Villa di Donato e Maggio dei Monumenti, il programma della III Municipalità

NAPOLIVilla di Donato è felice di annunciare un’iniziativa studiata per la Municipalità 3 I toni aerei del bianco della III Municipalità, dal 9 al 29 maggio 2026

Un’onda che per due settimane contagerà alcuni tra i luoghi più importanti dell’area, con un calendario ricco di appuntamenti – performance teatrali, visite guidate seguite da momenti musicali, una mostra, laboratori-, tutte con ingresso gratuito
Il progetto, organizzato da Villa di Donato e promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026 – “Ebbra di luce, folle di colori”, accende i riflettori su un’area ricca di parchi e giardini, siti monumentali laici e religiosi, storicamente considerata il rifugio dell’aristocrazia borbonica, con l’obiettivo di abbattere barriere architettoniche e sociali attraverso il tema conduttore del bianco e dell’aria.
 
Con Villa di Donato – dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – la Municipalità 3 diventa protagonista di un progetto che celebra l’aria come anima della città. Quest’iniziativa è un tassello importante di un grande mosaico, il Maggio dei Monumenti, pensato per diffondere gli eventi in ogni Municipalità, trasformandosi così in un Festival della Cultura della città di Napoli. Attraverso la rassegna, tra concerti, laboratori, mostre e percorsi guidati, valorizziamo il nostro patrimonio, rendendo l’arte un bene che connette tutto il territorio in un unico orizzonte di bellezza”.
Sono felice che Villa di Donato abbia, per la prima volta, un ruolo così significativo, aggregatore e amplificatore, all’interno di Maggio dei Monumenti”, afferma la professoressa Patrizia de Mennato, padrona di casa di Villa di Donato. “Un onore far parte di uno degli appuntamenti più attesi in città, soprattutto in quest’edizione che si preannuncia un’esplosione di colori: ‘Ebbra di luce, folle di colori’. Nel redigere questo progetto, all’interno delle linee guida date, abbiamo ricercato uno spessore culturale che potesse attrarre fasce diverse di pubblico e fosse, anche nella sua complessità, accessibile, stimolante, composito, con quante più possibili esperienze artistiche immersive, dalla contemplazione dei Tableaux vivants e della mostra di Vittoria Laboccetta, composta da dieci tele, che raccontano i luoghi simbolo della Municipalità 3, ai laboratori dove i partecipanti costruiranno materialmente le loro opere, attraverso un processo di ricostruzione storica e tecnica. Ma ancora le visite guidate, che porteranno a Villa Il Capriccio, a Casa Caccioppoli (Palazzo Russo, Dogana della Gabelle) e ancora a Villa De Luca (Villa Campisi, epigrafe del Garittone, Parco urbano “Il Capriccio”). Il colore assegnato e fil rouge di ogni sezione, contaminazione, legame è il bianco, che abbiamo cercato di rendere fulgido e brillante, valorizzandone ogni nuance architettonica, storica, artistica, letteraria, musicale in narrazioni, sovente interdisciplinari, che speriamo possano portarvi a scoprire luoghi di questa municipalità non ancora noti”.
 
Ebbra di luce, folle di colori, l’edizione 2026 di Maggio dei Monumenti, attraverserà la storia e la creatività napoletana mettendo al centro la bellezza visiva e la vitalità cromatica dei luoghi simbolo del territorio.
Questo progetto per la prima volta riunisce realtà estremamente eterogenee, confinanti tra loro, tutte all’interno della III Municipalità, tutte con un enorme bagaglio storico e artistico secolare; differiscono per il contesto urbano e per struttura (villa antica vs struttura scolastica, istituzione laica vsreligiosa, contesto antico vs moderno), target di età (over 65 vs età scolare), in un progetto complessivo (articolato sul tema BIANCO – ARIA), che, per le iniziative programmate (mostra, spettacolo-performance teatrale, spettacoli musicali, visite, laboratori) intende abbattere barriere, intellettuali o fisiche, di status sociale, ideologiche o architettoniche.
I percorsi artistici, musicali e didattici studiati legano : Villa di Donato, Via Macedonia, 12 -80137 Napoli; Chiostro della Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, via Fuori Porta San Gennaro 15 – 80137 Napoli; Centro Polifunzionale Villa Capriccio, Parco in Napoli- ; Istituto Istruzione Superiore Statale ‘Giovanni Caselli’, Scuola superiore in Napoli, 7, Parco di Capodimonte Napoli.
Dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, nel Rione Sanità, a Villa di Donato, nel quartiere di Sant’Eframo, dall’Istituto Superiore Polo delle Arti Caselli Palizzi in Capodimonte a Villa Capriccio (sede della III Municipalità), il progetto diversifica scenari e fruitori; tutte le realtà coinvolte, spiccheranno in una luce fulgida e bianca, ad illuminare la scena di Napoli e ad accendere i riflettori su un’area sovente trascurata, considerata periferica (‘oltre i Musei’), in realtà rifugio, fin dai primi del ‘700, della corte e dei ministri borbonici: luogo strategico (non troppo distante dai centri del potere), ed ancora per la bellezza ed il trionfo dei giardini privati, dei parchi e degli orti botanici, per l’arte e l’artigianato, per l’otium che vi si poteva praticare. Tutto questo sancisce la forte personalità di una zona che ha saputo nei secoli accogliere diverse anime, forgiando un’identità territoriale, che si staglia in una Napoli ancora più fulgida e radiosa da un punto di vista artistico e narrativo.
Appuntamenti in calendario in ordine di programmazione
 
