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SUMMARY:Teatro Sannazaro: OPEN SPACE Riflessioni e futuro del teatro a Napoli\, a cura di Greta Gallo
DESCRIPTION:Una giovane scrittrice ospita artisti emergenti e di consolidata esperienza per dare vita ad una forma innovativa di spettacolo tra analogico e digitale\, un podcast performativo per raccontare storie di vita e di teatro.
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SUMMARY:Teatro Troisi : Basta un filo di rossetto
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SUMMARY:Teatro San Ferdinando : JULIUS CAESAR | TEOLOGIA MARZIANA
DESCRIPTION:Pier Lorenzo Pisano\, direttore junior del Teatro di Napoli\, ha scritto e dirige lo spettacolo Julius Caesar / Teologia marziana\, progetto che parte da un classico per riflettere su questioni contemporanee ed universali.\nPartire dall’umanità fallibile e mortale di Cesare e di tutti noi\, ed arrivare al primo uomo immortale. O a quello che ci sarà dopo di noi.\nCosa significa non morire mai? E cosa significa pensare alla morte\, oggi?\nCome dice Hoeullebeq\, mai come nella nostra epoca la morte è stata tanto discreta. “La gente muore in solitudine nelle stanze di ospedale o delle case di riposo\, viene seppellita all’istante\, senza invitare nessuno\, in segreto”. È possibile fare una riflessione sincera\, in scena\, sulla propria vita e sul senso di andarsene?\nE ancora: cosa succederà quando nascerà il primo bambino senza fine? Una nuova versione di Cesare\, una nuova versione di tutti noi. Per cosa si può emozionare\, per cosa piange\, per cosa ride\, per cosa vive chi non sa cos’è la morte? Cosa resta quando tutti intorno a te se ne vanno?
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SUMMARY:Teatro Diana: EDUCAZIONE SENTIMENTALE uno spettacolo scritto e diretto da IVAN COTRONEO
DESCRIPTION:Lo spettacolo debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto  il 27 giugno 2026 \nEducazione sentimentale è un atto unico che ha per protagonista Daniele Canonico\, un uomo di cinquant’anni\, originario del Sud\, che racconta la sua storia al pubblico. Un uomo medio\, che narra la sua personale formazione. L’ingresso nel ‘mondo dei maschi’\, fin da quando è bambino\, per il protagonista si rivela un percorso accidentato e pieno di ostacoli\, trappole\, messe alla prova e continui e faticosi test di virilità. Percorrendo le tappe della sua vita\, prima scolastiche e poi lavorative\, si delinea attraverso un monologo brillante il tracciato di un bambino\, poi di un ragazzo\, infine di un uomo\, chiamato a dimostrare al mondo la sua capacità di essere maschio. È un percorso da commedia umana\, in cui Daniele ripercorre tutto quello che ha attraversato. La necessità di trovarsi una fidanzatina alle elementari. La teoria dell’onore\, la difesa della reputazione delle figure femminili della famiglia. La pubertà e la comparazione degli attributi con gli amici. La necessità di avere una donna che ti rispetti. Fino a quando Daniele\, ormai adulto\, sposato\, con una figlia adolescente\, deve affrontare le prove della maturità. Ed è qui che il racconto cambia di tono\, e ci offre una prospettiva ribaltata. Su quanto questa educazione sentimentale lo abbia condannato all’incomprensione. Ma tutto questo Daniele non lo sa. Al massimo può intuirlo\, ma nelle sue lacrime di incomprensione per quello che ha fatto della sua vita\, non ha risposte. \n“Ho concepito Educazione sentimentale come un testo divertente\, che solo negli ultimi dieci minuti si svela per quello che è davvero\, un atto di accusa contro un’educazione sociale di genere che mai punta al rispetto della donna come soggetto. La tragedia di un uomo ridicolo\, come tanti\, e come molti capace di atti che non sa controllare. Volevo per questa prova un attore non solo superbo\, ma capace di empatia con il pubblico.E ho chiesto a Giuseppe Fiorello di accompagnarmi in un’avventura teatrale che in questo momento storico ha per me i caratteri della necessità e dell’urgenza”. \nIvan Cotroneo
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : O ALMENO TIENIMI LA MANO
