò tutto quello che penso dei social\, dei rapporti di coppia\, della politica… senza fingere davanti al pubblico! \n  \nAlessandro Siani
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SUMMARY:Teatro Cilea: Biagio Izzo Finché giudice non ci separi
DESCRIPTION:SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO \nScritto da Augusto Fornari\, Antonio Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli \nPRESENTAZIONE\nMauro\, Paolo\, Roberto e Massimo  sono quattro amici\, tutti separati. aMassimo\, libraio antiquario\, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa\, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento\, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno da consigli su come affrontare la separazione\, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico\, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna\, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.. \nNOTA di REGIA\nÈ una riflessione divertente sugli splendori e le miserie della vita di coppia\, soprattutto quando la coppia “scoppia”\, come si diceva una volta. Abbiamo tentato di mantenere una linea di recitazione “leggera”\, senza fronzoli\, asciutta. Questo perché ci piacerebbe che il pubblico avesse la sensazione di spiare una “tranche de vie”\, un pezzo di vita di qualcuno che potrebbe essere lui. Le storie che raccontano i nostri protagonisti sono reali\, quotidiane\, potremmo averle sentite in casa\, in ufficio\, per strada\, potremmo averle fatte addirittura noi. La forza propulsiva di “Finché giudice…” è proprio questa: è spiazzante per quanto ci riguarda e lo fa parlando una lingua che il pubblico capisce subito\, e non si tratta naturalmente solo del dialetto\, ma di temi che sono vivi\, pulsanti e che riguardano davvero tutti. Biagio Izzo parla questa lingua\, prende per mano il pubblico\, che conosce e ama\, e lo conduce con ironia e generosità fino alle porte del suo cuore.
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SUMMARY:Teatro Totò: OSCAR DI MAIO CON LUCIANO E MASSIMO SALVETTI - Avanspettacolo
DESCRIPTION:È uno spettacolo che omaggia il Varietà\, quello napoletano\, ma non solo. Oscar Di Maio con Luciano e Massimo Salvetti\, tutti figli d’arte\, da bambini cresciuti in questo mondo\, vogliono far assaporare un genere che è stato culla dei più grandi comici e Artisti del Novecento: Totò\, Nino \nTaranto\, Tecla Scarano\, Dolores Palumbo ma anche quelli meno noti\, ma non meno bravi\, come: Trottolino\, Rino Marcelli\, I fratelli Maggio\, Fratelli De Rege\, i fratelli De Vico e tante altre famiglie d’arte! \nDi Maio e i Salvetti ormai da anni portano in scena questo genere che va dalla macchietta dei grandi Pisano e Cioffi \, rivisitando Armando e Gill e Nicola Maldacea\, alle scenette\, gags e duetti del grande repertorio dell’avanspettacolo e della rivista\, con momenti di poesia e canzone napoletana dei grandi autori . Uno spettacolo che è una riscoperta per un pubblico più maturo ed una scoperta per i più giovani che possono conoscere un Teatro per loro nuovo\, ricco di arte e tradizione. \nCon loro in scena quattro danzatrici con le coreografie di Ettore Squillace e l’orchestra Fiscale diretta dal Maestro Nunzio Ricci.
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SUMMARY:Teatro Bellini: LE CINQUE ROSE DI JENNIFER
DESCRIPTION:Le cinque rose di Jennifer torna in scena\, a grande richiesta\, per la Stagione 26/27. \nJennifer è un travestito romantico che abita in un quartiere popolare della Napoli degli anni ‘80. Chiuso in casa per aspettare la telefonata di Franco\, l’ingegnere di Genova di cui è innamorato\, gli dedica continuamente Se perdo te di Patty Pravo alla radio che\, intanto\, trasmette frequenti aggiornamenti sul serial killer che in quelle ore uccide i travestiti del quartiere.\nTorna al Teatro Bellini il testo più simbolico di Annibale Ruccello\, quello che nel 1980 impose il drammaturgo all’attenzione di pubblico e critica. In un allestimento capace di restituire tutta la malinconia del testo senza sacrificarne l’irresistibile umorismo\, Gabriele Russo dirige un iconico Daniele Russo.
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Versi proibiti
DESCRIPTION:“Non vediamo perché non avremmo dovuto…Sporco? Pulito? Aggettivi! Quando mai gli aggettivi hanno fatto la storia!” Così Angelo Manna introduce la prima edizione de “L’Inferno della poesia napoletana”\, un’antologia che nasce per scherzo\, ma che in realtà si ritrova ad essere una collezione di capolavori nascosti d’ogni tempo. Chi\, dal 600’ ad oggi ha scritto\, lo ha fatto per necessità\, per destabilizzare\, per protestare\, Contro i bivalenti\, lindi fuori e sozzi dentro\, contro i falsi moralisti\, gli alto-borghesi nobili decaduti\, contro i satiri in cotta nera. Contro l’ipocrisia. In una Napoli un po’ puttana\, che non ama più rigettando il proprio spirito di città-mondo. Questo vuole\, o almeno prova\, ad essere Versi Proibiti: una lotta\, fra ipocrisia e autentico naturalismo.
