NAPOLI – La tempesta da William Shakespeare, produzione di Galleria Toledo, drammaturgia e regia di Laura Angiulli, è in scena per tre settimane nel teatro stabile d’innovazione in via Concezione a Montecalvario 34, dal giovedì alla domenica, 22–25 gennaio |29 gennaio – 1 febbraio | 5–8 febbraio 2026, il giovedì e il sabato alle 20.30, il venerdì alle 19 e domenica alle 18.

In scena gli attori Paolo Aguzzi, Gennaro Di Colandrea, Alessandra D’Elia, Ciro D’Errico, Enrico Disegni, Sabrina Nastri, Andrea Palladino, Antonio Speranza e Antonio Torino. Disegno luci di Cesare Accetta, scene di Rosario Squillace.
Dal 22 al 25 gennaio 2026 La Tempesta si mostra nel suo farsi. Attraverso l’iniziativa Prove Aperte, gli spettatori potranno assistere alle prove dello spettacolo prima del debutto ufficiale. Un’occasione per entrare nel laboratorio della scena e scoprire, attraversando il caos, le domande e le visioni che precedono la forma definitiva dello spettacolo.

A Galleria Toledo Shakespeare, riletto da Laura Angiulli, è sempre un’occasione per aprire le porte del teatro agli studenti. Oltre 600 allievi di scuole e università assisteranno alle matinée lunedì 26 e martedì 27 gennaio, lunedì 2, martedì 3, lunedì 9 e martedì 10 febbraio alle 10.30.
Non ci fu alcuno che non sentisse la febbre del delirio e che non commettesse inconsulti atti di disperazione.

Così Ariel racconta la tempesta scatenata da Prospero che travolge l’ordine, mette in discussione le gerarchie sociali, crea caos, spaesamento, confusione. Nella sua acclarata complessità La Tempesta condensa all’interno della sua struttura drammaturgica e tematica varie istanze che pertengono all’opera di Shakespeare nella sua totalità, tanto che alcuni vi ravvisano un compendio della stessa, facilitati pure dalla sua collocazione cronologica, trovando nelle parole e nella figura di Prospero una sorta di parallelo e di congedo. La Tempesta mette in discussione il potere costituito: chi può governare? La sovranità è necessaria? Importa assai del re a questi colpi di mare furibondi grida il Nostromo.














