SOLÆ METÀ – di e con Tiziana De Giacomo – Villa di Donato – UNICI – IncontrarsINvilla

NAPOLI – A Villa di Donato, Sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30, in scena SOLÆ METÀ – di e con Tiziana De Giacomo – UNICI – IncontrarsINvilla.

Sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30, all’interno della rassegna UNICI – IncontrarsINvilla, Villa di Donato ospita SOLÆ METÀ. Ironica rinascita dopo un amore narcisista, di e con Tiziana De Giacomo per la regia e spazio scenico di Antonello Cossia.
“Un monologo brillante, un percorso surreale ma allo stesso tempo terapeutico ed ironico che passa dalla disperazione, dovuta ad un lutto sentimentale, alla elaborazione dello stesso. L’intera storia è ambientata in un monolocale, con divano letto, una lampada blu ed una finestra che affaccia sul mare.
La protagonista è Marisol, donna napoletana di 40 anni: cantautrice di talento, brillante, affascinante, forte.”
Racconta la protagonista ed autrice Tiziana De Giacomo
La caratteristica principale che contraddistingue Marisol è la sua spiccata ironia e sana follia. Separata, dopo dieci anni di matrimonio con un uomo narcisista, si ritrova, da sola, a dover percorrere tutte le fasi dell’attraversamento del lutto, dovute dalla separazione e della manipolazione psicologia subita. Abbandonata dall’ex marito e senza più amici, è solita parlare, da sola, rivolgendosi ai suoi elettrodomestici. Dopo aver ingerito per errore il brillantante della lavastoviglie, gli elettrodomestici prendono vita e tutto diventa surreale. In realtà è la messa in pratica della conoscenza della stessa donna, ciò di cui ha in quel momento disperatamente bisogno. Trascorre gran parte delle giornate litigando con gli elettrodomestici, freezer, microonde, forno, e uno specchio, che rappresentano l’alter ego dei tipici uomini narcisisti.
Una vecchia lavastoviglie, invece, le fornisce la sua amicizia aiutandola. Attraverso un quotidiano scontro con loro, la donna combatte la manipolazione mentale, lo stato di solitudine e i preconcetti della morale, che le sono stati inculcati, che ne condizionano l’approccio alla vita e la possibilità di riprendersi.
Nel mare trova il suo interlocutore ideale, traendo forza dalla natura, che le trasmette energia, ma allo stesso tempo la ascolta senza giudicarla.
Marisol riesce a superare le conseguenze, dopo i consulti con le sue riviste di psicologia, che propongono rimedi improbabili, che – tuttavia – si rivelano efficaci.
Il graduale recupero della leggerezza, attraverso la passione per la musica, che aveva abbandonato, l’aiutano a ridisegnare la sua quotidianità e a riscrivere l’epilogo della propria storia.
L’autoironia e la musica sono le armi che aiutano la protagonista a rinascere e ritrovarsi. Il fine principale del testo è quello di far immedesimare ciascuno spettatore della storia, e attraverso un’ironia mai fine a sé stessa, accompagnare sia le vittime delle problematiche narrate, sia coloro che le perpetrano quotidianamente senza rendersene conto, verso una soluzione e verso il superamento di tutte le fasi del lutto, dovute dalla manipolazione. Riconoscere il problema è il primo passo per imparare a risolverlo. Il palcoscenico diventa uno specchio in cui lo spettatore può guardarsi dentro e sorridere di sé, come del problema apparentemente insuperabile.
L’ironia sottile che pervade l’intera storia non è il fine ma il mezzo, è lo strumento che l’autore offre allo spettatore per digerire più facilmente i messaggi su temi che sono di grande attualità da sempre. La sorriso-terapia è una scienza sperimentale che consente di attaccare anziché subire un determinato problema psicologico.
Il teatro diventa esso stesso terapia, per attori, pubblico, autori e professionisti della materia, diventando luogo di confronto tra esperienze e reazioni.”
“Partendo dal titolo di questo testo, Sola e metà (SOLÆ METÀ), racchiudo tutto il senso del rapporto che ho avuto con questo progetto, sin dall’inizio. Poche parole accompagnano il racconto e la restituzione di quello che è stato il lavoro svolto. La mia idea di teatro si è edificata e solidamente si basa sulla grande lezione de – Lo spazio vuoto -, testo fondamentale del regista Peter Brook, per tutto il teatro del Novecento.”
Racconta il regista Antonello CossiaIl racconto richiedeva la presenza e la collocazione di molti elementi concreti, per far sì che esso si materializzasse dinanzi agli occhi degli spettatori. Ebbene, dopo un lungo percorso di scambio, dialogo, verifiche e prove insieme a Tiziana De Giacomo, siamo giunti alla decisione che tutto dovesse nascere dalla capacità scenica di ‘rendere visibile l’invisibile’ da parte di colei che il testo lo aveva non solo ideato ma anche scritto.
In un continuo gioco di scambio, tra la platea e palcoscenico, aiutavo l’attrice a dare forma al racconto, nel processo di costruzione in cui si prova, si sbaglia, si corregge, si cerca, si va avanti, si elabora, si elimina, si fissa, si riprova, si ripete, insomma si fabbrica e si distrugge, conservando le parti solide e convincenti, che restano in piedi e durano fino alla fine.
Alla fine di un cammino, in cui non c’è scelta univoca o imposizione del regista, ma dialettica tra l’una e l’altra parte, ho avuto chiara una sensazione senza forma sin dall’inizio e dalle prime letture del materiale drammaturgico, mi piaceva fare da specchio alla volontà dell’autrice del testo, che diventava anche l’attrice protagonista assoluta in scena.
Un processo di ascolto e suggerimenti, guardando quello che avveniva prova dopo prova, nel passare del tempo.
Restituivo le mie sensazioni e i miei pensieri, affinché ci fosse un contributo reale nella crescita e nella definizione della creazione. Ho adottato e seguito questo metodo fino alla fine, come quello che fa un artigiano: senza falsificazioni, finzioni o peggio mistificazioni o addirittura metodi magici, inefficaci e inconsistenti. Tengo fede al dettato fondamentale del maestro che mi ha trasmesso tale lezione: il teatro è un artigianato. Il regista lavora e ascolta. Aiuta l’attore a lavorare ed ascoltare.”
SOLÆ METÀ
Ironica rinascita dopo un amore narcisista
 
di e con Tiziana De Giacomo
regia Antonello Cossia
 
voci Giorgio Pinto, Marianna Liquori, Antonello Cossia
testi canzoni Golden Rain
sound designer Giorgio Pinto
assistente regia e luci Angela Grimaldi
costumi Doctor Vintage
 
all’interno della rassegna UNICI – IncontrarsINvilla
 
Villa di Donato
Sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30

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