LABORATORI
Bianco aereo – La traccia dell’invisibile
a cura di Christian Leperino
un workshop sul gesso e sulla tecnica del calco, focalizzato sulla figura del putto barocco come indagine della forma che emerge dal vuoto.
9, 10 e 16 maggio (ore 10:00)
Chiostro della Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini
(Via Fuori Porta San Gennaro, 15 – 80137 Napoli)
Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: smmavemisericordiella@gmail.com 
 
1. Introduzione e Genesi (I giornata)
• Accoglienza nel Chiostro: Christian Leperino introduce il progetto parlando della storia della Misericordiella e del suo legame con il concetto di “misericordia” e “cura”.
• Analisi del Putto Barocco:
• La materia
2. L’Arte del Calco: La Tecnica Tradizionale (II giornata)
I partecipanti lavoreranno a stretto contatto con l’artista per preparare le matrici.
• La preparazione
• Il gesto antico
• Colata collettiva
3. La Rivelazione: Formatura e Rifinitura (III giornata)
• L’Apertura delle forme: il momento magico in cui il calco viene aperto e il putto “nasce”.
• Rifinitura a mano
• Installazione temporanea
Materiali e Strumenti
• Gesso Alabastrino o Scagliola
• Matrici in gomma siliconica o gesso: pre-preparate dall’artista per garantire la qualità del dettaglio barocco.
• Strumenti d’epoca: spatole in metallo, pennelli in setola naturale, spugne di mare.
Valore dell’Esperienza
I partecipanti non porteranno a casa solo un oggetto, ma la consapevolezza di aver partecipato a un processo di archeologia dell’anima. Sotto la guida di Leperino, il calco del putto diventa una riflessione sulla fragilità umana e sulla bellezza che sopravvive al tempo.
 
