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SUMMARY:Teatro San Ferdinando : USCITA DI EMERGENZA
DESCRIPTION:Uscita di emergenza è uno di quei classici che è sempre bello ritrovare in un nuovo allestimento\, con una nuova lettura e nuovi attori. Il testo è connotato da una forte attualità\, non solo per la cronaca legata a quel terremoto che condiziona\, oggi come ieri\, i due protagonisti nella loro condizione di instabilità e isolamento\, ma anche per quella precarietà che sta alla base della storia: precarietà che oggi avvolge il mondo devastato da guerre e disagi\, da squilibri e disumanità\, un mondo che si muove tra terremoti di ogni genere. Scrive Scuderi nelle sue note: «La scrittura di Santanelli mi ha colpito per il suo stile diretto e poetico al tempo stesso\, e per la grande ironia che pervade tutti i suoi testi. Manlio Santanelli è un autore moderno\, dinamico\, vivace; un autore che\, pur attingendo alla grande tradizione teatrale della sua città\, guarda alla drammaturgia contemporanea europea. Uscita di emergenza è una di quelle commedie perfette\, nella struttura\, nel ritmo\, nella comicità\, e anche nella sua densità. Santanelli riesce a trovare un incredibile equilibrio tra ironia e riflessione\, tra gioco interpretativo e drammaturgia. E proprio nel modo in cui quell’incertezza e quella precarietà esistenziale vengono esorcizzate con l’ironia dall’autore sta la natura più profonda\, più attuale e interessante del testo». Per questo viaggio nella scrittura di Santanelli il regista ha pensato a due speciali compagni: Vincenzo Ferrera e Nando Paone. Sono due attori che si muovono con grande disinvoltura tra commedia e dramma\, tra comicità e poesia. “Pacebbene” manterrà la sua forte identità napoletana\, immaginata nella scrittura dall’autore\, mentre “Cirillo” sarà ripensato siciliano\, in quel gemellaggio poetico tra queste due culture così vicine\, che tanta passione ha sempre generato. Le musiche originali di Roy Paci\, con la sua tromba\, saranno un terzo personaggio invisibile che ci accompagnerà dentro la tensione drammaturgica\, contrappuntando l’ironia del testo. «Infine»\, conclude il regista\, «una dedica speciale voglio fare\, avvicinandomi a questo testo\, ad una carissima amica\, una guida\, una donna che il teatro lo ha davvero amato tanto\, una donna forte e coraggiosa che produsse con la sua compagnia proprio quella prima edizione del 1980: Melina Balsamo».
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SUMMARY:Teatro Totò: I DITELO VOI - Dirotta sul nulla
DESCRIPTION:Mimmo\, Lello e Francesco\, tre sconosciuti costretti a condividere la stessa camera d’ospedale\, stringono un’improbabile amicizia durante la lunga degenza. \nQuando finalmente vengono dimessi\, uno di loro propone un’idea folle: perché non festeggiare la nuova vita con un indimenticabile viaggio esotico? \nL’avventura\, però\, prende una piega inaspettata quando l’aereo su cui viaggiano precipita in mezzo all’oceano e si ritrovano unici superstiti su un’isola deserta. \nTra ossessioni bizzarre\, trovate geniali e segreti inconfessabili\, i tre compagni di sventura saranno costretti a convivere e sopravvivere in un ambiente sempre più ostile. \nRiusciranno a essere messi in salvo o resteranno per sempre abbandonati al loro destino?
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SUMMARY:Teatro Augusteo : Brunori sas
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SUMMARY:Piccolo Bellini : Fratellina
DESCRIPTION:“Fratellina” è un testo che racconta una realtà che sta capitolando sotto i colpi drammatici del nostro tempo\, che sembra aver completamente dimenticato i veri valori dell’umanità.\nNella scena composta da due grandi letti a castello Nic e Nac\, una mattina\, al risveglio\, sperano di vivere in una nuova realtà\, in una realtà diversa\, dove tutte le cose dimenticate si possono di nuovo ritrovare.\nIl desiderio di Nic e Nac\, di scoprire un’altra realtà che va oltre i confini visibili della scena\, si concretizza con l’apparizione del Fratellino e della Sorellina\, due personaggi che con i loro dialoghi mescolano ilarità e paradosso\, denuncia e sconforto.\nLa sofferenza\, lo stato d’ansia e il sentimento di delusione\, dei quattro protagonisti di “Fratellina”\, lasciano spesso spazio al sorriso e all’ironia.\nL’atmosfera lieve e giocosa dell’opera\, nasce dalla musicalità dei dialoghi\, dal ritmo\, dalle ripetizioni delle parole\, dalle attese e dall’ascolto del silenzio.
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SUMMARY:Ridotto del Mercadante : QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE
DESCRIPTION:Progetto vincitore della 4ª edizione del Premio Leo de Berardinis under 35.\nFlavio Capuzzo Dolcetta nelle sue note di regia\, scrive: «Lessi per la prima volta questo romanzo poco conosciuto di Luigi Pirandello nel 2015 e\, nonostante la prima fatica nell’affrontarlo\, mi sembrò da subito possedesse un potenziale per la scena. La trama è apparentemente semplice: un operatore cinematografico\, nell’epoca dell’avvento del Cinema Muto\, redige un insieme di quaderni in cui riflette ed elucubra sul suo lavoro mentre alcune importanti figure del suo passato si ripresentano davanti a lui a e alla sua macchina costringendolo a un difficile confronto (si pensi che Walter Benjamin citò il romanzo come principale fonte d’ispirazione per il suo saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica). L’atmosfera\, lo sguardo di Pirandello sulla nuova macchina cinematografica\, l’intrigo\, la scrittura in forma di diario\, insomma tutto l’insieme mi sembrò perfetto per un adattamento scenico\, eppure c’era qualcosa che non mi convinceva fino in fondo\, come non fosse il tempo giusto. Rileggendo recentemente il romanzo\, mi sono reso conto che ciò che nel 2016 mi sembrava invecchiato male\, polveroso o fuori tempo\, nel 2025\, a 100anni dalla prima pubblicazione\, risplende di un’incredibile lucidità e forza\, tanto da meritare la stesura di un adattamento pienamente fedele allo spirito con cui l’autore siciliano concepì e stese per la prima volta il suo romanzo\, ma che cerca poi di proseguire a passi autonomi seguendo i suoi spunti e accogliendo la sfida lanciataci. Pirandello decide di esporsi con sguardo ambiguo sull’innovazione della macchina cinematografica\, consegnandoci un’opera dai tratti incoerenti\, facendo inoltre\, io credo\, un coraggioso tentativo nel giudicare\, sul nascere\, quella nuova forma d’arte. Ed è proprio dove Pirandello si lancia a scommettere sul futuro della macchina e del suo rapporto con l’uomo e con la scrittura (anche sbagliando clamorosamente!) che il romanzo risulta significativo per la messa in scena.\nNe viene fuori un Pirandello inquieto che avverte la possibilità del tramonto della letteratura\, della drammaturgia teatrale\, della scrittura in sé: il timore di fronte a un mostro nascente che prospetta la spietata osservazione della vita come mai vista fino ad allora\, ovvero riprodotta su uno schermo.»
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