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SUMMARY:Teatro San Ferdinando : IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
DESCRIPTION:Geppy Gleijeses porta in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli Il Sindaco del rione sanità e scrive nelle sue note: – Nei miei 50 anni di teatro ho interpretato 7 sue commedie\, prima con il suo benestare\, poi con quello del mio amico Luca\, che tanto manca a me e al teatro italiano\, ed ora grazie a Tommaso che così amorevolmente e con grande competenza amministra l’immenso patrimonio. E così\, a 72 anni\, un anno meno di quanti ne aveva Eduardo allora\, realizzo il sogno di interpretare “Il sindaco”\, la commedia a cui egli era più legato\, come confessò a Sergio Lori tanti anni fa.\nChiariamo subito che la camorra con “Il sindaco del rione Sanità” non c’entra nulla.\nAntonio Barracano è “un uomo d’onore” che per buona parte della sua vita si era dedicato a comporre dissidi\, amministrando una forma di giustizia alternativa a quella dello Stato\, uno Stato che condannava gli innocenti e spesso non aveva pietà. Il suo personaggio era ispirato a un uomo realmente esistito: si chiamava Campoluongo. Ma lasciamo parlare Eduardo. Commedia simbolica\, politica\, quasi didattica\, ma che a mio avviso pretende di essere affrontata di petto\, affondando le mani nel male\, nella sofferenza e\, a volte\, nel sangue. Ma commedia non tragedia: in essa sono presenti alcune delle più belle battute dell’Autore\, C’è in questa commedia la più bella uscita di scena di un personaggio eduardiano: a Vicienzo ‘o Cuozzo che implorando perdono gli chiede la mano\, Eduardo-Barracano risponde\, mentre come in una tragedia greca va a morire fuori scena\, “No\, ‘a mano no”. Da 52 anni quella battuta aumenta i battiti del mio cuore e mi ricorda che cos’è “Il Grande Teatro”. \n\nNote di regia\nNel novembre del 1973 Eduardo riprese al San Ferdinando “Il sindaco del Rione Sanità”. In quella compagnia figurava anche mia sorella Marilù Prati\, che poi per Eduardo interpretò anche\, per la ripresa televisiva del 1975 “Na Santarella” di Eduardo Scarpetta nel ruolo della protagonista. Io nel ‘73 avevo 19 anni e da un anno mi cimentavo in esperienze semiprofessionistiche dedicandomi in particolare modo al ruolo di Pulcinella. Della ripresa teatrale del ‘73 del “sindaco” io vidi 12 repliche al San Ferdinando\, sfruttando qualche omaggio di mia sorella o pagando con i miei risparmi. Regolarmente in “piccionaia”. La mia passione per questa commedia era smisurata come il rapimento che Eduardo suscitava in me con la sua magnetica\, quasi mistica interpretazione. Incredibilmente in quei giorni\, il medico di Eduardo\, Eugenio D’Angelo\, mi invita a casa sua per conoscere il Maestro. Naturalmente quell’incontro mi ha segnato la vita. Oggi come allora: ho goduto della sua stima\, mi volle con lui\, mi concesse diritti di rappresentazione e infine revocò per me il veto alle sue opere\, ed io nei miei 50 anni di teatro ho interpretato 7 sue commedie\, prima con il suo benestare\, poi con quello del mio amico Luca\, che tanto manca a me e al teatro italiano\, ed ora grazie a Tommaso che così amorevolmente e con grande competenza amministra l’immenso patrimonio. E così\, a 72 anni\, un anno meno di quanti ne aveva Eduardo allora\, realizzo il sogno di interpretare “Il sindaco”\, la commedia a cui egli era più legato\, come confessò a Sergio Lori tanti anni fa. Chiariamo subito che la camorra con “Il sindaco del rione Sanità” non c’entra nulla. Antonio Barracano è “un uomo d’onore” che per buona parte della sua vita si era dedicato a comporre dissidi\, amministrando una forma di giustizia alternativa a quella dello Stato\, uno Stato che condannava gli innocenti e spesso non aveva pietà. Il suo personaggio era ispirato a un uomo realmente esistito: si chiamava Campoluongo. Ma lasciamo parlare Eduardo: “Questi Campoluongo non facevano la camorra\, erano mobilieri. Lui veniva sempre a tutte le mie “prime”\, si sedeva restando in silenzio\, beveva con me un caffè\, mi salutava sempre rispettosamente e poi se ne andava”. Il nodo della commedia è che Antonio Barracano difende i più deboli perché “la legge non ammette ignoranza. E allora non ammette tre quarti di popolazione”. Commedia simbolica\, politica\, quasi didattica\, ma che a mio avviso pretende di essere affrontata di petto\, affondando le mani nel male\, nella sofferenza e\, a