MOSTRA
Bianco d’ariaUna costellazione affettiva della Terza Municipalità
un’installazione dell’artista Vittoria Laboccetta, composta da dieci tele che raccontano i luoghi simbolo della Municipalità attraverso il colore bianco.
dal 11 al 29 maggio
(inaugurazione alle ore 15:00; visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 08:00 alle ore 15:00)
Istituto Istruzione Superiore Statale “Giovanni Caselli” (Parco di Capodimonte – 80131 Napoli)
Prenotazione obbligatoria.
Concept: Bianco – Aria Bianco d’aria: una costellazione affettiva è un’installazione site specific che restituisce la III Municipalità di Napoli come corpo attraversato da relazioni. L’opera si compone di dieci tele interconnesse: una tela principale di grande formato e nove tele rotonde “satellite”, concepite come zoom su luoghi-simbolo, storici e contemporanei. Il tema del bando, declinato per la III Municipalità in bianco e aria, attraversa l’intero progetto come una grammatica materiale e ideale, da ieri all’oggi e fino ai margini della municipalità stessa. Il bianco è fondale: è caolino, calce, polvere, porcellana – materia viva che si deposita, vela, stratifica.
Tela madre: usa una cartografia come base “oggettiva” dell’intera Municipalità; l’opera fa emergere ciò che la carta non mostra: relazioni, soglie, fratture e prossimità. I chiodi di tenuta segneranno i luoghi che reggono vita e immaginario del quartiere raffigurati nelle tele satelliti.
Tele Satelliti:
1. Istituto Caselli, Museo e Real Bosco di Capodimonte L’Istituto delle porcellane di Capodimonte
2. Villa e Parco “Il Capriccio” (Rione Lieti).
3. Villa di Donato (Sant’Eframo Vecchio).
4. Chiesa di Santa Maria della Stella (Stella) Chiesa storica che nomina la Municipalità.
5. Real Albergo dei Poveri / Palazzo Fuga (Arenaccia)
6. Catacombe di San Gennaro (Sanità).
7. La Guglia dell’Immacolata (Materdei).
8. Vallone San Rocco (Colli Aminei / San Rocco).
9. Chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci (San Carlo all’Arena).
SPETTACOLI
L’aereo tempio del tempo bianco
performance di Tableaux vivants
a cura di Ludovica Rambelli Teatro, per la regia di Dora De Maio:
i corpi in movimento dei protagonisti riattivano la memoria delle opere della Collezione Farnese.
17 maggio (ore 16:00, ore 17:00 e ore 18:00)
Villa Di Donato (Piazza Sant’Eframo Vecchio – 80137 Napoli)
Prenotazione obbligatoria
Il percorso prende avvio dalle statue singole, figure isolate che emergono nel silenzio come presenze assolute: corpi eroici o divini colti nella loro tensione interiore, nella perfezione formale e nella fragilità umana che li attraversa. Si passa poi a coppie statuarie e progressivamente, la composizione si apre ai grandi gruppi statuari, includendo anche quelli di epoca barocca, dove la relazione tra i corpi genera dinamiche di conflitto, abbraccio e dramma, e la scena si anima di un movimento trattenuto, corale. Il cammino performativo culmina nel confronto con il Toro Farnese, inteso non solo come capolavoro scultoreo ma come massa narrativa e simbolica: un unico grande blocco di corpi intrecciati, forze opposte e tensioni estreme. In un tempo sospeso tra immobilità e impercettibile movimento, i tableaux vivants evocano la nascita della statua, il suo sguardo eterno, la fragilità nascosta sotto la perfezione classica. Luci, silenzi e micro-azioni costruiscono una drammaturgia visiva essenziale, in cui il corpo contemporaneo dialoga con l’antico senza imitarlo, ma ascoltandone il peso, la ferita, la forza. Laperformance diventa così un rito laico di riattivazione della memoria: le statue della Collezione Farnese non sono più reliquie del passato, ma presenze vive che interrogano il presente, trasformando lo spazio museale in un luogo di incontro tra storia, teatro e sguardo umano.
VISITE GUIDATE
L’aria di Capodimonte – Il bianco di porcellane, ville e musica
Itinerario alla scoperta del Rione Lieti, delle trasformazioni urbanistiche settecentesche e del legame con la porcellana. a
a cura di Rossana Di Poce e Pamela Palomba
con esibizione di Aurora Giglio e Vittorio Cataldi
17, 23 e 24 maggio (ore 09:30 e ore 11:30)
Punto di partenza: Villa Il Capriccio (Via Lieti, 96 – 80131 Napoli)
Prenotazione obbligatoria.
 
Itinerario: L’aria di Capodimonte: il codice bianco di porcellane, ville e musica 
L’itinerario conduce alla scoperta del Rione Lieti e dei suoi confini, attraverso le trasformazioni urbanistiche e sociali dall’epoca della bianca e aerea porcellana, come simbolo dell’aristocrazia settecentesca e delle sue tenute di campagna, ai cambiamenti successivi tra l’area del Garittone(strada borbonica di Santa Maria a Cubito-Mondragone) e l’evoluzione di numerose ville storiche, tra cui “Il Capriccio” sede della Terza Municipalità. Attraverseremo la luce bianco-neutra dell’analisi matematica che scompone lo spettro visibile dei numeri, il cui genio napoletano è Renato Caccioppoli, nato da una famosa e rivoluzionaria famiglia nella tenuta al limite di via Vecchia San Rocco. Con l’arrivo a Capodimonte dei Bonaparte, e specialmente di Carolina, terreni e proprietà circostanti il Bosco vengono riassegnati ai fedelissimi della nuova corte. Le ville rurali e le case coloniche iniziano a trasformarsi in casini e palazzi urbani ridisegnando il rapporto col paesaggio: l’aria buona e leggera delle colline a due passi da quella che fu l’eterea Real Fabbrica di Porcellane, poi Ferdinandea. Concluderemo il viaggio con l’aereo codice segreto della musica tradizionale, la Parlesia, fantasma bianco pieno di pregiudizi di una realtà popolare di gavottisti e posteggiatori che gli studi linguistici e sociologici più recenti, riconducono alla sfera culturale della musica napoletana dall’epoca Liberty a Pino Daniele.
 
Per informazioni: 345.7069148 | prenotazioni@villadidonato.it

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