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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: CINEMAGMA –  Premio Cetty Sommella
DESCRIPTION:(ogni giovedì dalle ore 20.00 – in omaggio agli abbonati)\nRassegna di film indipendenti\nDirezione artistica di Giuseppe Borrone
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SUMMARY:Teatro Troisi : Nemici come prima
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SUMMARY:Teatro Totò: DIEGO SANCHEZ E COSIMO ALBERTI - Il Vizietto\, al tabù club
DESCRIPTION:Arriva sul palcoscenico del Tabù Club una nuova\, brillante e irriverente versione de “Il Vizietto”\, liberamente tratta dallo storico capolavoro reso celebre dall’indimenticabile interpretazione di Ugo Tognazzi. \nA dare nuova vita a questa storia senza tempo saranno Diego Sanchez e Cosimo Alberti\, protagonisti di uno spettacolo che unisce comicità\, emozione e una straordinaria attualità nei temi trattati. \nAmbientato nell’atmosfera scintillante e provocatoria del Tabù Club\, lo spettacolo racconta le vicende di una coppia fuori dagli schemi\, tra equivoci esilaranti\, dinamiche familiari imprevedibili e una verità che\, tra risate e momenti di tenerezza\, emerge con forza: l’amore non ha etichette. \nLa regia di Diego Sanchez firma un allestimento elegante e moderno\, capace di rispettare lo spirito originale dell’opera ma allo stesso tempo di rinnovarlo con ritmo\, ironia e una sensibilità contemporanea. Il risultato è un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione\, tra teatro brillante e riflessione. \nTra gag irresistibili\, dialoghi pungenti e momenti di grande intensità\, “Il Vizietto – Tabù Club” si conferma uno spettacolo coinvolgente e travolgente\, capace di far ridere\, emozionare e\, soprattutto\, far pensare. \nUno show che celebra la libertà di essere sé stessi\, con leggerezza\, intelligenza e tanto cuore.
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Battuage (Tre riti sull’amore)
DESCRIPTION:In battuage il sesso diventa l’unico strumento di mediazione tra gli esseri umani. Lo spazio scenico diventa metafora del mondo: piccole abitazioni-orinatoio degradate. Un non-luogo in cui il desiderio sparisce nello sprofondare delle anime dentro se stesse. Qui il desiderio si tramuta in affanno distruttivo ed assume un significato anti-erotico: il suicidio dell’eros.\nA guidarci è Salvatore\, un anti-eroe\, angelo del gocciolio di un mondo ormai prosciugato.\nil riflesso dei suoi occhi somiglia a un obitorio per vivi\, in attesa di un’estrema liturgia.\nDentro tre riti sull’amore\, Battuage è l’ultima stazione: il fondo.\nQui i dispositivi che attraversano l’intero percorso arrivano alla loro forma più nuda.\nIl rito non fonda più e non apre più soglie\, si rovescia in liturgia profanata e sopravvive come protocollo vuoto.\nIl simbolo che apre e attraversa tutto è l’acqua: non mare\, ma gocciolio di un interno che perde. Il canto si deforma in insulto\, la lingua diventa sputo. La madre ritorna come presenza che trattiene\, soffoca\, reclama. E’ un materno non salvifico che diventa linguaggio: presenza fantasma che possiede il corpo del figlio. Nel fondo di Battuage vivi e morti non si alternano: coesistono fino a confondersi. \nTRE RITI SULL’AMORE\nPer Vuccirìa Teatro il rito è un dispositivo collettivo: convoca una comunità\, costruisce simboli\, innesca stigma o salvezza; rivela un sacrificio e chiede un attraversamento.\nLa retrospettiva riunisce tre opere che oggi\, rilette insieme\, rivelano un unico percorso: tre stazioni di una discesa nell’umano contemporaneo. Il corpo è lo strumento assoluto\, una presenza erotica continua e necessaria. La lingua serve a toccare\, invocare\, resistere. La Sicilia non è ambientazione: è la culla. È una grammatica di soglia\, sempre rivolta al mare che ritorna come una creatura: cambia voce\, cambia forma\, cambia destino degli uomini. \nLa tradizione della tragedia riaffiora come dispositivo contemporaneo vivo. Il tempo si piega\, diventa spazio simultaneo. Una scena governata dal simbolo\, Teatro di un’arte totale.
