“Tutto Skakespeare minuto per minuto” al teatro Piccolo Bellini

NAPOLI – “Tutto Skakespeare minuto per minuto” al teatro Piccolo Bellini, dal 26 al 31 maggio, uno spettacolo di Archè Teatro, liberamente ispirato a The complete works of William Shakespeare di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield, testo e regia Andrea Cioffi

PH-Stefano-Carannante



con Mario Cangiano, Andrea Cioffi, Sara Guardascione, Davide Mazzella, Simone Mazzella, aiuto regia Ilaria Fierro, produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

 
Cinque attori sono in scena con un’unica, bislacca missione: rappresentare tutto il repertorio di  William Shakespeare in meno di un’ora e mezza.
Unico ostacolo a questa impresa, loro stessi: i loro egocentrismi, l’approccio diverso al teatro per  ciascuno di loro, l’ignoranza e la presunzione mineranno, minuto dopo minuto, la riuscita di questo  esperimento.
O no?
Tra citazioni semi-colte, gag improbabili e dialoghi surreali, la compagnia di scalmanati attori darà  vita ad un vero e proprio gioco con il pubblico in quello che è, a tutti gli effetti, un atto di amore  verso William Shakespeare.

NOTE DI REGIA
“Il fine ultimo del teatro è, ed è sempre stato, quello di porre, per così dire, uno specchio alla  natura”. Nel 1642, dopo la peste, a causa dei Puritani, il teatro diventò illegale. Eppure non svanì.
Senza un palcoscenico, senza costumi o oggetti di scena, qualcuno fece del continuare a recitare  e di mantenere in vita il teatro di Shakespeare la propria missione.
Un manipolo di attori disperati, probabilmente cani, sicuramente analfabeti, decisero di  mettere insieme scene shakespeariane ricordate a metà e strani intermezzi medievali,  immergendoli nel sesso, nella violenza e nell’umorismo osceno e non intellettuale, pronti a  scappare, a bordo del loro carretto, prima di essere presi dalle guardie. Fu così che nacque uno  strano e pericoloso nuovo tipo di teatro illegale: Il Droll.
Quasi quattrocento anni dopo, siamo punto e a capo.
Abbiamo avuto la peste e ora viviamo in un momento in cui ci prendiamo troppo sul serio. Il teatro, il cui scopo dovrebbe essere quello di porre al centro il pubblico, senza il quale quest’arte  non avrebbe senso di esistere, troppo spesso si riduce ad un’arte di nicchia, elitaria. Abbiamo pensato, perciò, di lavorare su uno spettacolo che contemporaneamente omaggiasse il  fenomeno del Droll e prendesse in giro la nostra categoria: i teatranti. Ciascuno dei personaggi in  scena rappresenta una categoria di attore, portata naturalmente all’estremo, finanche al grottesco.  Le loro dinamiche virano verso la reciproca mal sopportazione eppure sono tutti legati da questa  potentissima magia che è il teatro.
Abbiamo giocato con pregiudizi e luoghi comuni, abbiamo infarcito i momenti più densi di canzoni  pop e riconoscibili, abbiamo giocato tra di noi e col pubblico.
Abbiamo giocato.
E non è, forse, questo, il teatro? Il gioco più bello del mondo?

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