NAPOLI – A Villa di Donato, Sabato 21 marzo, jazz rivivono in un’interpretazione rara ed originale grazie a: Giuseppe Nova, flauto, Giorgio Boffa, contrabbasso, Giovanni Scotta, pianoforte, all’interno della rassegna UNICI – IncontrarsINvilla
Sabato 21 marzo, alle ore 20.30, all’interno della rassegna UNICI – IncontrarsINvilla #santeframojazzclub -una rassegna fortemente voluta dalla padrona di casa ed anfitrione Patrizia de Mennato e attesa dagli habitués e da ospiti provenienti da tutta la Regione Campania- il calendario degli appuntamenti presenta Bach in jazz, ovvero, Jazz in Brandeburg & friends, Bach, Bolling, Bernstein, a cura di Giuseppe Nova, flauto, Giorgio Boffa, contrabbasso, Giovanni Scotta, pianoforte.
I Concerti Brandeburghesi già apparvero ‘pop’ nel 1721 (anno della prima esecuzione, avvenuta dopo una gestazione iniziata nel 1717); risuonarono immediatamente come un‘innovazione rock, per l’imponenza, la maestosità e la forza di architetture sonore estremamente complesse, che Johann Sebastian Bach volle dedicare, durante il suo soggiorno presso il Ducato di Sassionia, al Principe di Brandeburgo, Cristiano Ludovico di Brandeburgo-Schwedt, amante della musica, devoto ammiratore di Bach.
Il manoscritto dei Concerti Brandeburghesi venne successivamente reso pubblico nel 1850, al ricorrere del centesimo anniversario dalla morte dell’autore (1685 – 1750).
Bach era pienamente consapevole dell’estrema difficoltà insita nella partitura, per l’epoca originale e rara, ma impervia e poco accessibile, avrebbe infatti richiesto alle corti dell’epoca un organico non sempre disponibile.
Il concerto Jazz in Brandeburg & friends, Bach, Bolling, Bernstein abbina ai Concerti Brandeburghesi del genio di Lipsia la rivisitazione di brani di altri autori novecenteschi, che seppero, come Bach, cristallizzare l’essenza del Barocco in una sintesi fuori dal tempo, con accenti e dinamiche nuove, non solo per ritmi e una visione fusion, ma soprattutto per una profonda tensione alla sperimentazione e all’innovazione: il francese Claude Bolling (1930 – 2020) e lo statunitense Leonard Bernstein (1918 – 1990).
Dal 1975, anno in cui apparve la sua Suite n.1 per flauto e jazz piano trio , la musica del compositore francese Claude Bolling si affermò in maniera dirompente sulle scene internazionali: lo stupore e la meraviglia, la giustapposizione tra classico e jazz, antesignana del crossover, l’alternanza di atmosfere barocche e improvvisazioni, hanno fin da subito catturato il consenso del pubblico e l’ammirazione di famosi interpreti dedicatari delle sue famose Suite strumentali: da Jean-Pierre Rampal a Stephane Grappelli, da Mstislav Rostropovič a Maurice André. Su queste vicende musicali si innesta, a precedere e a seguire, l’esito delle ricerche di Giovanni Scotta: I Concerti brandeburghesi, oltre ad altri celebri composizioni bachiane, come la Badinerie dalla seconda Suite per flauto e orchestra, hanno successivamente costituito il canovaccio principale, per una trama ricca di spunti ed echi inattesi.
Conclude il programma Leonard Bernstein, di cui, sempre attraverso una rielaborazione di Giovanni Scotta, vengono proposte sequenze tratte dal suo musical più celebre: West Side Story.
Bach, Bolling e Bernstein seppero essere, ciascuno in modo diverso, pop, rock e jazz, e, con una forza dirompente, contagiare ammiratori e seguaci; Giuseppe Nova, flauto, Giorgio Boffa, contrabbasso, Giovanni Scotta, pianoforte, hanno saputo cogliere e rielaborare il loro esprit créatif, proponendo una sintesi, in chiave jazz, assolutamente travolgente ed originale.

Programma
Claude Bolling (1930 – 2020)
Suite n.1 per flauto e jazz piano trio (1973)
Baroque and BlueSentimentale
Veloce
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Jazz in Brandeburg*:
Dal Concerto Brandeburghese n.1 BWV 1046:
I movimento: Allegro
II movimento: Hispanic
Dal Concerto Brandeburghese n.4 BWV 1049:
I movimento: Jazz Waltz
Dal Concerto Brandeburghese n.5 BWV 1050:
III movimento: Allegro
Dal Concerto Brandeburghese n.2 BWV 1047:
III movimento: Hard Bop
Badinerie & Solfeggietto*
Leonard Bernstein (1918 – 1990)
Fantasia da West Side Story
* Elaborazione di Giovanni Scotta
Brevi Cenni biografici
Giuseppe Nova flauto
Dopo Diplomi in Italia e Francia (Conservatorio Superiore di Lione) alla celebre Scuola di Maxence Larrieu, ha esordito nel 1982 come solista con l’Orchestra Sinfonica della RAI. Di qui l’inizio di una carriera che lo ha portato in Europa, Stati Uniti e America Latina, Asia (Giappone, Cina, Tailandia, Singapore, Corea) esibendosi in celebri sale e festival, tra le altre, Mozarteum di Salisburgo, Goncertgebouw di Amsterdam, Rudolfinum e Smetana Hall di Praga, Franz Liszt Academy Budapest, Tonhalle Grosser Saal di Zurigo, Teatro Filarmonico di Verona, Suntory Hall, Kioi Hall, Hamarikyu Hall di Tokyo, Lotte Concert Hall e Seoul Art Center, Parco della Musica di Roma, Sala Verdi di Milano, Conservatorio di Pechino, Reggia di Caserta, Palazzo Esterházy di Eisenstadt.