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SUMMARY:Teatro Diana: …E FUORI NEVICA! scritto diretto ed interpretato da VINCENZO SALEMME
DESCRIPTION:AVVISO\nLo spettacolo sarà trasmesso da un’importante emittente televisiva nazionale\nnel mese di Gennaio 2027\nIN OPZIONE CON DIRITTO\nDI PRELAZIONE AGLI ABBONATI \nNote di regia \n“Tre fratelli\, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni. Il primogenito è Francesco\, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro. Alterna picchi di assoluta capacità cognitiva a momenti di depressione. Gli riescono cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non è capace di allacciarsi le scarpe. Urla “nevica\, nevica” quando è felice e divora quintali di purea per placare l’ansia. É un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni\, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare. Poi c’è Stefano\, il più ordinario dei tre. Ha studiato\, si è laureato ma si accontenta di fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora è in procinto di sposarsi. Anche se la relazione è\, al momento e dopo un anno di vita\, soltanto platonica. Anzi\, addirittura telefonica. Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza. Infine Enzo\, lo sfaccendato. Andato via di casa a diciotto anni\, è il classico maschio immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilità. Si atteggia a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo l’occorrente per viaggiare. Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia. La mamma è morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per leggergli il testamento della defunta. La donna ha espresso le sue ultime volontà: se vorranno dividere la\, a quanto pare\, cospicua eredità dovranno per forza stare insieme. Come farà Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto. E Enzo? Lui suona sulle navi\, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo che divora patate e urla che nevica anche se è il 20 di agosto. Ma se vogliono prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo. E allora come faranno? Chi si prenderà cura del “diversamente” fratello? E Cico? Troverà un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli? In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile comicità si affaccia ogni tanto la realtà\, a volte crudele\, dei bisogni. Il bisogno di pace\, il bisogno di soldi\, il bisogno di affetto. É la vita di tutti noi.” \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:Teatro Bellini: MOMIX | BOTANICA – SEASON 2
DESCRIPTION:“Con BOTANICA – Season 2 siamo tornati al nostro giardino originario e abbiamo lasciato che nuove idee mettessero radici”\, afferma il Direttore Artistico Moses Pendleton.\nPiù che una ripresa\, questo secondo capitolo fa rifiorire Botanica\, il grande successo MOMIX del 2008\, arricchendolo di nuove sorprese e di proiezioni visive aggiornate che trasformano il palcoscenico in un terrario vivente. I danzatori diventano vespe leggere come colibrì\, calendule luminose\, tronchi e architetture arboree\, rendendo visibile la stessa energia che attraversa il mondo naturale.\nDella durata di circa 90 minuti\, con un intervallo\, Botanica Season 2 fonde danza atletica\, illusione visiva e immaginario naturale in un viaggio scenico di straordinaria forza poetica. Il risultato è uno spettacolo capace di lasciare gli spettatori\, come dice Pendleton\, “con un po’ meno gravità nel passo”: la prova che la fotosintesi può avvenire anche nell’oscurità di un teatro. \n“Ci piace lavorare con l’alchimia della percezione: un modo di vedere che trasforma il quotidiano in qualcosa di elementare. Sono costantemente ispirato dall’energia del sole\, da come scolpisce un paesaggio\, nutre un fiore\, proietta un’ombra che diventa parte della danza. BOTANICA non significa soltanto creare qualcosa di bello\, ma risvegliare i sensi\, riconnettersi con le materie prime della vita e ricordarci che non siamo separati dalla natura: ne siamo parte\, e da essa siamo plasmati.”\nMoses Pendleton\, Fondatore e Direttore Artistico\, MOMIX
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SUMMARY:Teatro Mercadante : OTELLO
DESCRIPTION:La grande arte è spesso ambigua. Shakespeare lo è sempre.\nCome ne “Il Mercante di Venezia” sembra scrivere un testo antisemita\, ma mette in bocca a Shylock uno dei brani più illustri in difesa della dignità del popolo ebraico\, così in “Otello” compone una struttura drammaturgica che vede il Moro come artefice di un orribile delitto\, ma pian piano fa emergere che il vero essere demoniaco è il bianco Jago.\nIn questo scenario così enigmatico l’unica certezza è la purezza di Desdemona\, vera e propria vittima sacrificale. Lo spettacolo è ambientato negli anni più razzisti del secolo scorso e in un immaginario sud coloniale\, visto che per il britannico Shakespeare\, Cipro era una misteriosa e lontana località esotica.\nNon si fa Otello senza tre grandi interpreti. Federico Vanni è uno dei maggiori attori italiani e attende il ruolo di Otello da molto tempo. Luca Lazzareschi ha una lunga consuetudine con Shakespeare: con il Teatro di Roma ha riscosso grande successo nel “Re Lear” di Lavia e in “Edipo re”\, “Antonio e Cleopatra” e “Macbeth” di Luca De Fusco.\nMersila Sokoli\, vincitrice nel 2025 del Premio Maschere del Teatro Italiano come attrice emergente\, ha già interpretato molti ruoli di rilievo col Teatro di Roma diretta sia da De Fusco e che da Maccarinelli.
