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SUMMARY:Teatro Troisi : Doppia coppia
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: CAFE’ CHANTANT MY WORLD uno spettacolo di Lara Sansone
DESCRIPTION:Trent’anni di questa formula unica nel suo genere. Uno spettacolo che è diventato un cult delle feste e non solo. Coinvolgente\, colorato\, ricco\, esuberante… semplicemente Cafe’ Chantant! La sua nuova veste dal titolo My World con oltre duecento costumi sempre nuovi\, luci e scenografie faranno da cornice ad una favola che promette leggerezza e coinvolgimento senza tempo. Lo spettacolo inizia non appena si arriva nel teatro adibito come sempre a sala da caffè concerto dove gli artisti immergono gli ospiti in un’atmosfera surreale e magica\, inclusiva e ironica. Il teatro diventerà ancora una volta il luogo dove tutto è possibile. Attori\, cantanti\, ballerini\, musicisti\, comici risveglieranno la vostra voglia di vita\, la gioia\, l’allegria. \nPreparatevi a lasciarvi travolgere da un’esperienza che non si guarda soltanto\, ma si vive. Preparatevi a far parte del nostro mondo! \nLara Sansone
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SUMMARY:Teatro Cilea: Biagio Izzo Finché giudice non ci separi
DESCRIPTION:SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO \nScritto da Augusto Fornari\, Antonio Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli \nPRESENTAZIONE\nMauro\, Paolo\, Roberto e Massimo  sono quattro amici\, tutti separati. aMassimo\, libraio antiquario\, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa\, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento\, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno da consigli su come affrontare la separazione\, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico\, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna\, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.. \nNOTA di REGIA\nÈ una riflessione divertente sugli splendori e le miserie della vita di coppia\, soprattutto quando la coppia “scoppia”\, come si diceva una volta. Abbiamo tentato di mantenere una linea di recitazione “leggera”\, senza fronzoli\, asciutta. Questo perché ci piacerebbe che il pubblico avesse la sensazione di spiare una “tranche de vie”\, un pezzo di vita di qualcuno che potrebbe essere lui. Le storie che raccontano i nostri protagonisti sono reali\, quotidiane\, potremmo averle sentite in casa\, in ufficio\, per strada\, potremmo averle fatte addirittura noi. La forza propulsiva di “Finché giudice…” è proprio questa: è spiazzante per quanto ci riguarda e lo fa parlando una lingua che il pubblico capisce subito\, e non si tratta naturalmente solo del dialetto\, ma di temi che sono vivi\, pulsanti e che riguardano davvero tutti. Biagio Izzo parla questa lingua\, prende per mano il pubblico\, che conosce e ama\, e lo conduce con ironia e generosità fino alle porte del suo cuore.
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SUMMARY:Teatro Totò: OSCAR DI MAIO CON LUCIANO E MASSIMO SALVETTI - Avanspettacolo
DESCRIPTION:È uno spettacolo che omaggia il Varietà\, quello napoletano\, ma non solo. Oscar Di Maio con Luciano e Massimo Salvetti\, tutti figli d’arte\, da bambini cresciuti in questo mondo\, vogliono far assaporare un genere che è stato culla dei più grandi comici e Artisti del Novecento: Totò\, Nino \nTaranto\, Tecla Scarano\, Dolores Palumbo ma anche quelli meno noti\, ma non meno bravi\, come: Trottolino\, Rino Marcelli\, I fratelli Maggio\, Fratelli De Rege\, i fratelli De Vico e tante altre famiglie d’arte! \nDi Maio e i Salvetti ormai da anni portano in scena questo genere che va dalla macchietta dei grandi Pisano e Cioffi \, rivisitando Armando e Gill e Nicola Maldacea\, alle scenette\, gags e duetti del grande repertorio dell’avanspettacolo e della rivista\, con momenti di poesia e canzone napoletana dei grandi autori . Uno spettacolo che è una riscoperta per un pubblico più maturo ed una scoperta per i più giovani che possono conoscere un Teatro per loro nuovo\, ricco di arte e tradizione. \nCon loro in scena quattro danzatrici con le coreografie di Ettore Squillace e l’orchestra Fiscale diretta dal Maestro Nunzio Ricci.
