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SUMMARY:Teatro Sannazaro: OPEN SPACE Riflessioni e futuro del teatro a Napoli\, a cura di Greta Gallo
DESCRIPTION:Una giovane scrittrice ospita artisti emergenti e di consolidata esperienza per dare vita ad una forma innovativa di spettacolo tra analogico e digitale\, un podcast performativo per raccontare storie di vita e di teatro.
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SUMMARY:Teatro Diana: EDUCAZIONE SENTIMENTALE uno spettacolo scritto e diretto da IVAN COTRONEO
DESCRIPTION:Lo spettacolo debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto  il 27 giugno 2026 \nEducazione sentimentale è un atto unico che ha per protagonista Daniele Canonico\, un uomo di cinquant’anni\, originario del Sud\, che racconta la sua storia al pubblico. Un uomo medio\, che narra la sua personale formazione. L’ingresso nel ‘mondo dei maschi’\, fin da quando è bambino\, per il protagonista si rivela un percorso accidentato e pieno di ostacoli\, trappole\, messe alla prova e continui e faticosi test di virilità. Percorrendo le tappe della sua vita\, prima scolastiche e poi lavorative\, si delinea attraverso un monologo brillante il tracciato di un bambino\, poi di un ragazzo\, infine di un uomo\, chiamato a dimostrare al mondo la sua capacità di essere maschio. È un percorso da commedia umana\, in cui Daniele ripercorre tutto quello che ha attraversato. La necessità di trovarsi una fidanzatina alle elementari. La teoria dell’onore\, la difesa della reputazione delle figure femminili della famiglia. La pubertà e la comparazione degli attributi con gli amici. La necessità di avere una donna che ti rispetti. Fino a quando Daniele\, ormai adulto\, sposato\, con una figlia adolescente\, deve affrontare le prove della maturità. Ed è qui che il racconto cambia di tono\, e ci offre una prospettiva ribaltata. Su quanto questa educazione sentimentale lo abbia condannato all’incomprensione. Ma tutto questo Daniele non lo sa. Al massimo può intuirlo\, ma nelle sue lacrime di incomprensione per quello che ha fatto della sua vita\, non ha risposte. \n“Ho concepito Educazione sentimentale come un testo divertente\, che solo negli ultimi dieci minuti si svela per quello che è davvero\, un atto di accusa contro un’educazione sociale di genere che mai punta al rispetto della donna come soggetto. La tragedia di un uomo ridicolo\, come tanti\, e come molti capace di atti che non sa controllare. Volevo per questa prova un attore non solo superbo\, ma capace di empatia con il pubblico.E ho chiesto a Giuseppe Fiorello di accompagnarmi in un’avventura teatrale che in questo momento storico ha per me i caratteri della necessità e dell’urgenza”. \nIvan Cotroneo
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SUMMARY:Teatro Totò: PAOLO CAIAZZO E ANTONELLO COSTA - Un ponte per due
DESCRIPTION:Antonello\, un emigrato in preda alla disperazione scavalca il muretto del famoso ponte ed è in bilico tra la vita e il Tamigi! Paolo\, connazionale di passaggio tenta di fermarlo… o forse no. In verità anche lui è li’ per lo stesso motivo. \nSi confessano cosi in maniera sincera e profonda e\, per esorcizzare le proprie disgrazie\, le raccontano con un’esilarante gara di sfiga. Ma ogni volta che sono sul muretto decisi all’ultimo passo irrompono altri personaggi\, stranamente somiglianti tra loro. \nIl rintocco del Big Ben segna il passare del tempo e l’appetito richiede la chiamata ad un rider\, anche e solo per il capriccio di volersi tuffare a stomaco pieno! Se non riesce l’altezza e l’acqua gelida di sicuro farà il suo lavoro una bella congestione! \nMa la situazione si complica e gli interventi di agenti esterni si intensificano fino all’arrivo della figlia di Antonello. Un ultimo scontro con lei lo lascia profondamente amareggiato e frastornato e titubante. Oramai il sole sta nascendo ed in questa notte\, tra rocamboleschi Stop & Go e divertenti confronti di vita\, è nata una nuova amicizia che li farà rinunciare al tuffo? \nLo scopriremo solo venendo a Teatro. Sicuramente tra ironia\, emozioni e colpi di scena scopriranno e scopriremo che a volte è bello parlare… anche e solo con se stessi!
