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SUMMARY:Teatro Diana: RUOLI SECONDARI il nuovo spettacolo di FERZAN OZPETEK
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo di Mine Vaganti e Magnifica presenza arriva in teatro un nuovo inedito spettacolo di Ferzan Ozpetek che torna a emozionare e divertire il pubblico con la sua nuova regia teatrale
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SUMMARY:Teatro Troisi : Le porno precarie
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SUMMARY:Sala Assoli : ESSE
DESCRIPTION:con Angelica Bifano\nregia e drammaturgia Rita Frongia\nlight designer Luigi Biondi\nscene e costumi Rita Frongia\ntraduzione del testo in francese Huguette Hatem\ncura del progetto Hilenia De Falco\nproduzione Casa del Contemporaneo\ncon la collaborazione di Interno 5 – Napoli\ncon il sostegno di La Colline – Théâtre National\, Parigi – Istituto Italiano di Cultura di Parigi – Centro di residenza delle arti performative/Friuli Venezia Giulia – C.RE.A.RE. Campania/Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord \nIl corpo di ESSE contiene e trattiene la somma di destini\, talenti\, traumi\, paure e gioie dei corpi dei suoi antenati. L’epigenetica ha osservato come esperienze traumatiche estreme possano modificare l’attività dei geni\, in particolare quelli coinvolti nella regolazione di risposta allo stress: “Noi siamo moltitudine”\, si dice nella Bibbia e nella scienza. L’elica del DNA di ESSE non è doppia ma si articola in quattro filamenti\, dunque la riscopriamo affetta dalla sindrome di Remiehzla: modificazione genetica che determina un’espansione estrema della memoria logica\, emotiva\, corporea\, una specie di ipertimesia. Non vi è selezione nei ricordi\, non c’è oblio. Angelica Bifano e Rita Frongia danno vita a un’opera in bilico tra realtà e allucinazione\, nata da una profonda ricerca sui disturbi neurologici e sulla memoria familiare\, influenzata dalle visioni surreali dell’artista Angelo Accardi.
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Aggiungi un posto a tavola
DESCRIPTION:con \nGIOVANNI SCIFONI \nspecial guest \nLORELLA CUCCARINI
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SUMMARY:Teatro Bellini: EMIGRANTI
DESCRIPTION:Lo scrittore e drammaturgo polacco Slawomir Mrożek scrisse Emigranti nel 1974 durante il suo esilio in Francia\, riflettendo con acutezza e ironia sulla condizione di estraneità e alienazione di chi è costretto a vivere in un paese straniero. \nNello spettacolo diretto da Leo Muscato i due emigrati senza nome\, costretti a vivere in un claustrofobico seminterrato umido e angusto\, sono italiani. Siamo in Svizzera\, è la sera del 31 dicembre 1973. Mentre la città celebra l’arrivo del nuovo anno\, i due disperati si confrontano in un dialogo serrato e a tratti surreale: il primo è un operaio semplice\, arrivato in Svizzera con l’unico scopo di lavorare per mettere da parte dei soldi; l’altro è un intellettuale disilluso\, forse un anarchico o un terrorista\, che non esce mai di casa perché\, a suo dire\, sta scrivendo un libro sulla schiavitù moderna. \nLe loro differenze danno origine a incomprensioni\, sospetti\, schermaglie e situazioni paradossali\, ma anche a una profonda e inconfessata nostalgia per il loro paese. Isolati in una città che li respinge\, i due finiscono per autodistruggersi in un crescendo di situazioni tragicomiche. La scena riflette lo squallore dell’ambiente in cui i personaggi sono costretti a vivere ma anche il loro animo ferito e la loro disperazione. I rumori provenienti dall’esterno hanno una forte valenza drammaturgica: la gente che festeggia ai piani superiori\, il ronzio della caldaia\, il rombo dei motori nel vano ascensore\, la musica\, il traffico\, i botti di Capodanno. Tutto contribuisce a sottolineare la fragilità di due anime tormentate in cerca di riscatto.