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Versi proibiti
DESCRIPTION:“Non vediamo perché non avremmo dovuto…Sporco? Pulito? Aggettivi! Quando mai gli aggettivi hanno fatto la storia!” Così Angelo Manna introduce la prima edizione de “L’Inferno della poesia napoletana”\, un’antologia che nasce per scherzo\, ma che in realtà si ritrova ad essere una collezione di capolavori nascosti d’ogni tempo. Chi\, dal 600’ ad oggi ha scritto\, lo ha fatto per necessità\, per destabilizzare\, per protestare\, Contro i bivalenti\, lindi fuori e sozzi dentro\, contro i falsi moralisti\, gli alto-borghesi nobili decaduti\, contro i satiri in cotta nera. Contro l’ipocrisia. In una Napoli un po’ puttana\, che non ama più rigettando il proprio spirito di città-mondo. Questo vuole\, o almeno prova\, ad essere Versi Proibiti: una lotta\, fra ipocrisia e autentico naturalismo.
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : RECITA DELL’ATTORE VECCHIATTO
DESCRIPTION:C’è un vecchio attore che non riesce a smettere di parlare. Si chiama Attilio Vecchiatto\, e la sua ultima recita si svolge in un teatrino in una sera in cui non c’è nessuno ad ascoltarlo. Con lui c’è sua moglie Carlotta\, che lo tallona\, lo corregge\, lo contraddice\, gli vuole bene nel modo ostinato e silenzioso in cui si ama qualcuno di cui ci si prende cura.\nAttilio Vecchiatto nasce nel 1910. A ventidue anni fugge dall’Italia su un mercantile inglese\, saltando a bordo per caso mentre scappa da una squadra di fascisti nei vicoli di Genova. Sbarcato a Buenos Aires senza documenti\, entra a far parte di una compagnia teatrale. Finisce a vivere con gli indiani Kaigang nella foresta amazzonica. Un giorno riappare a Buenos Aires\, con l’attrice Carlotta Benedetti\, che diventa sua moglie. I due creano una compagnia viaggiante\, su un camion con telone che serve loro da casa\, da teatro e da schermo cinematografico. Girano nelle situazioni più insolite: in cantieri di disboscamento\, nei giardini pubblici in Costarica\, tra le baracche di Manaus\, o in comunità agricole dell’Uruguay. Il loro cavallo di battaglia è “Romeo e Giulietta”.\nTornati in Italia\, Vecchiatto e Carlotta girano da nord a sud proponendo il loro spettacolo e non trovano che un unico piccolo teatro di periferia pronto ad accoglierli\, quello in cui si svolge la nostra ultima recita.