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Bùbaro dei Bùbari
DESCRIPTION:Bùbaro dei Bùbari\, dell’autrice umbra Carolina Balucani diretta da Antonio Latella e prodotta dal TSU\, è un racconto crudo e poetico su due giovani in fuga. \nSe telefonando… Due autrici umbre rispondono all’imprevisto \nNel percorso di ricerca e produzione che il Teatro Stabile dell’Umbria ha il piacere e l’onore di condividere con Antonio Latella\, si inseriscono due nuove creazioni che vedranno la luce nelle Stagioni 25-26 e 26-27. Progetti originali\, nati da un dialogo profondo tra il regista e due voci tra le più vive e incisive della nuova drammaturgia italiana: Caroline Baglioni e Carolina Balucani. Con questi due lavori\, il TSU rinnova il suo impegno nella produzione di teatro contemporaneo\, sostenendo il dialogo tra regia e drammaturgia d’autore\, nel segno di un teatro che interroga il presente e lo trasforma in esperienza condivisa. \n“Grazie all’incontro e al confronto con il direttore Nino Marino\, abbiamo commissionato un testo a Caroline Baglioni e uno a Carolina Balucani\, due drammaturghe o meglio due autrici che hanno già trovato il modo di farsi notare e ascoltare\, entrambe vincitrici del premio autori della Biennale di Venezia. Le autrici sono state chiamate a scrivere un testo per il Teatro Stabile dell’Umbria con la mia regia. La sola cosa che ho indicato a entrambe è una tematica o meglio un accadimento\, ciò che definirei un imprevisto\, qualcosa che arriva quando meno te lo aspetti che può condizionare l’andamento di una intera giornata e non solo: una telefonata. Qualcosa che arriva dall’esterno\, o che va dall’interno all’esterno. Qualcosa che arriva senza preavviso ma che va a incidere profondamente nella drammaturgia del vivere quotidiano. Questo appuntamento drammaturgico\, le autrici\, lo hanno fatto diventare qualcosa che fa dell’imprevisto “l’accadimento”\, qualcosa che a tratti svela e rivela\, sospendendo l’andamento logico della storia stessa.”\nAntonio Latella
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SUMMARY:Teatro Bellini: OSCAR
DESCRIPTION:Leggendo Oscar\, testo di Linda Dalisi\, ho un’immagine che si è fatta chiara da subito\, un ricordo… il film di Kurosawa “Sogni”. Il primo capitolo inizia con un bimbo sotto la pioggia fuori dalla casa; la madre lo redarguisce e gli dice di non allontanarsi\, che quando piove così\, le volpi celebrano il loro matrimonio e a chi le vede può succedere qualcosa di brutto. Il bimbo\, nonostante le intimidazioni della madre\, si allontana e vedrà le volpi che a loro volta vedono lui; poi il bimbo scappa e torna a casa\, la madre lo scaccia e dice di non volerlo più in casa perché si è allontanato troppo e ha visto troppo\, e che sono arrivate le volpi che hanno lasciato qualcosa per il bambino: un pugnale affinché il bimbo si uccida. La madre gli consiglia di supplicare le volpi e di salvarlo dalla sua voglia di morire. \nLa Oscar di Linda Dalisi ha visto troppo\, ha abbandonato la casa e tutto quello in cui credeva per vedere\, come non aveva mai visto prima\, vedere la sua città\, il suo popolo andare a pezzi. Questo vedere non le permetterà di essere più la Oscar cresciuta come uomo dal padre al servizio della monarchia. Una volta che Oscar vede\, si spezza\, perde tanto di ciò in cui credeva\, ma soprattutto perde molto della sua identità. Diventa un essere incompiuto\, ed è questa incompiutezza che mi emoziona e mi porta a qualcosa di lontano. Qualcosa che ancora oggi faccio fatica a ricordare e quindi a riportare al cuore; proprio come Oscar\, non ricordo quando è accaduto in me il cambiamento\, quando mi sono reso conto di essere incompiuto e inadeguato\, ma questa inadeguatezza è un potente balsamo per innescare quel processo creativo che da sempre provo a custodire e proteggere. Un arco scaglia