volte\, nel sangue. Ma commedia non tragedia: in essa sono presenti alcune delle più belle battute dell’Autore\, ad esempio\, rivolto ad Arturo Santaniello: “Vuie tenite nu difetto… me site antipatico!” Avrò al mio fianco un grande attore come Pino Micol nel ruolo del medico\, Pasquale Della Ragione\, e un compagno di scena a cui sono molto legato\, Ciro Capano\, che interpreterà Arturo Santaniello\, l’uomo che il destino mette di fronte a Barracano. Con loro un gruppo di bravissimi attori napoletani. Non è vero che “non ne nascono più”\, ce ne sono tanti\, solo che bisogna non essere miopi e saperne esaltare le qualità. E in questa avventura mi sostiene ancora una volta il Teatro Nazionale di Napoli\, guidato con grande talento da Roberto Andò affiancato dal direttore organizzativo Mimmo Basso. C’è in questa commedia la più bella uscita di scena di un personaggio eduardiano: a Vicienzo ‘o Cuozzo che implorando perdono gli chiede la mano\, Eduardo-Barracano risponde\, mentre come in una tragedia greca va a morire fuori scena\, “No\, ‘a mano no”.\nDa 52 anni quella battuta aumenta i battiti del mio cuore e mi ricorda che cos’è “Il Grande Teatro”.\nGeppy Gleijeses
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SUMMARY:Teatro Bellini: FRANCESCO FANUCCHI – TUTTO SBAGLIATO
DESCRIPTION:Disabili in gabbia\, omosessuali alla riscossa\, accenti impossibili e punti di vista ridicoli. TUTTO SBAGLIATO è il nuovo spettacolo di stand-up comedy di Francesco Fanucchi. È volgare\, blasfemo\, storto\, laido e corrotto\, ma a sua discolpa possiamo dire che è così che l’ha voluto. \nFRANCESCO FANUCCHI\nFanucchi è un comico lucchese\, quindi diffidente come un ligure e irascibile come un toscano. Il suo stile è caustico\, onesto\, dissacrante. Racconta del suo vissuto e del mondo che lo circonda con spirito anticonformista e originale. \nHa partecipato a diversi programmi TV: Stand-Up Comedy e Comedy Central Presenta su Comedy Central\, Stasera c’è Cattelan e Da Vicino Nessuno è Normale su Rai2\, Donne sull’orlo di una crisi di nervi su Rai3 e Propaganda Live su La7.\nI suoi video online totalizzano milioni di visualizzazioni.\nCon il suo primo show di stand-up comedy STANDARD ha girato l’Italia e ora lo spettacolo prodotto da THE COMEDY CLUB è disponibile su YouTube.\nHa partecipato a COMEDY CENTRAL Live\, la rassegna di stand-up comedy organizzata da THE COMEDY CLUB per Comedy Central. \nDal 2024 è stato in Tour con MOLTO POP che ha registrato SOLD OUT in giro per l’Italia e l’Europa calcando i palchi di teatri prestigiosi come il Teatro Lirico Giorgio Gaber a Milano\, il Teatro Ambra Jovinelli a Roma e il Teatro del Giglio a Lucca. Anche MOLTO POP ora è disponibile su YouTube prodotto da THE COMEDY CLUB. \nNell’estate del 2024 parte in tour In Cerca di Attenzioni con Salvo Di Paola e Sandro Cappai\, progetto che dopo il tour estivo insieme\, vede i tre stand-up comedian salire sul palco una volta al mese a Milano e a Roma con nuovo materiale comico.\nDal 2026 torna live con le anteprime del suo nuovo spettacolo di stand-up comedy TUTTO SBAGLIATO.
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: MISS MOTHER Compagnia: Teatro del Loto di Emilia Agnesa
DESCRIPTION:Miss Mother affronta in toni crudi e grotteschi una delle competizioni più pesanti al mondo: quella tra madre e figlia. Uno spettacolo irriverente\, pop\, che in un lungo flusso di coscienza strizza l’occhio alla stand up comedy e a fatti di cronaca realmente accaduti\, rivisitando il mito della cattiva madre che per apparire farebbe di tutto. A cosa si è disposte a rinunciare per il sogno dorato del “jet set”? \nLiberamente ispirato alla triste vita di Jon Benét Ramsey e Cheslie Kryst\, Miss Mother racconta il rapporto morboso tra una madre e una figlia in un mondo schiacciato dalla competizione e dal sogno capitalistico.  Monica è una madre single che spinge la figlia di 10 anni\, Erika\, a partecipare a estenuanti concorsi di bellezza per piccole miss\, infarcendola di slogan e tattiche vincenti. Durante l’ennesima gara\, Erika ha un blocco: non vuole più competere e non riesce a spiegare il perché. La madre cerca di spronarla a non mollare\, ma questo non farà che peggiorare la situazione. La verità nascosta dietro il rifiuto della bambina aprirà uno squarcio insanabile tra le due\, rivelando un mondo di soprusi. Dopo anni\, Monica è ora pronta a raccontare la sua storia\, che è anche la storia di Erika.