DESCRIPTION:È possibile rivendicare la parità anche nel diritto all’azzardo\, nella possibilità di fare cose pericolose senza che questo diventi un capo d’accusa? E «Cosa succede quando è il mio stesso desiderio a mettermi in pericolo? Quando sono io a doverlo ridurre e rendere presentabile\, per impedirgli di precipitare in esiti comprensibili\, normali conseguenze? Disgrazie\, certo\, prevedibili\, colpevolmente mie»\, si domanda Mariapaola Massari\, autrice del testo vincitore del premio Nuove Sensibilità 2.0.\nLa vita di una donna è\, in questo senso\, un’esperienza ad alto rischio. Uno spettro che oscilla tra il preoccuparsi di apparire bellissime e la paura di subire un abuso. Tra la temibilità di una ruga e quella di un’ubriacatura finita male. Tra la violenza lenta del processo volto a raggiungere la perfezione e quella improvvisa di una mano che ti sfiora senza permesso. Tra il timore di non essere credute e quello di essere state\, a conti fatti\, troppo.\nIl lavoro mette in scena questo paradosso: la necessità di disciplinare il proprio desiderio per non essere condannate responsabili della propria disfatta. Attraverso la narrazione di una giornata tipo\, la drammaturgia interroga il rapporto ambivalente tra desiderio e minaccia\, tra immagine di sé e ritorno che dall’Altro proviene. Ogni gesto quotidiano diventa una micro-negoziazione con il pericolo. Ogni decisione è preceduta da un calcolo preventivo: «Mi sto proteggendo? Sono libera\, o sono solo più esposta?». È il conflitto tra la volontà di autodeterminarsi e la frustrazione di non poterlo fare fino in fondo. Il consenso emerge come territorio instabile\, prodotto ogni volta dal gioco degli sguardi – maschile\, interiorizzato\, collettivo: è una fragile trattativa\, attraversata da paure\, erotismo\, norme interiorizzate\, giudizio e bisogno di riconoscimento. Il testo si configura come un labirinto in cui gli elementi portati in campo si fondono fino a rendere indistinguibile il confine tra scelta e condizionamento: un flusso frammentato di voci – moralizzanti e seduttive\, accusatorie e autoassolutorie. Ed infatti\, non è forse\, ogni volta\, solo e soltanto a partire da questo marasma che possiamo elaborare le nostre “decisioni consapevoli”?
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SUMMARY:Teatro Cilea: Lina Sastri Natale napoletano
DESCRIPTION:scritto da Lina Sastri \nLo spettacolo si avvale di una lettura composita di vari brani e poesie sul Natale della tradizione popolare e colta del sud… e di Napoli in particolare.\nAccompagnata da quattro musicisti (chitarra\, fisarmonica\, tastiera\, percussione e fiato\, che possono diventare anche tre o due\, secondo le necessita e gli spazi).\nLina Sastri presenta in musica\, parole e poesia una visione del Natale sia religiosa che popolare\, molto vicina alla festa della natività vista come nascita di una nuova vita\, di una luce diversa che illuminerà il cammino\, con la magia e il mistero della fede\, fede semplice e affettuosa come quella dei pastori che arrivarono a Betlemme per vedere il nuovo re del mondo.\nLa musica è quella popolare\, le parole e le poesie sono a volte in lingua\, a volte in dialetto napoletano\, ora colte ora profane.\nIl significato è semplice festa di natività del figlio di Dio\, fatto uomo\, nato dalla vergine Maria e da Giuseppe suo sposo.
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SUMMARY:Teatro Nuovo: LA LETTERA con Paolo Nani
DESCRIPTION:A febbraio 2022 La lettera ha compiuto 30 anni; dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo\, l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone\, in Argentina e in Spagna\, in Norvegia e in Italia\, oltre 1800 repliche per questo piccolo\, perfetto meccanismo che continua a stupire\, anche dopo averlo visto decine di volte\, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista.\nPaolo Nani\, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti riesce a dar vita a 15 micro storie\, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa; nell’arco di 80 minuti non lascia un attimo di respiro\, inchioda lo spettatore\, lo seduce con una raffica di sorprese dal ritmo sfrenato e bislacco e lo fa in un modo unico\, alla Paolo Nani.\nImitarlo è impossibile.\nPerché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? Vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione\, dedizione\, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.
