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SUMMARY:Teatro Diana: RUOLI SECONDARI il nuovo spettacolo di FERZAN OZPETEK
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo di Mine Vaganti e Magnifica presenza arriva in teatro un nuovo inedito spettacolo di Ferzan Ozpetek che torna a emozionare e divertire il pubblico con la sua nuova regia teatrale
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SUMMARY:Teatro Troisi : Le porno precarie
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: BUONASERA A TUTTI di e con Peppe Barra
DESCRIPTION:Il modo di fare teatro di Peppe Barra è stato più volte definito “le mille e una resurrezione dell’animo partenopeo”. Attraverso la sua maschera sarcastica e ai tanti registri vocali – dai più gravi ai più acuti -\, unisce da sempre gli elementi colti e popolari della sua città\, mescolando nei suoi spettacoli\, con facilità\, la tradizione e l’innovazione. Il recital “Buonasera a tutti” già dal titolo lascia intuire cosa dovrà aspettarsi il pubblico: un momento di intimità tra artista e spettatori\, oltrepassando la cosiddetta quarta parete in un continuo dialogo con la platea. Un viaggio nella vita dell’uomo e dell’artista: i suoi ricordi di infanzia e adolescenza nella Procida e nella Napoli degli anni ’50\, la sua memoria di giovanissimo attore con Zietta Liù\, fino al successo della Nuova Compagnia di Canto Popolare e agli anni di teatro insieme alla indimenticata Concetta Barra\, madre e compagna di scena. Una passeggiata nei suoi oltre 60 anni di carriera\, tra teatro e canzone\, toccando la musica barocca e la tradizione popolare\, il mondo magico di Basile\, grandi autori come Petito e Viviani\, il varietà\, il cabaret\, fino a giungere ai cantautori contemporanei. Barra sarà unico mattatore in scena – insieme al maestro Luca Urciuolo che lo accompagnerà al pianoforte – per divertire ed emozionare\, con follia e poesia. Senza mai interrompere il gioco con il pubblico\, come un felice incontro tra bambini che hanno soltanto voglia di stare insieme e divertirsi …con gioia ed ironia. \nFrancesco Esposito
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SUMMARY:Sala Assoli : ESSE
DESCRIPTION:con Angelica Bifano\nregia e drammaturgia Rita Frongia\nlight designer Luigi Biondi\nscene e costumi Rita Frongia\ntraduzione del testo in francese Huguette Hatem\ncura del progetto Hilenia De Falco\nproduzione Casa del Contemporaneo\ncon la collaborazione di Interno 5 – Napoli\ncon il sostegno di La Colline – Théâtre National\, Parigi – Istituto Italiano di Cultura di Parigi – Centro di residenza delle arti performative/Friuli Venezia Giulia – C.RE.A.RE. Campania/Teatri Associati di Napoli/Teatro Area Nord \nIl corpo di ESSE contiene e trattiene la somma di destini\, talenti\, traumi\, paure e gioie dei corpi dei suoi antenati. L’epigenetica ha osservato come esperienze traumatiche estreme possano modificare l’attività dei geni\, in particolare quelli coinvolti nella regolazione di risposta allo stress: “Noi siamo moltitudine”\, si dice nella Bibbia e nella scienza. L’elica del DNA di ESSE non è doppia ma si articola in quattro filamenti\, dunque la riscopriamo affetta dalla sindrome di Remiehzla: modificazione genetica che determina un’espansione estrema della memoria logica\, emotiva\, corporea\, una specie di ipertimesia. Non vi è selezione nei ricordi\, non c’è oblio. Angelica Bifano e Rita Frongia danno vita a un’opera in bilico tra realtà e allucinazione\, nata da una profonda ricerca sui disturbi neurologici e sulla memoria familiare\, influenzata dalle visioni surreali dell’artista Angelo Accardi.
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Aggiungi un posto a tavola
DESCRIPTION:con \nGIOVANNI SCIFONI \nspecial guest \nLORELLA CUCCARINI
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SUMMARY:Teatro Sannazaro: CONFESSIONI un attimo in due atti di Domenico Palmiero
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SUMMARY:Teatro Bellini: EMIGRANTI
DESCRIPTION:Lo scrittore e drammaturgo polacco Slawomir Mrożek scrisse Emigranti nel 1974 durante il suo esilio in Francia\, riflettendo con acutezza e ironia sulla condizione di estraneità e alienazione di chi è costretto a vivere in un paese straniero. \nNello spettacolo diretto da Leo Muscato i due emigrati senza nome\, costretti a vivere in un claustrofobico seminterrato umido e angusto\, sono italiani. Siamo in Svizzera\, è la sera del 31 dicembre 1973. Mentre la città celebra l’arrivo del nuovo anno\, i due disperati si confrontano in un dialogo serrato e a tratti surreale: il primo è un operaio semplice\, arrivato in Svizzera con l’unico scopo di lavorare per mettere da parte dei soldi; l’altro è un intellettuale disilluso\, forse un anarchico o un terrorista\, che non esce mai di casa perché\, a suo dire\, sta scrivendo un libro sulla schiavitù moderna. \nLe loro differenze danno origine a incomprensioni\, sospetti\, schermaglie e situazioni paradossali\, ma anche a una profonda e inconfessata nostalgia per il loro paese. Isolati in una città che li respinge\, i due finiscono per autodistruggersi in un crescendo di situazioni tragicomiche. La scena riflette lo squallore dell’ambiente in cui i personaggi sono costretti a vivere ma anche il loro animo ferito e la loro disperazione. I rumori provenienti dall’esterno hanno una forte valenza drammaturgica: la gente che festeggia ai piani superiori\, il ronzio della caldaia\, il rombo dei motori nel vano ascensore\, la musica\, il traffico\, i botti di Capodanno. Tutto contribuisce a sottolineare la fragilità di due anime tormentate in cerca di riscatto.