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SUMMARY:Teatro Bellini: ALLA SCOPERTA DI MORRICONE
DESCRIPTION:Il tributo unico alle musiche del grande compositore italiano si arricchisce di nuove pagine\, in gran parte\, meno conosciute ma di grande bellezza nello sconfinato repertorio del M° Morricone per dar vita al nuovo spettacolo “Alla scoperta di Morricone”\, con l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno\, il 5 gennaio 2027 al Teatro Bellini di Napoli\, organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Non solo un concerto\, ma un percorso di parole\, suggestioni e performance solistiche che guidano lo spettatore attraverso i decenni che hanno reso grande il cinema e la musica italiana e internazionale  Il viaggio incredibile iniziato tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni con la potenza evocativa di Mission\, La Leggenda del Pianista sull’Oceano\, C’era una volta il West\, Nuovo Cinema Paradiso\, The Hateful Eight\, C’era una volta in America\, Per qualche dollaro in più\, Malena e che ha caratterizzato l’attività dell’Ensemble Symphony Orchestra nelle scorse stagioni\, prosegue affrontando altre opere come Gli Intoccabili\, La Califfa\, Canone inverso\, con uno spazio importante per le grandi canzoni scritte per artiste come Dulce Pontes\, Joan Baez e Mina in una nuova versione sinfonica. 500 colonne sonore\, 70 milioni di dischi venduti nel mondo\, sei nominations e due Oscar vinti\, tre Grammy\, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi. Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra\, fiore all’occhiello del nostro Paese\, di porre omaggio al Maestro. L’Ensemble si avvicina alla musica di Morricone dopo collaborazioni nazionali ed internazionali importanti: Mario Biondi\, Max Gazzè\, Franco Battiato\, Giovanni Allevi\, Renato Zero\, Francesco Renga\, Pooh\, Baustelle\, PFM\, Andrea Bocelli\, Sting\, Kylie Minogue\, Robbie Williams\, Nile Rodgers\, Sam Smith\, Luis Bacalov. Con oltre seicento concerti tra Italia\, Svizzera\, Germania\, Spagna\, Olanda\, Francia\, Austria\, Regno Unito e Belgio\, l’orchestra presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica\, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale\, da “Frozen” ad “Harry Potter”. In questo omaggio sul palco si alterneranno solisti\, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane\, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti. Ospiti speciali il soprano Anna Delfino\, beniamina del pubblico europeo dell’opera\, che farà rivivere l’emozione del Deborah’s Theme da “C’era una volta in America” e il violinista del Circle du Soleil Attila Simon\, che eseguirà il solo di Love Affair Ad accompagnare il pubblico dando voce ai personaggi e alle ambientazioni la bravura dell’attore Andrea Bartolomeo attore\, regista e docente di Teatro. Dal ’98\, col Teatro Nucleo\, è presente nei più importanti Festival internazionali di Teatro in spazi aperti e nelle piazze d’Europa\, del Sud America e dell’Asia. Dal 2014 lavora col regista Alessandro Serra con quale mette in scena il pluripremiato Macbettu\, in tournée in tre continenti dal 2016\, e lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi”\, in tournée internazionale dal 2019. È direttore artistico di due festival (Giovenco Teatro Festival e Gioiosa Percussioni Festival) e del Centro di Ricerca per le Arti della Scena\, immerso nella natura del Parco Nazionale d’Abruzzo\, Lazio e Molise.
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SUMMARY:Teatro Bellini: RAIZ
DESCRIPTION:Il nuovo progetto Montecalvario di Raiz è incentrato sulle contaminazioni tra la canzone napoletana e la  scena internazionale. L’Artista parte da Sergio Bruni\, in onore del quale ha realizzato  un album due anni fa\, per un excursus che attraversa diversi territori musicali\, tra  narrazione e canzone. \nUn nuovo viaggio che dai vicoli dei Quartieri Spagnoli viaggia per le strade del mondo.  Un tour incentrato sulle contaminazioni tra la canzone napoletana ed il mondo.  Montecalvario rappresenta il lavoro più intimo di Raiz\, accompagnato in scena\, anche  questa volta\, dai Radicanto. \nRAIZ è un’artista poliedrico che viaggia tra musica e cinema.\nLeader e voce degli Almamegretta\, ha portato avanti negli anni vari progetti personali  e numerose collaborazioni (dai Massive Attack a Fausto Mesolella a Lucariello\, autori  insieme di “Aria”\, brano simbolo della stagione finale della serie televisiva Gomorra). Negli ultimi anni si è affermato anche come attore recitando in vari film (Passione di  John Turturro\, Ammore e Malavita dei Manetti Bros\, Mixed by Erri di Sidney Sibilia ed  Io sono Rosa Ricci) e fiction (I Bastardi di Pizzofalcone e la serie Mare Fuori dove  interpreta il ruolo di don Salvatore Ricci).