la prima freccia\, forse Cupido o forse uno degli archi orientali tanto presenti nei film di Kurosawa\, arma o filosofia di vita. Credo che la Oscar di Linda sia una creatura abituata a dare\, ma a non chiedere mai nulla indietro. Tutti i personaggi sono incompiuti\, tutti i personaggi finiscono senza mai completarsi\, e si consegnano alla morte incompiuti; ed è forse per questo motivo che vagano come fantasmi in una terra di mezzo che perde l’alto e il basso\, una terra dove la forza gravitazionale perde il suo potere di attrazione liberando finalmente le anime dai corpi e consegnandole all’Amore\, il solo Dio che forse abbiamo tutti più o meno conosciuto. Solo nell’istante in cui si sente l’amore possiamo nascere\, e per questo morire\, nello stesso attimo in cui la freccia ci colpisce al petto. Dio si prende gioco di noi.\nAntonio Latella \nSUGLI EVENTI\nOscar\, figlia di un generale fedelissimo alla monarchia desideroso di eredi maschi\, viene cresciuta come un soldato affinché segua la carriera militare del padre. Diventata comandante della guardia reale francese\, Oscar protegge Maria Antonietta da quando arriva in Francia come promessa sposa del futuro Luigi XVI\, e diventa per la regina quasi un angelo custode. Le due donne\, coetanee\, si innamorano dello stesso uomo\, il conte svedese Hans Axel von Fersen. Ma se entrambe non possono vivere pubblicamente questo amore – Maria Antonietta perché regina di Francia\, Oscar perché cresciuta nella negazione di questa possibilità – il sentimento della giovane regina sarà corrisposto fino alla fine dei suoi giorni\, come poi ha rivelato l’intenso carteggio segreto tra i due. Il legame tra Oscar e Maria Antonietta\, basato sulla lealtà e dedizione della prima\, inizierà a sfaldarsi quando Oscar osservando la realtà che la circonda\, metterà sulla bilancia della giustizia la povertà\, la disparità sociale e la condotta della famiglia reale e dei nobili. Il mondo assiste alla nascita di un pensiero nuovo\, di voci che si alzano in difesa dei deboli\, di ideali e di riscatto civile\, collettivo e individuale. Il culmine di questa presa di coscienza di Oscar coinciderà con la presa della Bastiglia\, il 14 luglio 1789\, data in cui l’eroina muore nel nome della libertà\, combattendo al fianco del popolo e non più come guardia reale.\nLinda Dalisi  \nNOTE SUL TESTO\nIl confronto con Oscar è stato lungo e ha attraversato varie fasi. L’ho osservata a lungo\, come si osserva il Guernica di Picasso\, cercando di controllare e interpretare le vertigini che provoca. Da lì è nata una mappa\, un’indagine\, una figura che beve l’acqua alla fonte della memoria per trovarsi al cospetto di un ritrattista divino e saper rispondere alla domanda “chi sei?”. Ho sempre avuto fermo il timone sul desiderio di raccontare comunque una storia\, ma cercando di estrarre da quella storia una essenza legata al presente. Un presente fatto di donne che lottano per la vita e per la libertà. Oscar non impugna spada\, fioretto o fucile\, ha in mano un arco e studia le teorie degli arcieri giapponesi. È sopravvissuta alla sua storia\, è diventata più di un personaggio universale\, è puro spirito che conserva però la febbre del corpo. Quel bersaglio da centrare con le frecce\, è il simbolo della indagine su se stessa e sul suo modo di parlare agli altri. Non c’è solo la lotta per affrancarsi dalle imposizioni familiari e della società intera\, non ci sono solo le maldestre affermazioni di una identità sempre un po’ bambina\, ma c’è l’osservare il mondo\, osservare gli altri empaticamente e soffrire. Le altre donne con cui si confronta la portano a togliere dagli occhi gli strati che offuscano il senso di tenerezza per il prossimo\, amplificando parallelamente la rabbia\, il senso di impotenza e il desiderio di rinascita. Oscar si chiede se abbia due cuori\, un po’ come Simone Weil diceva “Se avessi più vite ne consacrerei una al teatro”. Ma la vita è una e a volte si arriva in ritardo sulle cose. Come ad esempio l’amore. Non è troppo tardi per viverlo\, ma la Storia ha messo in moto un ingranaggio enorme\, e Oscar vuole farne parte. I due cuori di Oscar sono un po’ il trovarsi sempre di fronte a questo dubbio. Domanda costante che a volte paralizza: meglio vivere l’amore trovato o lottare per i propri ideali? Cosa siamo disposti a sacrificare? Cosa fa vivere per sempre? Prevarrà il senso di lealtà o quello di giustizia?