NAPOLI – GALLERIA TOLEDO – SABATO 28 febbraio e DOMENICA 1° marzo IL PREMIO UBU UBU DARIA DEFLORIAN FIRMA “ELOGIO DELLA VITA A ROVESCIO” con GLORIA SCOTTI. LA VIOLENZA DEL MONDO E TRA LE MURA DOMESTICHE DALL’OPERA DI HAN KANG.
E venerdì 27 febbraio alle 18 a La Feltrinelli in via Dei Greci, 70 (traversa di Via Toledo) con la regista Daria Deflorian e Laura Angiulli, drammaturga, regista e direttrice di Galleria Toledo
A Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione, diretto da Laura Angiulli, sabato 28 febbraio alle 20.30 e domenica 1 marzo alle 18 in scena “Elogio della vita a rovescio” di Daria Deflorian, già premio Ubu per L’origine del mondo, con Giulia Scotti.
Produzione Index in collaborazione con A.D., Teatro Basilica, Lottounico, Carrozzerie | n.o.t
“Elogio della vita a rovescio” è la prima produzione attorno all’opera della scrittrice sudcoreana Han Kang, progetto biennale che porterà nel 2024 alla messa in scena del suo libro più conosciuto, La vegetariana, Premio Ubu 2025(su 7 nomination)per la miglior scenografia a Daniele Spanò e miglior disegno luci a Giulia Pastore.
Perché questo interesse per Han Kang? Nei suoi libri si mescolano in maniera estremamente singolare dimensione esistenziale e fantasia, al limite del fantastico. Sfondo storico (in particolare in Atti umani) e osservazione dei legami familiari. Capacità di dettagli infinitesimali e “campi lunghi” che rendono il paesaggio un vero e proprio personaggio. E una interessantissima tensione, da un punto di vista scenico, tra grande capacità narrativa e figure silenziose, che scelgono con determinazione di non “spiegarsi” più, di resistere alla diffusa sensazione che si esiste solo se ci si racconta.
Figure soprattutto femminili, la più straordinaria delle quali è la protagonista del romanzo più famoso e tradotto di Han Kang, La vegetariana. Una versione assolutamente originale di risposte al mondo solitarie e ribelli, prima fra tutte il “preferirei di no” del Bartleby di Melville. Elogio della vita a rovescio titolo preso in prestito da un saggio di Karl Kraus, il lavoro si concentra su uno dei rapporti più raccontati da Han Kang nei suoi libri: quello tra sorelle. Non solo nel più conosciuto La vegetariana, ma anche in Convalescenza e in White Book (non tradotto in italiano), dove si rivela, ogni volta attraverso trame diverse, la potenza di questo legame.
In scena vediamo solo la sorella che crede di essersela cavata, quella che “fin da bambina aveva posseduto quell’innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come proprietaria di una attività, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio.” L’osmosi tra le due sorelle è una corrente infinita, che ribalta concetti come quelli di salute, consapevolezza, giustezza delle scelte e l’elogio della vita a rovescio è il riconoscere che l’altra, la sorella, quella strana, quella crepata, quella che ci ha lasciato, ci sta lasciando, se ne è andata, ha fatto quello che ha fatto anche per noi.
Sullo sfondo la violenza delle relazioni domestiche. Anche le più apparentemente innocue. E sullo sfondo dello sfondo, la violenza del mondo.