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SUMMARY:Teatro Mercadante : FAUST Fatto\, non detto
DESCRIPTION:Romeo Castellucci\, figura decisiva della scena europea\, continua a spingere il teatro oltre il racconto e oltre la rappresentazione\, trasformandolo in un luogo di visione\, materia e interrogazione. Dopo essere stato al Teatro Mercadante a gennaio 2025 con lo spettacolo Bérénice cn Isabelle Huppert\, ritorna con Faust e racconta: «è un nome che porta su di sé tutta la sua storia e che ora vorrei portare fuori dal solco letterario. Questo Faust – cosa ignota\, commedia o pagliacciata – rovesciando il tavolo del gioco mostra a Mephistopheles che per un artista condanna e redenzione sono la stessa cosa.\nI mezzi che intendo utilizzare per la messa in scena sono sempre quelli: l’ombra\, la pelle\, il secondo mondo dentro a questo».
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SUMMARY:Teatro Totò: PAOLO CAIAZZO E ANTONELLO COSTA - Un ponte per due
DESCRIPTION:Antonello\, un emigrato in preda alla disperazione scavalca il muretto del famoso ponte ed è in bilico tra la vita e il Tamigi! Paolo\, connazionale di passaggio tenta di fermarlo… o forse no. In verità anche lui è li’ per lo stesso motivo. \nSi confessano cosi in maniera sincera e profonda e\, per esorcizzare le proprie disgrazie\, le raccontano con un’esilarante gara di sfiga. Ma ogni volta che sono sul muretto decisi all’ultimo passo irrompono altri personaggi\, stranamente somiglianti tra loro. \nIl rintocco del Big Ben segna il passare del tempo e l’appetito richiede la chiamata ad un rider\, anche e solo per il capriccio di volersi tuffare a stomaco pieno! Se non riesce l’altezza e l’acqua gelida di sicuro farà il suo lavoro una bella congestione! \nMa la situazione si complica e gli interventi di agenti esterni si intensificano fino all’arrivo della figlia di Antonello. Un ultimo scontro con lei lo lascia profondamente amareggiato e frastornato e titubante. Oramai il sole sta nascendo ed in questa notte\, tra rocamboleschi Stop & Go e divertenti confronti di vita\, è nata una nuova amicizia che li farà rinunciare al tuffo? \nLo scopriremo solo venendo a Teatro. Sicuramente tra ironia\, emozioni e colpi di scena scopriranno e scopriremo che a volte è bello parlare… anche e solo con se stessi!
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SUMMARY:Teatro Acacia: A CHRISTMAS CAROL Canto di Natale
DESCRIPTION:Uno spettacolo per immergersi nella magia natalizia con una delle storie più amate di sempre: A Christmas Carol\, in una rilettura contemporanea a cura de Il Demiurgo. Il famoso racconto di Charles Dickens\, che ha incantato generazioni con la sua morale di redenzione e riscoperta dei veri valori della vita\, arriva a Napoli\, sul prestigioso palco del Teatro Acacia. \nIl protagonista è l’avido Ebenezer Scrooge\, un finanziere che disprezza il Natale e ogni sua tradizione. Ambientata nella Londra del 1843\, la storia si sviluppa quando\, alla vigilia di Natale\, Scrooge riceve la visita del fantasma del suo ex socio\, che lo avverte dell‘arrivo di tre spiriti: il Natale Passato\, Presente e Futuro. Queste visite saranno decisive nel cambiamento della sua vita e della sua visione del mondo. Con una scenografia coinvolgente e una regia innovativa\, A Christmas Carol de Il Demiurgo promette di offrire al pubblico un’esperienza capace di far riflettere sul significato autentico del Natale\, adattando l’antica morale dickensiana alla società contemporanea. Un evento da non perdere per chi desidera riscoprire il Natale attraverso uno spettacolo emozionante e senza tempo. Lo spettacolo\, diventato ormai un appuntamento fisso delle festività natalizie\, si presenta quest’anno con un’impostazione profondamente rinnovata\, capace di fondere tradizione e contemporaneità in modo originale e coinvolgente. Questa nuova edizione si distingue per una scenografia reinterpretata con gusto moderno\, pensata per trasportare il pubblico in una Londra sospesa tra passato e presente. Le musiche\, completamente nuove\, accompagnano ogni momento con un’intensità emotiva capace di amplificare l’atmosfera onirica e riflessiva del racconto. Anche il cast è stato rinnovato\, portando sul palco nuove interpretazioni dei personaggi iconici della storia\, arricchite da una sensibilità più attuale e vicina al sentire contemporaneo.