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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: CINEMAGMA –  Premio Cetty Sommella
DESCRIPTION:(ogni giovedì dalle ore 20.00 – in omaggio agli abbonati)\nRassegna di film indipendenti\nDirezione artistica di Giuseppe Borrone
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SUMMARY:Teatro Barone: LE PORNOPRECARIE – QUELLE DI ONLYFALS
DESCRIPTION:SINOSSI: \nQuesta commedia scritta da Maria Bolignano è un viaggio nel mondo del precariato femminile della società contemporaneaed una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’Eros on line e non solo. Come riuscire a cavarsela in un mondo che oramai è andato avanti ad una velocità supersonica senza perderci le penne?\nQuesta domanda guida lo spettacolo che diventa un caleidoscopio di situazioni divertenti\, battute fulminanti e personaggi iconici. \nTre donne non più giovanissime (interpretate da Maria Bolignano\, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk) si ritrovano all’improvviso senza soldi\, senza mariti e senza futuro. Disperate e costrette ad una convivenza forzata\, decidono di trasformare la loro casa in un set per creare contenuti hard da mettere in PIATTAFORMA. Ovviamente l’impreparazione delle tre donne sull’argomento metterà a dura prova le riprese e la buona riuscita del progetto. \nCome anche la necessità di tenere nascosto ai vicini e ai condomini\, cosa stia accadendo in un appartamento che fino a quel momento sembrava appartenere ad una discendente di Maria Teresa di Calcutta. L’esperienza\, inizialmente scioccante\, si rivelerà alla fine molto formativa. Con la casa invasa da personaggi kitsch in voga sui social\, ex pornodivi rispolverati \, tra cui spicca Cioccola e l’aiuto dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE\, le tre donne\, diventate oramai amiche per la pelle\, riusciranno finalmente a comprendere che l’EMANCIPAZIONE FEMMINILE\, non è fatta di piedi o mutandine messi in vendita on line ma neanche di repressione sessuale o finta morigeratezza. \nMina\, Rosaria \, Katerina e Cioccola alla fine di questa breve ma intensa esperienza\, esigeranno di vivere una vita che \, nonostante l’età matura\, permetta loro di esprimersi in tutta la loro femminilità\, in un mondo che vuole le donne troppo spesso a servizio di una visione maschile del mondo che non ci appartiene.
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LOCATION:Teatro Barone\, Via Don Raffaele Abete\, 37\, Melito di Napoli\, Napoli\, Italia
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SUMMARY:Sala Assoli : CRICK atto unico in sei resoconti
DESCRIPTION:“Il topolino Crick” di Francesco Silvestri e Melina Formicola\nregia Rosario Sparno\ncon Luca Iervolino e Francesco Roccasecca\nmusiche Massimo Cordovani\ncostumi Alessandra Gaudioso\nscene Fabrizio Comparone\ndisegno luci Simone Picardi\nfoto di scena Pino Miraglia\nsi ringrazia Francesca De Nicolais\nproduzione Casa del Contemporaneo\ndurata 70 minuti \nFrancesco Silvestri riprende “Fiori per Algernon”\, il romanzo di fantascienza di Daniel Keyes\, e i protagonisti Charlie Gordon e il topo Algernon diventano nella sua scrittura poetica Antonio Cafiero\, napoletano addetto alle pulizie in una fabbrica di scarpe\, e il topo Crick. Il protagonista è affetto da deficit cognitivo e funge da cavia per un esperimento medico che gli triplicherà l’intelligenza\, per poter finalmente diventare come gli altri. Un racconto distopico che racconta di una società sempre più simile al nostro presente\, dove l’intelligenza sembra destinata ad essere esclusivamente artificiale\, e dove il fallimento\, l’unicità e la tenerezza sono banditi per fare spazio all’efficienza e al risultato. \nNote di regia\nHo affrontato Crick con la meticolosità di un chirurgo e la delicatezza – e il rispetto – dovuti quando si entra nella mente di qualcuno. Insieme a Luca Iervolino\, che interpreta il protagonista Antonio Cafiero\, ci siamo immersi nel caos dei suoi pensieri\, in quel turbine di parole che lottano per farsi spazio\, per emergere\, per comunicare con il mondo. Ogni gesto\, ogni pausa\, ogni sguardo\, ogni contrazione è un pensiero da riordinare\, da domare. Tutto questo si manifesta in un corpo di bambino gigante\, attraversato da un’allegria incontenibile e da una gioia esplosiva per la vita.\nAbbiamo affrontato ogni parola\, ogni puntino sospensivo del testo\, ogni apparente illogicità come una sfida: imparare insieme una nuova lingua\, un nuovo modo di comunicare. È stato un lavoro minuzioso su corpo e parola\, per dare vita a un personaggio profondamente umano\, dotato di un superpotere raro: la fragilità. Una scelta importante è stata quella di portare in scena il personaggio del Dottore\, che nel testo originale era presente solo in voce registrata. Sentivo il bisogno di dare corpo e voce anche alla scienza\, di renderla interlocutrice visibile e partecipe\, in dialogo con Antonio. Questo ha aperto nuove possibilità di racconto e di tensione scenica\, amplificando lo spazio del confronto tra razionalità e umanità.\nInsieme allo scenografo\, alla costumista\, al disegnatore luci e al compositore delle musiche abbiamo costruito\, fin dall’inizio\, un piccolo mondo. Uno spazio intimo e sperimentale\, dove Antonio Cafiero è la cavia e al tempo stesso il cuore vivo\, pulsante\, di un desiderio enorme: essere come gli altri. E imparare\, finalmente\, a pensare.