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SUMMARY:Teatro Acacia: EDIZIONE STRAORDINARIA. PRIMA PAGINA
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Vincenzo Comunale “Prima Pagina” torna a teatro per un’edizione straordinaria\, ovvero una nuova versione con ospiti a sorpresa e monologhi comici che commentano le “prime pagine” dei giornali e parlano di quelle della vita quotidiana\, fatta di pagine bianche tutte da scrivere (quelle che fanno paura ma anche emozionare). Come sempre negli spettacoli di Comunale il pubblico è parte attiva dello show attraverso momenti di improvvisazione. Coi suoi monologhi Comunale racconta la sua generazione di 30enni alle prese con una società che li fa sentire in competizione col mondo e senza riferimenti\, ma volenterosi di trovare una via di fuga (cominciando col riderci su\, magari).
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : RECITA DELL’ATTORE VECCHIATTO
DESCRIPTION:C’è un vecchio attore che non riesce a smettere di parlare. Si chiama Attilio Vecchiatto\, e la sua ultima recita si svolge in un teatrino in una sera in cui non c’è nessuno ad ascoltarlo. Con lui c’è sua moglie Carlotta\, che lo tallona\, lo corregge\, lo contraddice\, gli vuole bene nel modo ostinato e silenzioso in cui si ama qualcuno di cui ci si prende cura.\nAttilio Vecchiatto nasce nel 1910. A ventidue anni fugge dall’Italia su un mercantile inglese\, saltando a bordo per caso mentre scappa da una squadra di fascisti nei vicoli di Genova. Sbarcato a Buenos Aires senza documenti\, entra a far parte di una compagnia teatrale. Finisce a vivere con gli indiani Kaigang nella foresta amazzonica. Un giorno riappare a Buenos Aires\, con l’attrice Carlotta Benedetti\, che diventa sua moglie. I due creano una compagnia viaggiante\, su un camion con telone che serve loro da casa\, da teatro e da schermo cinematografico. Girano nelle situazioni più insolite: in cantieri di disboscamento\, nei giardini pubblici in Costarica\, tra le baracche di Manaus\, o in comunità agricole dell’Uruguay. Il loro cavallo di battaglia è “Romeo e Giulietta”.\nTornati in Italia\, Vecchiatto e Carlotta girano da nord a sud proponendo il loro spettacolo e non trovano che un unico piccolo teatro di periferia pronto ad accoglierli\, quello in cui si svolge la nostra ultima recita.
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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: CINEMAGMA –  Premio Cetty Sommella
DESCRIPTION:(ogni giovedì dalle ore 20.00 – in omaggio agli abbonati)\nRassegna di film indipendenti\nDirezione artistica di Giuseppe Borrone
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SUMMARY:Teatro Barone: LE PORNOPRECARIE – QUELLE DI ONLYFALS
DESCRIPTION:SINOSSI: \nQuesta commedia scritta da Maria Bolignano è un viaggio nel mondo del precariato femminile della società contemporaneaed una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’Eros on line e non solo. Come riuscire a cavarsela in un mondo che oramai è andato avanti ad una velocità supersonica senza perderci le penne?\nQuesta domanda guida lo spettacolo che diventa un caleidoscopio di situazioni divertenti\, battute fulminanti e personaggi iconici. \nTre donne non più giovanissime (interpretate da Maria Bolignano\, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk) si ritrovano all’improvviso senza soldi\, senza mariti e senza futuro. Disperate e costrette ad una convivenza forzata\, decidono di trasformare la loro casa in un set per creare contenuti hard da mettere in PIATTAFORMA. Ovviamente l’impreparazione delle tre donne sull’argomento metterà a dura prova le riprese e la buona riuscita del progetto. \nCome anche la necessità di tenere nascosto ai vicini e ai condomini\, cosa stia accadendo in un appartamento che fino a quel momento sembrava appartenere ad una discendente di Maria Teresa di Calcutta. L’esperienza\, inizialmente scioccante\, si rivelerà alla fine molto formativa. Con la casa invasa da personaggi kitsch in voga sui social\, ex pornodivi rispolverati \, tra cui spicca Cioccola e l’aiuto dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE\, le tre donne\, diventate oramai amiche per la pelle\, riusciranno finalmente a comprendere che l’EMANCIPAZIONE FEMMINILE\, non è fatta di piedi o mutandine messi in vendita on line ma neanche di repressione sessuale o finta morigeratezza. \nMina\, Rosaria \, Katerina e Cioccola alla fine di questa breve ma intensa esperienza\, esigeranno di vivere una vita che \, nonostante l’età matura\, permetta loro di esprimersi in tutta la loro femminilità\, in un mondo che vuole le donne troppo spesso a servizio di una visione maschile del mondo che non ci appartiene.
