NAPOLI – La Sala Sole, Venerdi 20 e sabato 21 febbraio, presenta “Giacomo Leopardi, fantasma”, spettacolo scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo.
Nel teatro della Rua Catalana a Napoli uno spettacolo intenso e poetico che attraversa trent’anni di storia italiana e racconta Giacomo Leopardi attraverso gli occhi di un ragazzo “diverso”
L’opera propone un modo inedito di raccontare un frammento della storia napoletana del poeta recanatese, spostando lo sguardo lontano dalla celebrazione e avvicinandolo alla fragilità umana.
La vicenda si svolge tra il 1937 e il 1983. Protagonista è Agostino, un ragazzino nato con quella che all’epoca veniva definita “tara mentale”. Innocente, puro, privo degli strumenti linguistici per difendersi dal mondo ma ricco di sensibilità e immaginazione, Agostino cresce e diventa il guardiano di una delle varie case napoletane abitate da Giacomo Leopardi, in particolare la villa ottocentesca sul Vesuvio in cui il poeta scrisse La Ginestra. I servizi sociali gli affidano quel compito semplice: custodire una casa. Ma tra quelle mura Agostino custodirà molto di più.
Avendo, a compensazione di quella “tara” sviluppato tante doti e buone abitudini fra cui quella di parlare con gli spiriti, Agostino entra in relazione con il fantasma di Leopardi. In realtà, fra i due, l’unico a parlare è lui: il guardiano, con il suo sguardo limpido e infantile, capace di raccontare il mondo con una verità spoglia e disarmante. Eppure, proprio attraverso quella voce imperfetta, il poeta sembra tornare in vita.
Il fantasma di Leopardi accompagna Agostino negli anni, mentre fuori scorrono le trasformazioni dell’Italia del dopoguerra, gli scandali degli anni settanta e ottanta, cambiano i presidenti e la musica che si sente dalle radio.
Lo spettacolo accoglie in filigrana la cronaca di quel periodo, ma il cuore resta dentro quelle piccole mura: l’incontro silenzioso tra la profondissima poesia di Leopardi e la poesia profondissima di un uomo che non possiede le parole per dire la bellezza, ma la incarna.
Sara Sole Notarbartolo, autrice e regista premiata, tra le voci più autorevoli della drammaturgia contemporanea, costruisce una scrittura intensa e stratificata che intreccia memoria, storia e visione poetica, restituendo al pubblico un Leopardi sorprendentemente vivo.
In scena Fabio Rossi, interprete della scena napoletana capace di attraversare registri diversi con misura e profondità, dà corpo ad Agostino e al suo universo fragile e visionario.
Lo spettacolo si rivolge al pubblico serale, agli studenti e alle scuole, offrendo un’esperienza teatrale che dialoga con la letteratura senza assumere un tono didascalico, ma scegliendo la via dell’emozione e della relazione.
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