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SUMMARY:Teatro Mercadante : LA VASCA
DESCRIPTION:L’autore Franco Marcoaldi spiega: «Era da svariati decenni che la guerra\, perenne stigma della specie umana\, non interrogava e allarmava così nel profondo noi europei. Tanto da indurci a parlare ormai di vero e proprio ‘salto d’epoca’.\nNel giro di un solo lustro\, prima l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia\, poi il genocidio dei palestinesi per mano dello Stato d’Israele e in mezzo le infinite scelleratezze belliche – dal Venezuela all’Iran – dello psicotico miliardario seduto alla Casa Bianca\, hanno cambiato alla radice le nostre esistenze. Che da allora procedono su binari paralleli: l’angoscia impotente di fronte al caos omicida e suicida che dilaga su scala planetaria e per contro il legittimo quanto fragile tentativo di conservare un minimo di ordine nel proprio cosmo domestico. Ivi comprese tutte le piccole e reiterate ossessioni quotidiane.\nAnche la protagonista di questo atto unico\, Giulia\, è stretta nella medesima tenaglia dagli esiti inquietanti. E proprio il suo carattere polemico e tormentato porta la sua scissione interiore al diapason.\nNessuno meglio di Anna Bonaiuto\, mi sono subito detto\, avrebbe potuto tenere insieme timbri e toni e colori diversi e contrapposti come quelli di un personaggio che oscilla di continuo tra il tragico e il grottesco\, il malinconico e l’umorismo nero. Il mio desiderio è stato esaudito: sarà proprio Anna a vestire i panni di Giulia l’11 novembre 2026 al Teatro Mercadante di Napoli\, data della prima.\nCon gli altri compagni di viaggio di questa avventura – il regista Andrea Renzi e lo scenografo Lino Fiorito\, il fisarmonicista Ivano Battiston e il light designer Cesare Accetta – abbiamo convenuto immediatamente su un punto: Giulia è il nostro specchio\, una creatura che come tanti di noi cerca ancora\, malgrado tutto\, e con evidenti contraddizioni\, di preservare un briciolo di umanità. E di pietas: verso il prossimo e verso se’ stessi.  Per questo la protagonista del monologo La vasca coltiva una allucinata fantasia: dare vita a una improbabile ‘Enciclopedia dei Morti in Guerra’\, che\, grazie alle testimonianze scritte\, possa finalmente offrire ideale e degna sepoltura a tutti i morti senza nome sparsi per il mondo. Come ci ricorda da mesi l’iniziativa ‘Non dimenticare un solo nome’\, il Sudario itinerante in memoria delle migliaia di bambini trucidati a Gaza.\nSolo che la fantasia di Giulia\, se possibile\, è ancora più ambiziosa. Riguarda tutti i morti di tutte le guerre\, riprendendo l’idea per più di un verso analoga avanzata tanti anni fa dallo scrittore Danilo Kis nell’Enciclopedia dei morti. Quando ho scritto il mio monologo non ero ancora a conoscenza di quel libro\, ma sono felice di averne inconsciamente ricalcato il titolo in virtù di una curiosa coincidenza astrale».