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: QUEEN BIDET di Fabio Casano
DESCRIPTION:1789 – il terzo stato proclama la Rivoluzione Francese che si conclude con la caduta della monarchia e l’esecuzione di Maria Antonietta.\nStesso anno\, Napoli\, tra il popolo si forma un’evidente corrente complottista contro la regina Maria Carolina.\nÈ questo il motore principale della performance Queen Bidet\, che vuole essere il racconto di una massa che si fa voce sola e assale lo straniero.\nMaria Carolina è l’individuo\, che integra in sé gli stessi contrasti della massa\, l’individuo in rivolta con il suo doppio\, giovane e vecchio\, innovatore e radicato\, il sé politico e persona. In questa sua individualità\, si fa portavoce dell’universale\, di qualsiasi regina e qualsiasi uomo del terzo stato.\nLei è la volontà di resilienza\, è il gesto sfrenato per confermare se stessi. La sua azione\, forse ultima e disperata\, è portare davanti alla massa l’oggetto che la identifica. Il suo meraviglioso trono: un bidet. Simbolo della sua innovazione e suo stesso tormento.\nIl bidet è l’oggetto che lei ha tanto desiderato\, come il potere\, come l’essere donna e amante e madre. Arrivato dalla Francia\, conosciuto ai più come “strumento di lavoro da meretricia” e pertanto visto di cattivo occhio dal popolo.\nMaria Carolina è quello stesso bidet\, sporco\, perverso e libero. Uscire dal palazzo e portare il bidet in piazza è portare se stessa nuda davanti a tutti.\nSa benissimo che ad aspettarla c’è la stessa morte della sorella\, ma Regina Bidet combatte\, danzando con il suo trono in piazza mentre aspetta di essere sbranata dalla massa.\nQueen Bidet è la fine dell’espressione dell’individuo a servizio della glorificazione di una massa-sovrana. È il movimento di un popolo che giustamente diventa democrazia distruggendo i simboli del potere\, e dello stesso popolo che 200 anni dopo è monarca di se stesso.\nPrima di una rivoluzione di massa\, forse è necessaria una rivoluzione in zona intima.
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SUMMARY:Teatro Bellini: MARCO POLO E LE CITTÀ INVISIBILI
DESCRIPTION:A cinquant’anni dalla sua pubblicazione\, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Non si tratta di una semplice lettura o di un reading\, ma di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba\, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità. \nL’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).  \nLa presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano\, rendendolo vicino\, carnale\, umano. Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.  \nIn un Oriente che è luogo della mente\, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn\, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita\, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione\, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici\, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti\, reti invisibili di connessioni digitali\, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità. Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili)\, lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica\, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale. \nLe città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee\, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime\, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa\, in mezzo all’inferno\, non è inferno\, e dargli spazio\, e farlo crescere. \nSiamo pronti a condurre il pubblico in questo affascinante e contemporaneo confronto tra culture. Lo spettacolo toccherà le principali piazze italiane in una tournée che la prima stagione\, 26/27 prevede il periodo di novembre\, dicembre e gennaio\, per proseguire nella stagione 27/28.
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