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SUMMARY:Teatro Barone: LETTERA AD EDUARDO
DESCRIPTION:SINOSSI : \nMassimiliano Gallo dà voce e anima ad alcuni tra i più intensi brani del teatro e della poesia di Eduardo De Filippo\, restituendo al pubblico il suono profondo delle sue parole: quelle che sanno far ridere\, commuovere e riflettere. \n\nAd accompagnare il racconto scenico\, un raffinato ensemble musicale diretto dal maestro Mimmo Napolitano\, che firma anche gli arrangiamenti originali. La voce di Carmen Scognamiglio arricchisce la serata con interpretazioni musicali che dialogano con le atmosfere evocate dai testi. \n\nUn incontro tra teatro e musica\, tra parola e melodia\, che celebra Eduardo come autore universale\, capace di parlare all’anima con la semplicità e la profondità dei grandi maestri.
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LOCATION:Teatro Barone\, Via Don Raffaele Abete\, 37\, Melito di Napoli\, Napoli\, Italia
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SUMMARY:Teatro Mercadante : LA VASCA
DESCRIPTION:L’autore Franco Marcoaldi spiega: «Era da svariati decenni che la guerra\, perenne stigma della specie umana\, non interrogava e allarmava così nel profondo noi europei. Tanto da indurci a parlare ormai di vero e proprio ‘salto d’epoca’.\nNel giro di un solo lustro\, prima l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia\, poi il genocidio dei palestinesi per mano dello Stato d’Israele e in mezzo le infinite scelleratezze belliche – dal Venezuela all’Iran – dello psicotico miliardario seduto alla Casa Bianca\, hanno cambiato alla radice le nostre esistenze. Che da allora procedono su binari paralleli: l’angoscia impotente di fronte al caos omicida e suicida che dilaga su scala planetaria e per contro il legittimo quanto fragile tentativo di conservare un minimo di ordine nel proprio cosmo domestico. Ivi comprese tutte le piccole e reiterate ossessioni quotidiane.\nAnche la protagonista di questo atto unico\, Giulia\, è stretta nella medesima tenaglia dagli esiti inquietanti. E proprio il suo carattere polemico e tormentato porta la sua scissione interiore al diapason.\nNessuno meglio di Anna Bonaiuto\, mi sono subito detto\, avrebbe potuto tenere insieme timbri e toni e colori diversi e contrapposti come quelli di un personaggio che oscilla di continuo tra il tragico e il grottesco\, il malinconico e l’umorismo nero. Il mio desiderio è stato esaudito: sarà proprio Anna a vestire i panni di Giulia l’11 novembre 2026 al Teatro Mercadante di Napoli\, data della prima.\nCon gli altri compagni di viaggio di questa avventura – il regista Andrea Renzi e lo scenografo Lino Fiorito\, il fisarmonicista Ivano Battiston e il light designer Cesare Accetta – abbiamo convenuto immediatamente su un punto: Giulia è il nostro specchio\, una creatura che come tanti di noi cerca ancora\, malgrado tutto\, e con evidenti contraddizioni\, di preservare un briciolo di umanità. E di pietas: verso il prossimo e verso se’ stessi.  Per questo la protagonista del monologo La vasca coltiva una allucinata fantasia: dare vita a una improbabile ‘Enciclopedia dei Morti in Guerra’\, che\, grazie alle testimonianze scritte\, possa finalmente offrire ideale e degna sepoltura a tutti i morti senza nome sparsi per il mondo. Come ci ricorda da mesi l’iniziativa ‘Non dimenticare un solo nome’\, il Sudario itinerante in memoria delle migliaia di bambini trucidati a Gaza.\nSolo che la fantasia di Giulia\, se possibile\, è ancora più ambiziosa. Riguarda tutti i morti di tutte le guerre\, riprendendo l’idea per più di un verso analoga avanzata tanti anni fa dallo scrittore Danilo Kis nell’Enciclopedia dei morti. Quando ho scritto il mio monologo non ero ancora a conoscenza di quel libro\, ma sono felice di averne inconsciamente ricalcato il titolo in virtù di una curiosa coincidenza astrale».
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