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SUMMARY:Teatro Eduardo De Filippo : Operazione cicogna
DESCRIPTION:Arteteca
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : ISOLINA
DESCRIPTION:Nel vasto universo femminile raccontato da Dacia Maraini nei suoi romanzi e racconti\, il personaggio di Isolina è un profilo appena accennato\, una figura sfuggente\, ma allo stesso tempo un ritratto indimenticabile\, ricostruito dalla scrittrice a partire da un tragico fatto di cronaca. A Verona\, sulle rive del fiume Adige\, nel gennaio del 1900 vengono scoperti i resti\, tagliati a pezzi\, di una giovane donna incinta\, che le prime indagini portano a identificare come appartenenti a Isolina Canuti\, di cui pochi giorni prima il padre ha denunciato la scomparsa.\nCosì Silvia Ajelli nelle sue note: «Di Isolina non ci sono ritratti e quello che resta di lei dopo la sua morte è un bigliettino della spesa trovato nella tasca della gonna in cui sono stati avvolti i suoi pezzi. Proprio a partire da questa assenza\, seguendo l’indagine che la scrittrice conduce molti anni dopo il fatto\, per ricostruire gli eventi e le figure che hanno preso parte al delitto e favorito il suo insabbiamento\, nasce la necessità di costruire uno spettacolo che ci porti sulle tracce di Isolina e della sua tragica morte\, per rispondere allo sgomento che il fatto in sé provoca e che genera il pensiero “anche a te sarebbe potuta andare così”».\nLa storia di Isolina Canuti è stata riscoperta grazie al romanzo di Dacia Maraini. Il caso di Isolina fu insabbiato\, i testimoni intimiditi e non ci furono colpevoli alla fine del processo.\nIl regista Luca Bargagna: «Isolina\, allora\, è una ragazza cancellata dalla storia ufficiale: smembrata nelle acque dell’Adige\, ridotta in frammenti per nascondere la colpa di una divisa\, viene sepolta dall’oblio di una giustizia che sceglie di non vedere. Per oltre un secolo\, il suo nome è stato un sussurro di vergogna\, il fantasma di una storia spezzata per proteggere l’onore di chi l’aveva distrutta.\nIsolina è stata la vittima sacrificale di un sistema che\, per salvare il proprio onore\, ha smembrato non solo il suo corpo\, ma anche la sua reputazione. Di nuovo e ancora il corpo di una donna è il centro di una orribile disputa. Quello di Isolina è un corpo sezionato\, esaminato\, e infine giudicato da una morale che non le appartiene. Ieri come oggi\, il processo pubblico si sposta spesso dalla colpa dell’assassino alla moralità della vittima. Durante il processo\, Isolina verrà descritta come una ragazza leggera\, trasformando la vittima nell’imputata\, per garantire l’onore di un gruppo di uomini protetti dal doppio codice di maschi e ufficiali di un’istituzione militare.\nLo smembramento del corpo di Isolina è l’estremo tentativo di annullarne l’identità. Portare in scena la storia di Isolina oggi è un atto di giustizia tardivo\, ma necessario; restituire a Isolina la sua voce\, la sua dignità e il suo posto nella nostra memoria collettiva. Significa anche riconoscere che quel filo rosso di violenza\, che dall’Adige di fine ottocento arriva fino ai giorni nostri\, non si è mai spezzato. Cambiano i tempi\, cambiano i nomi ma la radice è la stessa: una cultura del possesso che non accetta la libertà delle donne.»
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SUMMARY:Sala Assoli : S-ENZ di Enzo Moscato
DESCRIPTION:adattamento drammaturgico di Giovanni Ludeno \ncon Giovanni Ludeno\nmusiche Paolo Polcari\npaesaggio visivo Roberto-C\nproduzione Casa del Contemporaneo\ndurata 70 minuti \nTorna sul palco di Sala Assoli Moscato l’emozionante poesia di uno spettacolo amatissimo\, dove la parola si fonde con la musica e l’arte \nS-ENZ\, è il titolo di una caduta vocalica e una frattura. Una O che se ne va e un trattino a separare il SE.\nIl senso che ne viene fuori è prima di tutto un’assenza\, una mancanza.\nResta il nome\, la vita più vita di tutte le vite\, il nome: il nome è quello di un poeta\, di un canto mai smesso\, mai finito\, di un lunghissimo racconto\, antico e ancora a venire\, di un pensiero\, una preghiera\, di un giocare\, è il nome di uno scugnizzo\, ENZ\, che fattosi poeta\, è rimasto per sempre.\nS-ENZ è un tuffo nell’opera poetica di Enzo Moscato. \nS-ENZ è nell’ambito di We love Enzo\, una suite di spettacoli dedicati ad Enzo Moscato\nUn progetto di Casa del Contemporaneo\, per Sala Assoli\, nato nella stagione 2022/23.
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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: LIBRI IN SCENA
DESCRIPTION:(in omaggio agli abbonati)\nA cura dell’Associazione ILMIOFUORIORARIO\nDirezione artistica Enrica Buongiorno
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Bella e la Bestia
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