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Galleria Toledo : Edipo Re

6 Marzo - 8 Marzo

Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni, il pubblico, da quello spazio industriale, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi!

Poi ci fu una violenta frattura: la tragica morte di Franco Belli che aveva sempre interpretato il Coro, con una forza e una eleganza strazianti, fino all’ultimo, fino a pochi giorni prima di morire.

 

Per tre anni quindi non abbiamo più voluto nemmeno nominare Edipo.

 

Nel 2015 Federico Condello ci propose di rimetterlo in scena in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna per il ciclo La Permanenza del Classico, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati.

 

Pensammo a lungo e fummo ricatturati da Sofocle. Ma capimmo che avremmo dovuto ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa. Eliminammo il Coro e decidemmo di fare tutto in due: doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità.

 

Come lavorare su un personaggio come Edipo, vittima e colpevole allo stesso tempo e come rappresentare tutta la complessità dei vari personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo?

 

Non è semplice pensare Edipo Re di Sofocle come un dialogo: chi è il protagonista lo sappiamo fin dall’inizio.

Ma chi è questa deuteragonista Sfinge/Tiresia/Giocasta/Messaggero/Pastore che tenta di sviarlo dalla verità pur dicendola chiaramente, che sembra l’artefice del suo destino, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto, a percorrere ancora mille volte sempre la stessa strada e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non si può uscire? È forse lei la responsabile di tutto?

 

Per noi l’importante è non rispondere a questa domanda, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente, come una lotta tra i saperi.

 

Sprofondiamo insieme a questi personaggi nel dolore dell’abbandono, della solitudine e dell’omicidio, nella paura di non essere ciò che abbiamo sempre pensato di essere e nell’orrore dell’agnizione della realtà, per poi scoprire, all’ultimo, che è proprio la pietà ad aver condannato Edipo a soffrire ciò che sta soffrendo. La compassione del Pastore che lo ha salvato è la causa del suo male, l’ultimo frammento mancante. Non c’è più speranza, il mosaico è completo.

 

Da questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini.

 

In questa Y di legno, quasi un cromosoma di luce, abbiamo disegnato uno spazio sospeso indefinito o iperdefinito, un passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante, dall’ignoranza verso il sapere.

 

Così è nato questo nuovo Edipo, tragedia immensa e immensamente bella. La storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino.

 

Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

Dettagli

Inizio:
6 Marzo
Fine:
8 Marzo
Tag Evento:

Luogo

galleria Toledo

Organizzatore

galleria toledo
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