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SUMMARY:Sala Assoli : CRICK atto unico in sei resoconti
DESCRIPTION:“Il topolino Crick” di Francesco Silvestri e Melina Formicola\nregia Rosario Sparno\ncon Luca Iervolino e Francesco Roccasecca\nmusiche Massimo Cordovani\ncostumi Alessandra Gaudioso\nscene Fabrizio Comparone\ndisegno luci Simone Picardi\nfoto di scena Pino Miraglia\nsi ringrazia Francesca De Nicolais\nproduzione Casa del Contemporaneo\ndurata 70 minuti \nFrancesco Silvestri riprende “Fiori per Algernon”\, il romanzo di fantascienza di Daniel Keyes\, e i protagonisti Charlie Gordon e il topo Algernon diventano nella sua scrittura poetica Antonio Cafiero\, napoletano addetto alle pulizie in una fabbrica di scarpe\, e il topo Crick. Il protagonista è affetto da deficit cognitivo e funge da cavia per un esperimento medico che gli triplicherà l’intelligenza\, per poter finalmente diventare come gli altri. Un racconto distopico che racconta di una società sempre più simile al nostro presente\, dove l’intelligenza sembra destinata ad essere esclusivamente artificiale\, e dove il fallimento\, l’unicità e la tenerezza sono banditi per fare spazio all’efficienza e al risultato. \nNote di regia\nHo affrontato Crick con la meticolosità di un chirurgo e la delicatezza – e il rispetto – dovuti quando si entra nella mente di qualcuno. Insieme a Luca Iervolino\, che interpreta il protagonista Antonio Cafiero\, ci siamo immersi nel caos dei suoi pensieri\, in quel turbine di parole che lottano per farsi spazio\, per emergere\, per comunicare con il mondo. Ogni gesto\, ogni pausa\, ogni sguardo\, ogni contrazione è un pensiero da riordinare\, da domare. Tutto questo si manifesta in un corpo di bambino gigante\, attraversato da un’allegria incontenibile e da una gioia esplosiva per la vita.\nAbbiamo affrontato ogni parola\, ogni puntino sospensivo del testo\, ogni apparente illogicità come una sfida: imparare insieme una nuova lingua\, un nuovo modo di comunicare. È stato un lavoro minuzioso su corpo e parola\, per dare vita a un personaggio profondamente umano\, dotato di un superpotere raro: la fragilità. Una scelta importante è stata quella di portare in scena il personaggio del Dottore\, che nel testo originale era presente solo in voce registrata. Sentivo il bisogno di dare corpo e voce anche alla scienza\, di renderla interlocutrice visibile e partecipe\, in dialogo con Antonio. Questo ha aperto nuove possibilità di racconto e di tensione scenica\, amplificando lo spazio del confronto tra razionalità e umanità.\nInsieme allo scenografo\, alla costumista\, al disegnatore luci e al compositore delle musiche abbiamo costruito\, fin dall’inizio\, un piccolo mondo. Uno spazio intimo e sperimentale\, dove Antonio Cafiero è la cavia e al tempo stesso il cuore vivo\, pulsante\, di un desiderio enorme: essere come gli altri. E imparare\, finalmente\, a pensare.
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: QUEEN BIDET di Fabio Casano
DESCRIPTION:1789 – il terzo stato proclama la Rivoluzione Francese che si conclude con la caduta della monarchia e l’esecuzione di Maria Antonietta.\nStesso anno\, Napoli\, tra il popolo si forma un’evidente corrente complottista contro la regina Maria Carolina.\nÈ questo il motore principale della performance Queen Bidet\, che vuole essere il racconto di una massa che si fa voce sola e assale lo straniero.\nMaria Carolina è l’individuo\, che integra in sé gli stessi contrasti della massa\, l’individuo in rivolta con il suo doppio\, giovane e vecchio\, innovatore e radicato\, il sé politico e persona. In questa sua individualità\, si fa portavoce dell’universale\, di qualsiasi regina e qualsiasi uomo del terzo stato.\nLei è la volontà di resilienza\, è il gesto sfrenato per confermare se stessi. La sua azione\, forse ultima e disperata\, è portare davanti alla massa l’oggetto che la identifica. Il suo meraviglioso trono: un bidet. Simbolo della sua innovazione e suo stesso tormento.\nIl bidet è l’oggetto che lei ha tanto desiderato\, come il potere\, come l’essere donna e amante e madre. Arrivato dalla Francia\, conosciuto ai più come “strumento di lavoro da meretricia” e pertanto visto di cattivo occhio dal popolo.\nMaria Carolina è quello stesso bidet\, sporco\, perverso e libero. Uscire dal palazzo e portare il bidet in piazza è portare se stessa nuda davanti a tutti.\nSa benissimo che ad aspettarla c’è la stessa morte della sorella\, ma Regina Bidet combatte\, danzando con il suo trono in piazza mentre aspetta di essere sbranata dalla massa.\nQueen Bidet è la fine dell’espressione dell’individuo a servizio della glorificazione di una massa-sovrana. È il movimento di un popolo che giustamente diventa democrazia distruggendo i simboli del potere\, e dello stesso popolo che 200 anni dopo è monarca di se stesso.\nPrima di una rivoluzione di massa\, forse è necessaria una rivoluzione in zona intima.