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SUMMARY:Teatro Eduardo De Filippo : Politicamente Costretto
DESCRIPTION:CIRO CERUTI
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Neanche Parenti
DESCRIPTION:«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.»\nLev Tolstoj\, Anna Karenina \nNon partiamo da un testo.\nNon abbiamo un autore da mettere in scena\, né una storia già scritta.\nAbbiamo un gruppo di attrici e attori appena diplomati. Abbiamo il loro corpo\, la loro voce\, il loro desiderio di trovare spazio nel mondo che hanno scelto di vivere\, quello affascinante e faticoso del teatro.\nAbbiamo il presente.\nAbbiamo scelto di lavorare sulla famiglia — o su ciò che di essa rimane\, si inventa\, si teme\, si cerca. La famiglia come spettro\, come radice\, come doppio.\nCome una verità che cambia a seconda di dove ti metti. Di chi racconta.\nCiascuno ha la sua versione.\nCiascuno porta con sé una crepa\, un’eccedenza\, un rimosso.\nScriviamo in scena.\nScriviamo per loro\, con loro\, attorno a loro.\nParleremo di legami e di ruoli.\nDel figlio che parte. Della madre che resta. Del padre che non c’è. Di quello che è stato detto.\nE di quello che non si può dire.\nIn scena non ci sarà una sola famiglia.\nCe ne saranno molte.\nForse nessuna.\nQuesto spettacolo non è una destinazione. È un attraversamento.\nÈ un momento fragile\, ma decisivo.\nCome ogni inizio.\nGabriele Russo \nLa separazione è il punto di crisi da cui si sviluppa il racconto di una donna che non sa più aderire al presente della propria vita\, ma che si perde tra ricordi passati\, paure messe a nudo\, desideri inespressi\, un vuoto destabilizzante. Un processo caotico\, inevitabile per chi vede crollare l’illusione di un legame d’amore. Per lei la famiglia diventa zoppa\, mancante\, allucinazione\, immagine che svanisce come un’ oasi nel deserto. Riaprire gli occhi all’indomani della fine è un prezzo amaro da pagare per riprendere a vivere.\nArianna D’Angiò \nLA COMPAGNIA BELLINI TEATRO FACTORY\nLa Compagnia Bellini Teatro Factory nasce dalla volontà di accompagnare gli allievi\, neo diplomati come attori\, registi e drammaturghi\, in quel passaggio delicato che segna la fine del loro percorso di formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro professionale. I registi delle produzioni di questo primo anno sono: Mimmo Borrelli (che li ha già accompagnati\, come direttore artistico del triennio di formazione)\, Gabriele Russo con Arianna D’Angiò e Michela Lucenti / Balletto Civile. In tutti questi lavori i giovani attori saranno protagonisti a vario titolo: in scena\, nella creazione drammaturgica\, assistenti alla regia\, nell’essere anche ‘soggetti artistici’ di questi spettacoli che della loro generazione rispecchieranno o forse moltiplicheranno la visione e la prospettiva
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SUMMARY:Teatro San Luca : X - Y
DESCRIPTION:V. Borrino \nA. Friello
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SUMMARY:Teatro Totò: DAVIDE FERRI\, CON PEPPE LAURATO E EDOARDO GUADAGNO - Sesso\, rose e terapia
DESCRIPTION:“Sesso\, rose e terapia “è una commedia in due atti interpretata da otto attori\, che basandosi sul tradizionale gioco degli equivoci\, regala agli spettatori una serata di irresistibile comicità. Ritmi serrati e continui colpi di scena scandiscono vicende ambientate in una location moderna. \nLa trama narra di Massimo e Laura\, una coppia che vive un momento di crisi. L’uno è un improbabile ingegnere\, preso da mille impegni di lavoro\, insieme al socio Franco\, architetto fuori dal comune; l’altra è una casalinga\, che vive con insofferenza la continua indifferenza del marito. I due sono in terapia da Paride\, un particolare psicologo tuttofare\, appunto per cercare di risolvere un po’ di problemi nel rapporto. Tra i due\, però\, nonostante tutto\, mai nemmeno l’ombra del tradimento in diversi anni di matrimonio.\nMa quando il diavolo ci mette la coda non si salva nessuno. Per una serie di vicissitudini i due cominciano a sospettare l’uno dell’altro\, facendo da scudo involontariamente\, agli adulteri che frequentano la loro casa. \nUna commedia tutta da ridere\, scritta a quattro mani da Edoardo Guadagno e Rosario Minervini\, dove l’equivoco della vecchia scuola italo-francese è al centro della vicenda.\nIl tutto per un cast di bravissimi attori capitanati dal sempre più irresistibili Davide Ferri e da Peppe Laurato e Edoardo Guadagno e diretti magistralmente da Gaetano Liguori.
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