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SUMMARY:Teatro San Luca : Quotidiane ispirazioni
DESCRIPTION:Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo
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SUMMARY:Teatro Sala Moliere: CARTOLINE. DESTINI D’INCONTRO Un’idea di viaggio
DESCRIPTION:di Marilena Vitale. Con Alessandro Morlando\, Marilena Vitale e Stefano Morelli\nUno Storytelling/Concerto sull’esperienza del viaggio percorrendo storie vissute\, tra canzoni e immagini associate a ogni tappa. Cartoline fotografiche appese in scena diventano finestre su paesi lontani.
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Amae No Kōzō
DESCRIPTION:Amae\, performance vincitrice del primo premio al prestigioso Copenhagen Dance Competition nel 2022 è andato in scena al Piccolo Bellini nel 2024 riscuotendo un un incredibile successo di pubblico con 4 soldout di seguito ed entusiasmando la critica di settore.\nAmae No Kōzō è la creazione nella sua versione integrale e definitiva  con cui i due coreografi/performer compiono un ulteriore passo avanti come duo coreografico. Eliana Stragapede danzatrice della compagnia Peeping Tom e Borna Babić da Ultima Vez portano in scena le intricate dinamiche della codipendenza nelle relazioni umane: il desiderio di essere amati passivamente\, la ricerca dell’indulgenza dell’altro. Alla ricerca di una migliore comprensione di questo bisogno umano\, l’opera esamina anche come questi legami emotivi siano plasmati dalle influenze esterne e la tensione tra l’uscire dalla propria zona di comfort e il rifugiarsi nella protezione. Esaminando una vasta gamma di relazioni\, l’opera svela i fili universali della codipendenza\, rivelando il delicato equilibrio tra attaccamento e autonomia. Approfondisce le forze che spingono gli individui a rimanere insieme o a cercare la fuga\, rivelando la complessità della connessione umana e mettendo in luce la natura personale e collettiva della dipendenza nel mondo odierno.
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SUMMARY:Teatro Bellini: OSCAR
DESCRIPTION:Leggendo Oscar\, testo di Linda Dalisi\, ho un’immagine che si è fatta chiara da subito\, un ricordo… il film di Kurosawa “Sogni”. Il primo capitolo inizia con un bimbo sotto la pioggia fuori dalla casa; la madre lo redarguisce e gli dice di non allontanarsi\, che quando piove così\, le volpi celebrano il loro matrimonio e a chi le vede può succedere qualcosa di brutto. Il bimbo\, nonostante le intimidazioni della madre\, si allontana e vedrà le volpi che a loro volta vedono lui; poi il bimbo scappa e torna a casa\, la madre lo scaccia e dice di non volerlo più in casa perché si è allontanato troppo e ha visto troppo\, e che sono arrivate le volpi che hanno lasciato qualcosa per il bambino: un pugnale affinché il bimbo si uccida. La madre gli consiglia di supplicare le volpi e di salvarlo dalla sua voglia di morire. \nLa Oscar di Linda Dalisi ha visto troppo\, ha abbandonato la casa e tutto quello in cui credeva per vedere\, come non aveva mai visto prima\, vedere la sua città\, il suo popolo andare a pezzi. Questo vedere non le permetterà di essere più la Oscar cresciuta come uomo dal padre al servizio della monarchia. Una volta che Oscar vede\, si spezza\, perde tanto di ciò in cui credeva\, ma soprattutto perde molto della sua identità. Diventa un essere incompiuto\, ed è questa incompiutezza che mi emoziona e mi porta a qualcosa di lontano. Qualcosa che ancora oggi faccio fatica a ricordare e quindi a riportare al cuore; proprio come Oscar\, non ricordo quando è accaduto in me il cambiamento\, quando mi sono reso conto di essere incompiuto e inadeguato\, ma questa inadeguatezza è un potente balsamo per innescare quel processo creativo che da sempre provo a custodire e proteggere. Un arco scaglia la prima freccia\, forse Cupido o forse uno degli archi orientali tanto presenti nei film di Kurosawa\, arma o filosofia di vita. Credo che la Oscar di Linda sia una creatura abituata a dare\, ma a non chiedere mai nulla indietro. Tutti i personaggi sono incompiuti\, tutti i personaggi finiscono senza mai completarsi\, e si consegnano alla morte incompiuti; ed è forse per questo motivo che vagano come fantasmi in una terra di mezzo che perde l’alto e il basso\, una terra dove la forza gravitazionale perde il suo potere di attrazione liberando finalmente le anime dai corpi e consegnandole all’Amore\, il solo Dio che forse abbiamo tutti più o meno conosciuto. Solo nell’istante in cui si sente l’amore possiamo nascere\, e per questo morire\, nello stesso attimo in cui la freccia ci colpisce al petto. Dio si prende gioco di noi.