\nOscar è ora su questo crinale: da un lato il silenzio\, dall’altro l’immortalità.\nLinda Dalisi 
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SUMMARY:Teatro Mercadante : IL POZZO DEI PAZZI
DESCRIPTION:Il pozzo dei pazzi (1974) è il testo più noto e paradigmatico di Franco Scaldati (1943-2013)\, poeta e drammaturgo palermitano considerato il massimo cantore della città di Palermo\, della quale ha saputo cogliere le luci e le ombre.\nIn uno scenario di miseria\, i protagonisti Aspano e Benedetto\, due barboni legati da un rapporto di profonda amicizia e reciproca dipendenza\, lottano per la sopravvivenza. La loro esistenza è una sfida quotidiana contro la fame\, vissuta in un’atmosfera sospesa tra il realismo della strada e una dimensione poetica e surreale.\nLa vicenda si dipana intorno a una gallina che i due barboni hanno rubato a un povero disgraziato\, il quale si suicida per il dolore. Aspano e Benedetto si contendono l’animale in un susseguirsi di azioni e stati d’animo che oscillano tra violenza\, pietà e astuzia\, e che ingenerano un meccanismo tanto comico quanto poetico. Intorno a loro interagisco altri personaggi stralunati\, icone del teatro scaldatiano\, che vive tra neorealismo e dimensione onirica.\nIl regista Franco Maresco torna al teatro di Franco Scaldati – con il quale aveva collaborato sia in teatro che al cinema – dopo aver diretto per il Teatro Biondo Lucio e Tre di coppie e\, per il Teatro di Napoli\, Assassina (in coproduzione col Biondo) e I poeti non cadono in piedi e dopo aver dedicato al drammaturgo siciliano il film documentario Gli uomini di questa città io non li conosco. Il suo sguardo critico è teso a cogliere e restituire quell’umanesimo e quella poesia dell’universo scaldatiano sempre più minacciati dalla crescente disumanizzazione contemporanea.
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SUMMARY:Teatro Acacia: LO SCHIACCIANOCI balletto di Natale
DESCRIPTION:IL BALLETTO DEL NATALE PER ECCELLENZA\nLo Schiaccianoci è il titolo di balletto più rappresentato al mondo durante il periodo natalizio\, un capolavoro intramontabile che continua a incantare generazioni di spettatori. Questa versione firmata da Luciano Cannito e prodotta da Fabrizio di Fiore Entertainment per Roma City Ballet Company\, ispirata all’originale coreografia di Petipa\, si è affermata negli ultimi anni come una delle edizioni di maggior successo in Italia\, con un lungo elenco di teatri sold out in tutta la penisola.\nCreata per il Teatro Massimo di Palermo e successivamente ripresa con grande successo dal Teatro San Carlo di Napoli\, questa sontuosa produzione porta in scena 32 straordinari interpreti\, valorizzati da un apparato scenico e visivo di altissimo livello: le scene portano la firma di Italo Grassi\, i magnifici costumi sono realizzati da Giusi\nGiustino\, mentre il disegno luci è affidato a Alessandro Caso.\nA rendere ancora più prestigioso l’allestimento è la partecipazione di guest etoiles internazionali\, che si alternano nei ruoli principali accanto ai danzatori della Roma City Ballet Company\, compagnia di riferimento nel panorama nazionale. Sul palco anche Manuel Paruccini\, presenza carismatica della scena italiana.
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