Semele. La verità è un fuoco

RECENSIONE – Semele brucia. Semele è carne. Semele è fuoco. Semele è dannata libertà di coscienza, incontenibile desiderio di conoscenza, il mito ancestrale dell’umano che sfida il divino, un umano che qui è donna e, allo stesso tempo, costituisce distruzione e genesi.

 

È questo il nucleo profondo e intenso di Semele. La verità è un fuoco di Rosario Sparno, primo dei sei movimenti di Ecstatic Pompeii. I misteri di Dionysos, la rassegna estiva che dal 28 agosto al 26 settembre ha luogo, in occasione delle aperture serali, presso il Parco archeologico di Pompei e i siti della Grande Pompei.

Il progetto  nasce nel segno di Dioniso e  trae nuova materia proprio da Pompei e dalla recente scoperta, nella Regio IX, della Casa del Tiaso e della sua megalografia dionisiaca. Il teatro  riporta quindi il mito nei luoghi nei quali quel dio ‘straniero’ e ambiguo fu  venerato e rappresentato.

 

Non è casuale, allora, che il primo movimento appartenga proprio a Semele. Ingannata da Era, Semele pretende da Zeus la prova estrema: vuole che l’amante le si mostri per ciò che realmente è. Non le basta credere. Vuole vedere. E proprio questo desiderio di conoscenza la condanna: nessun corpo umano può sostenere la visione del dio.

 

Semele brucia e, bruciando, genera.

 

Dalla distruzione della donna sopravvive Dioniso, sottratto alla morte e destinato a essere dio della metamorfosi, dell’ebbrezza, dello sconfinamento. La tragedia individuale diventa così principio di una genealogia divina e, insieme, la prima manifestazione di quella contraddizione che attraverserà l’intero universo dionisiaco: perdere se stessi per oltrepassare il limite.

 

Accolti nel giardino della Villa dei Misteri, dopo aver attraversato le stanze affrescate, gli spettatori sono introdotti al ‘mistero’ attraverso un altro canale, quello sensoriale. Il passaggio dall’immagine al suono è immediato: una musica techno-pop traduce in linguaggio contemporaneo l’eco del canto dionisiaco. Il tappeto sonoro curato da Massimo Cordovani e tessuto dalla voce di Costanza Cutaia costruisce progressivamente uno spazio altro, sospeso tra evocazione e rito.

 

Poi appare Semele.

 

Vive la sofferenza, invoca il dio, ma non si sottrae al proprio destino. Il dramma dell’aspirazione all’infinito, dell’umano che pretende di misurarsi con l’incommensurabile, prende corpo con forza e sensibilità nell’interpretazione di Loredana Piedimonte, in un’atmosfera densa e drammatica, a tratti rarefatta dalla musica.

 

Semele vuole vedere. Vuole conoscere. Fino alle estreme conseguenze.

 

Rosario Sparno, autore e regista, entra nel testo antico con lo sguardo colto e raffinato di chi sa interpretare il mito senza sentirsi obbligato ad illustrarlo. I modelli tragici, Euripide in primis, diventano materia viva, attraversata da inquietudini contemporanee: la ricerca della verità, il desiderio, il limite, l’identità, il rapporto con ciò che sfugge alla ragione.

 

A sottolineare la presenza scenica degli interpreti sono  i costumi di Filippo Giorgi per Sanctamuerte, brand toscano che porta nel teatro abiti delle proprie collezioni senza trasformarli in tradizionali costumi di scena. Ne deriva un’immagine sottratta a qualsiasi precisa collocazione temporale: materia, stratificazioni, superfici irregolari sembrano appartenere piuttosto a una dimensione arcaica. Hanno il sapore della terra e del fuoco, gli stessi elementi tra i quali sembra consumarsi il destino di Semele.

 

Ma il fuoco di Semele è soltanto l’inizio. Ecstatic Pompeii prosegue nelle prossime settimane seguendo le diverse incarnazioni dell’universo dionisiaco: Dioniso straniero, Penteo, Tiresia, ancora Dioniso nella sua duplicità di luce e ombra, fino ai frammenti del contagio.

Personaggi e voci che torneranno ad abitare, ogni venerdì e sabato fino al 26 settembre, i luoghi della Grande Pompei.

Il prossimo incontro è con Dionysos / Lo straniero, il 4 settembre al Museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana e il 5 settembre alla Villa dei Misteri. Un altro movimento, un’altra voce. Il mistero continua.

Semele. La verità è un fuoco

testo e regia di Rosario Sparno

con Loredana Piedimonte e Costanza Cutaia

musiche di Massimo Cordovani

costumi di Filippo Giorgi per Sanctamuerte

 

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