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SUMMARY:Teatro Bellini: MARCO POLO E LE CITTÀ INVISIBILI
DESCRIPTION:A cinquant’anni dalla sua pubblicazione\, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Non si tratta di una semplice lettura o di un reading\, ma di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba\, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità. \nL’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).  \nLa presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano\, rendendolo vicino\, carnale\, umano. Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.  \nIn un Oriente che è luogo della mente\, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn\, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita\, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione\, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici\, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti\, reti invisibili di connessioni digitali\, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità. Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili)\, lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica\, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale. \nLe città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee\, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime\, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa\, in mezzo all’inferno\, non è inferno\, e dargli spazio\, e farlo crescere. \nSiamo pronti a condurre il pubblico in questo affascinante e contemporaneo confronto tra culture. Lo spettacolo toccherà le principali piazze italiane in una tournée che la prima stagione\, 26/27 prevede il periodo di novembre\, dicembre e gennaio\, per proseguire nella stagione 27/28.
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SUMMARY:Teatro Troisi : Se tocco il fondo...sfondo
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DESCRIPTION:A cinquant’anni dalla sua pubblicazione\, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Non si tratta di una semplice lettura o di un reading\, ma di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba\, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità. \nL’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).  \nLa presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano\, rendendolo vicino\, carnale\, umano. Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.  \nIn un Oriente che è luogo della mente\, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn\, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita\, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione\, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici\, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti\, reti invisibili di connessioni digitali\, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità. Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili)\, lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica\, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale. \nLe città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee\, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime\, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa\, in mezzo all’inferno\, non è inferno\, e dargli spazio\, e farlo crescere. \nSiamo pronti a condurre il pubblico in questo affascinante e contemporaneo confronto tra culture. Lo spettacolo toccherà le principali piazze italiane in una tournée che la prima stagione\, 26/27 prevede il periodo di novembre\, dicembre e gennaio\, per proseguire nella stagione 27/28.
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : RECITA DELL’ATTORE VECCHIATTO
DESCRIPTION:C’è un vecchio attore che non riesce a smettere di parlare. Si chiama Attilio Vecchiatto\, e la sua ultima recita si svolge in un teatrino in una sera in cui non c’è nessuno ad ascoltarlo. Con lui c’è sua moglie Carlotta\, che lo tallona\, lo corregge\, lo contraddice\, gli vuole bene nel modo ostinato e silenzioso in cui si ama qualcuno di cui ci si prende cura.\nAttilio Vecchiatto nasce nel 1910. A ventidue anni fugge dall’Italia su un mercantile inglese\, saltando a bordo per caso mentre scappa da una squadra di fascisti nei vicoli di Genova. Sbarcato a Buenos Aires senza documenti\, entra a far parte di una compagnia teatrale. Finisce a vivere con gli indiani Kaigang nella foresta amazzonica. Un giorno riappare a Buenos Aires\, con l’attrice Carlotta Benedetti\, che diventa sua moglie. I due creano una compagnia viaggiante\, su un camion con telone che serve loro da casa\, da teatro e da schermo cinematografico. Girano nelle situazioni più insolite: in cantieri di disboscamento\, nei giardini pubblici in Costarica\, tra le baracche di Manaus\, o in comunità agricole dell’Uruguay. Il loro cavallo di battaglia è “Romeo e Giulietta”.\nTornati in Italia\, Vecchiatto e Carlotta girano da nord a sud proponendo il loro spettacolo e non trovano che un unico piccolo teatro di periferia pronto ad accoglierli\, quello in cui si svolge la nostra ultima recita.
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SUMMARY:Teatro Cilea: Maurizio Casagrande Non dipende da me
DESCRIPTION:uno spettacolo di Maurizio Casagrande \nIn un piccolo paese\, un sindaco arrogante e carismatico promuove un grande progetto di “sviluppo” che prevede la distruzione di un bosco per trasformarlo in cemento e rifiuti. Accanto a lui\, una segretaria brillante e ambiziosa traduce ogni abuso in linguaggio politico e accettabile (abile\, neutralizza le opposizioni e fa funzionare la macchina del consenso. Nella mente del sindaco\, due figure surreali – un angelo e un diavolo visibili solo a lui e al pubblico – commentano\, giustificano\, minimizzano\, commentando e partecipando in modo grottesco e divertente a tutte le situazioni che si susseguono. A tenere davvero in piedi il sistema è però un assistente quasi invisibile\, silenzioso\, fedele da sempre\, che ripara i danni\, assorbe le conseguenze e si prende cura di ciò che il potere distrugge senza mai essere visto. Quando tra lui e la segretaria nasce un legame fatto di delicatezza\, rispetto e attenzione – opposto alla logica del possesso e dell’utile – l’equilibrio del “sistema” comincia a incrinarsi. Non dipende da me è una commedia satirica pungente e divertente che smaschera l’arroganza del potere\, la deresponsabilizzazione collettiva e il cinismo della comunicazione politica. Ridendo di slogan\, scuse e false coscienze\, lo spettacolo mostra come il mondo venga saccheggiato non da cattivi eccezionali\, ma da persone convinte che la colpa sia sempre di qualcun altro. Una risata amara e necessaria sul nostro tempo\, perché il vero pericolo non è il potere arrogante\, ma la convinzione diffusa che la responsabilità sia sempre di qualcun altro.
