RECENSIONE – Diciamoci la verità: a volte andare a teatro fa paura. C’è sempre il rischio di trovarsi davanti a spettacoli noiosi, pieni di metafore comprensibili solo a chi ha tre lauree.
Poi però capiti alla Galleria Toledo, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, e ti scontri con “I topi. Non li possiamo nemmeno vedere” (progetto Under 35 guidato da Stefano Ghidetti). E capisci che il teatro può ancora darti un pugno nello stomaco e farti uscire dalla sala completamente cambiato. Non aspettatevi la classica commedia con una storia dall’inizio alla fine. Qui si parla di qualcosa che viviamo tutti i giorni nelle nostre città: il caos, la convivenza forzata con la natura (e con gli animali), ma soprattutto quel senso di isolamento pazzesco che ci prende anche se siamo costantemente circondati da persone. Il fulcro di tutto sono i tre bravissimi ballerini sul palco (Andrea Filidei, Tavishi Pownikar, Marta Santi). Mentre una voce racconta e provoca, loro si muovono, si incastrano, si scontrano e sembrano quasi “disintegrarsi” davanti ai nostri occhi. È una danza potente, a tratti ipnotica, che racconta perfettamente l’ansia e l’immobilità della nostra generazione. Ad amplificare tutto c’è una colonna sonora elettronica e acida curata da Michele Papa. Non è una semplice musica di sottofondo: le casse spingono forte, i bassi ti vibrano nel petto e creano un’atmosfera da club sotterraneo che ti cattura fin dai primi minuti. Questo spettacolo non vuole coccolare lo spettatore. Vuole dare fastidio, vuole scuotere. Usa la danza moderna e la musica techno per costringerci a guardarci dentro. Certo, è uno spettacolo spigoloso, a tratti difficile da mandare giù. Ma i ragazzi Under 35 devono fare esattamente questo: rischiare, urlare, fare rumore. Quando si riaccendono le luci in sala alla Galleria Toledo, in questa serata del 24 maggio, l’impressione è forte. La domanda che ti resta dentro è semplice ma spietata: in questa giungla urbana dove “i topi non li possiamo nemmeno vedere”, non è che i veri prigionieri siamo diventati noi? Se cercate un teatro vivo, moderno e che parla la lingua dei nostri giorni, questo è lo spettacolo da non perdere. P.s. Portate con voi un bel paio di occhiali da sole, potrebbero servire a metà spettacolo. Non dico altro.














