Spettacolo acuto ed esilarante, la performance di Giobbe Covatta sul palco del teatro Bolivar

RECENSIONE – Spettacolo acuto ed esilarante, la performance di Giobbe Covatta sul palco del teatro Bolivar, storie tra il reale e l’immaginario, una partita che si gioca tra monologhi evoluzionisti e creazionisti, atti a dimostrare un’ipotesi: la superiorità della donna rispetto all’uomo.

Il fine potrebbe essere banale e scontato per alcuni o difficilmente raggiungibile per molti ma con la sua immensa cultura e il suo innato carisma il comico riesce con battute semplici e allo stesso tempo molto attuali a coinvolgere gli spettatori in un ragionamento logico e metafisico. Risate ed applausi si alternano a momenti di riflessione su temi di attualità in un equilibrio magico; uno spettacolo che non annoia mai, anzi diverte e non banalizza ripercorrendo la storia dell’origine dell’uomo. La storia ha inizio dall’ordine dell’universo diversi miliardi di anni fa e ripercorre secondo le due principali correnti di pensiero, la teoria evoluzionista prima, e quella creazionista poi, la comparsa di tutti gli esseri viventi e non sul
pianeta terra. Dai primi reperti ritrovati che testimoniano la presenza di uomo e donna sulla terra il comico ci fa riflettere di come in realtà i nostri comportamenti si discostino ben poco da quelli dei nostri antenati e come il genere sia determinante nelle scelte e nella comprensione di ciò che ci circonda. Geniale inoltre il cambio di prospettiva nel parlare attraverso la voce di Dio. Essenziale la scena studiata in modo da consentire allo spettatore di seguire tutti ragionamenti senza distrazioni. Lo spettacolo si conclude sulle note di no woman no cry e ancora una volta ci lascia con la certezza della tesi dimostrata ma con
tantissimi interrogativi sulle sfide che il genere umano dovrà affrontare nei prossimi secoli.

 

 

 

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