\nAntonio Latella \nSUGLI EVENTI\nOscar\, figlia di un generale fedelissimo alla monarchia desideroso di eredi maschi\, viene cresciuta come un soldato affinché segua la carriera militare del padre. Diventata comandante della guardia reale francese\, Oscar protegge Maria Antonietta da quando arriva in Francia come promessa sposa del futuro Luigi XVI\, e diventa per la regina quasi un angelo custode. Le due donne\, coetanee\, si innamorano dello stesso uomo\, il conte svedese Hans Axel von Fersen. Ma se entrambe non possono vivere pubblicamente questo amore – Maria Antonietta perché regina di Francia\, Oscar perché cresciuta nella negazione di questa possibilità – il sentimento della giovane regina sarà corrisposto fino alla fine dei suoi giorni\, come poi ha rivelato l’intenso carteggio segreto tra i due. Il legame tra Oscar e Maria Antonietta\, basato sulla lealtà e dedizione della prima\, inizierà a sfaldarsi quando Oscar osservando la realtà che la circonda\, metterà sulla bilancia della giustizia la povertà\, la disparità sociale e la condotta della famiglia reale e dei nobili. Il mondo assiste alla nascita di un pensiero nuovo\, di voci che si alzano in difesa dei deboli\, di ideali e di riscatto civile\, collettivo e individuale. Il culmine di questa presa di coscienza di Oscar coinciderà con la presa della Bastiglia\, il 14 luglio 1789\, data in cui l’eroina muore nel nome della libertà\, combattendo al fianco del popolo e non più come guardia reale.\nLinda Dalisi  \nNOTE SUL TESTO\nIl confronto con Oscar è stato lungo e ha attraversato varie fasi. L’ho osservata a lungo\, come si osserva il Guernica di Picasso\, cercando di controllare e interpretare le vertigini che provoca. Da lì è nata una mappa\, un’indagine\, una figura che beve l’acqua alla fonte della memoria per trovarsi al cospetto di un ritrattista divino e saper rispondere alla domanda “chi sei?”. Ho sempre avuto fermo il timone sul desiderio di raccontare comunque una storia\, ma cercando di estrarre da quella storia una essenza legata al presente. Un presente fatto di donne che lottano per la vita e per la libertà. Oscar non impugna spada\, fioretto o fucile\, ha in mano un arco e studia le teorie degli arcieri giapponesi. È sopravvissuta alla sua storia\, è diventata più di un personaggio universale\, è puro spirito che conserva però la febbre del corpo. Quel bersaglio da centrare con le frecce\, è il simbolo della indagine su se stessa e sul suo modo di parlare agli altri. Non c’è solo la lotta per affrancarsi dalle imposizioni familiari e della società intera\, non ci sono solo le maldestre affermazioni di una identità sempre un po’ bambina\, ma c’è l’osservare il mondo\, osservare gli altri empaticamente e soffrire. Le altre donne con cui si confronta la portano a togliere dagli occhi gli strati che offuscano il senso di tenerezza per il prossimo\, amplificando parallelamente la rabbia\, il senso di impotenza e il desiderio di rinascita. Oscar si chiede se abbia due cuori\, un po’ come Simone Weil diceva “Se avessi più vite ne consacrerei una al teatro”. Ma la vita è una e a volte si arriva in ritardo sulle cose. Come ad esempio l’amore. Non è troppo tardi per viverlo\, ma la Storia ha messo in moto un ingranaggio enorme\, e Oscar vuole farne parte. I due cuori di Oscar sono un po’ il trovarsi sempre di fronte a questo dubbio. Domanda costante che a volte paralizza: meglio vivere l’amore trovato o lottare per i propri ideali? Cosa siamo disposti a sacrificare? Cosa fa vivere per sempre? Prevarrà il senso di lealtà o quello di giustizia?\nOscar è ora su questo crinale: da un lato il silenzio\, dall’altro l’immortalità.\nLinda Dalisi 
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