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SUMMARY:Teatro Nuovo: LE VOLPI di Lucia Franchi e Luca Ricci
DESCRIPTION:Nell’ombra di una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi.\nLa provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente\, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale\, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a se stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo Todo modo: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi princìpi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”.
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SUMMARY:Teatro San Ferdinando : UNA PIÈCE SPAGNOLA
DESCRIPTION:Il progetto vede nuovamente insieme Paolo Coletta e Teresa Saponangelo dopo “Il segreto del talento” di Valeria Parrella\, prodotto qualche anno fa dal Teatro di Napoli.\nUna madre vedova\, le sue figlie attrici\, un amministratore di condominio innamorato\, un matrimonio che si sgretola lentamente: questa è la commedia che una compagnia teatrale sta provando. Ma\, a poco a poco\, la vita privata degli attori\, i personaggi che interpretano e le altre pièces che attraversano il testo finiscono per sovrapporsi e confondersi\, fino a non poter più essere distinti.\nPortare oggi in scena “Una pièce spagnola” significa interrogare la natura stessa della rappresentazione contemporanea.\nI personaggi di Yasmina Reza vivono recitando e recitano vivendo. Cercano disperatamente una forma attraverso cui essere amati\, riconosciuti\, salvati dalla propria scomparsa.\nQui il teatro non si separa mai davvero dalla vita: le emozioni\, i ruoli\, i ricordi e perfino le battute sembrano passare continuamente da un piano all’altro.\nReza costruisce una partitura complessa in cui il comico e il tragico convivono: un mondo in cui la fragilità si nasconde dentro il sarcasmo\, l’esibizione dentro la solitudine\, il desiderio di apparire dentro la paura di diventare invisibili.\nIl testo è ancora inedito in Italia. La sua natura irregolare e sfuggente chiede alle tre attrici\, ai due attori e alla regia di abitare una zona instabile\, mobile\, continuamente oscillante tra confessione e finzione\, leggerezza e vertigine.
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SUMMARY:Teatro Augusteo : L'esorcismo di Don Tonino
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: L’ARTISTA INCOMPRESA di Domenico Ciruzzi con Antonella Stefanucci
DESCRIPTION:L’artista incompresa è il ritorno alla satira\, alla comicità surreale\, alla libertà d’improvvisazione. Un  monologo  di 60 minuti fatto di schegge racconti\, poesie e personaggi comico-poetici \, tra cui l’artista incompresa che strizzando l’occhio alla “scultura vivente“ di Gilbert e George\, alle donne di Vanessa Beecroft e più in generale alle performance di Marina Abramovic-propone una riflessione ironica sul ruolo dell’arte nella società contemporanea\, e poi la Professoressa Scarpone personaggio televisivo in onda a Telegaribaldi\, trasmissione cult campana e a SUPERCONVESCION su rai due. \nDurante lo spettacolo saranno proiettati inserti tratti da TELESANTALUCIA \,striscia di satira in onda ad AVANZI \, trasmisssione cult di rai tre\, interpretata dalla Stefanucci e da RICCARDO ZINNA \, attore magnifico \, scomparso purtroppo prematuramente con i testi e la regia di Domenico Ciruzzi.
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Stream of consciousness
DESCRIPTION:Stream of Consciousness è un’indagine coreografica sulla complessità del pensiero umano. Ispirato al flusso di coscienza e alla scrittura frammentata dell’Ulisse di James Joyce\, esplora il susseguirsi continuo di pensieri\, percezioni\, emozioni e ricordi che attraversano la mente. Come un fiume in movimento\, il pensiero non segue una logica lineare ma procede in modo spontaneo e imprevedibile. La danza diventa il linguaggio di questa non-linearità: gesti che emergono\, si ripetono\, cambiano direzione\, come ricordi che riaffiorano o emozioni che tornano. Il corpo racconta il caos e la bellezza della mente in movimento\, invitando ad abitare l’incertezza\, ad accogliere la frammentazione e a lasciare fluire ciò che siamo\, senza bisogno di controllarlo o spiegarlo.
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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: PELLE DI SETA Un concetto di diversità
DESCRIPTION:Scritto e diretto da Fortunato Calvino\nCon Luigi Credendino e Mattia Ferraro\nNel vociare chiassoso di una stazione la vita di Pelle di Seta (il personaggio che l’autore spesso incontrava alla stazione di Napoli) s’incrocia con altre storie fatte di attesa senza fine per un amore che mai arriverà.
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