Solista con oltre 50 orchestre, tra le altre: Berliner Symphoniker, Orchestra dell’Arena di Verona, Orchestre Royal de Chambre de Wallonie, Sinfonia Rotterdam, Thailand Philharmonic, Orchestra del Teatro Nazionale di Praga, Thüringen Philharmonie Gotha-Eisenach, i Virtuosi di Praga, Orchestre de Cannes Côte d’Azur, Tübinger Kammerorchester, West Bohemian Symphony Orchestra, Moravian Philharmonic Orchestra, Saarbrücken Staatsorchester, Ensemble of Tokyo, I Solisti Aquilani, Orchestra Sinfonica di Sanremo, State Symphony Leningrad, Kazakh Academy of Virtuosi, Orchestra Filarmonica di Torino, è presente nelle giurie dei Concorsi in Europa e Asia. È stato docente di Conservatorio, all’Accademia di Pescara, alla Scuola di Saluzzo, alla Fondazione Arts Academy di Roma, al Conservatorio di Ginevra, Visiting Artist del St. Mary’s College of Maryland, USA, è stato invitato quale Esperto di strumento presso il Conservatori superiori di Losanna e di Lione. Diverse le emissioni radio-televisive (RAI, Radio France, Radio Svizzera Italiana), ha registrato oltre 20 CD, alcuni per Camerata Tokyo, Universal, Curci. Ha ricevuto a Kyoto il Premio per la Musica da Camera, si è esibito per il G20 a Città del Guatemala, gli è stato attribuito a Praga lo European Award for Artistic and Cultural activities e nel 2018 gli è stato conferito il BMIMF Best Artist al Korean Busan Maru Festival.
Giorgio Boffa contrabbasso
Strumentista eclettico, si avvicina da subito allo studio dell’organo presso l’Istituto di Musica Sacra di Alba al quale affianca lo studio amatoriale del sassofono baritono, per poi dedicarsi al basso elettrico e definitivamente al contrabbasso, approfondendo anche il linguaggio jazz. Ottiene la Laurea di II livello con il massimo dei voti, sotto la guida di Stefano Schiavolin e prosegue il perfezionamento con Enzo Benito Ferraris. Partecipa alla Masterclass di Davide Vittone sulla musica barocca. In parallelo alla formazione accademica ha intrapreso una ricerca personale verso percorsi stilistici differenti, il jazz e formule inesplorate di espressioni contemporanee. L’attività concertistica lo porta a collaborare con numerosi artisti tra i quali ricordiamo: Rino Vernizzi, Ezio Bosso, Andrea Bacchetti, Arturo Brachetti, Giorgio Costa, Manuel Zigante, Glauco Bertagnin, Sung Hee Park, Gianni Coscia ed in svariate formazioni cameristiche. Collabora con l’ensemble orchestrale di Alessandria Classica, i Musici di Santa Pelagia (Accademia Montis Regalis), Orchestra Melos esibendosi in Italia, Spagna e Germania. Pubblica due album con il trio gli Archimedi editi da New Model Label come esecutore e curandone gli arrangiamenti. Come compositore ha scritto le musiche per l’album CINE edito da Video Radio 2007 e alcune colonne sonore per documentari. Affianca all’attività classica collaborazioni con artisti come Bosso, Brachetti, Balestrieri, RM. Stern, Dr Levingstone, P. Bonfanti. Di grande interesse la sua partecipazione ai programmi radio/TV: MTV, Roxy bar, Help, Rock TV, oltre a Rai2 e Radio Deejay.
Giovanni Scotta, pianoforte
Intraprende lo studio del pianoforte classico presso il Civico Istituto musicale “L. Rocca” di Alba per poi terminare gli studi musicali presso il Conservatorio di Alessandria, laureandosi nel 2012 con il massimo dei voti e lode. Si dedica poi allo studio della musica Jazz ancora presso il Conservatorio, sotto la guida di Luigi Bonafede, diplomandosi nel 2011, anche in questo caso col massimo dei voti.
Nel 2013 si trasferisce a New York per studiare con Barry Harris, George Cables, Kevin Hays, Kenny Werner. L’intensa attività artistica lo porta ad esibirsi sia in Italia che all’estero (Polonia, Francia, Spagna, USA), in importanti rassegne, tra le quali Berchidda Jazz Festival e Italian Jazz Days (New York), dove ha modo di collaborare con Riccardo Zegna, Simone Monanni, Gianmaria Testa, Andrea Tofanelli, Rudy Migliardi, Claudio Capurro, Luca Santaniello (NY), Larry Schneider (NY), Richie Vitale (NY), Ralph Lalama (NY). Giovanni Scotta insegna pianoforte e pianoforte jazz presso l’Istituto di Musica “Giuseppe Verdi di Asti e l’Istituto Musicale “Lodovico Rocca” di Alba.














