Dignità Autonome di Prostituzione: diciotto anni di piacere teatrale e riflessione collettiva

NAPOLI – Nel panorama teatrale italiano, pochi spettacoli possono vantare la longevità, la freschezza e l’audacia di “Dignità Autonome di Prostituzione”, che festeggia, in questa edizione 2025, il suo diciottesimo anniversario, con un entusiasmo che non accenna a spegnersi e soprattutto con il ritorno a casa nel Teatro Bellini di Napoli (dal 26 dicembre all’11 gennaio, compreso Capodanno). Ideato da Luciano Melchionna, questo spettacolo è molto più di una rappresentazione: è un’esperienza immersiva, un rito collettivo, un bordello dell’arte dove il teatro si prostituisce, con orgoglio e consapevolezza, per offrire pillole di piacere emotivo e intellettuale.

Appena varcata la soglia del teatro, lo spettatore viene catapultato in un universo parallelo, dove la penombra rossa avvolge corridoi, palchi e camerini trasformati in alcove artistiche. Gli attori, nei panni di prostitute dell’arte, offrono monologhi, poesie, danze e confessioni in cambio di “dollarini”, la moneta fittizia distribuita all’ingresso. Ogni spettatore è libero di scegliere a chi donare il proprio tempo e la propria attenzione, diventando così cliente e complice, parte attiva di un meccanismo teatrale che ribalta le convenzioni.

Le “pillole del piacere” non sono mai gratuite, e molto interattiva è la contrattazione. Quasi si deve meritare di ottenerle, si offrono come occasione di intimità e risveglio, temi che pungono ed emozioni che scuotono. Chiedono ascolto, empatia, partecipazione. I temi affrontati spaziano dall’omosessualità alla maternità, dall’indifferenza all’amore, dalla guerra all’istruzione. Ogni performance è un frammento di verità, un invito alla riflessione, un piccolo shock emotivo che responsabilizza il pubblico e lo costringe a guardarsi dentro. Non c’è spazio per la passività: qui si entra per sentire, per scegliere, per lasciarsi toccare. Il Teatro Bellini diviene casa chiusa dell’anima. La penombra rossa, i corridoi animati, le stanze segrete: tutto grida libertà, gioco, provocazione. I testi sono rivisitazioni di classici o contemporanei, come anche editi dello stesso Melchionna. A presentare le regole del bordello le tre richiestissime maitresse del bordello: “Lia”, interpretata da Daniele Russo, “L’Anarchica”, interpretata da Veronia D’Elia e “Priscilla” interpretata da Mariano Gallo.

Ad orchestrare questo bordello teatrale è il regista stesso, “Papi” Melchionna, che accoglie il pubblico con l’aria scanzonata e provocatoria di un moderno pappone. L’apertura, che richiama l’Amleto shakespeariano e il tormentato interrogativo sull’essere, dà subito il tono: qui si gioca con la forma per scavare nella sostanza.

La forza di Dignità Autonome di Prostituzione risiede anche nella sua struttura, pensata come un vero e proprio percorso iniziatico. Dopo l’accoglienza di Papi, si dà il via a una cerimonia di apertura che non è semplice introduzione, ma un vero scossone emotivo: parole, gesti, musica e suggestioni si intrecciano per destabilizzare, scuotere, aprire varchi interiori. È un invito a lasciarsi andare, a dimenticare le regole del teatro tradizionale, a prepararsi a vivere. Poi, il sipario si dissolve e inizia la fruizione delle “pillole del piacere”. Gli spettatori non sono più seduti: si alzano, si muovono, seguono gli attori nei meandri del teatro. Al centro dello spazio scenico, come un cuore pulsante, una zattera ospita i musicisti che suonano dal vivo per tutta la durata dello spettacolo, creando un tappeto sonoro che accompagna e amplifica ogni emozione. Il momento conclusivo è un crescendo travolgente. Le luci si accendono, le pareti si dissolvono, e la musica, selezionata con cura e sensibilità, diventa protagonista. Si alternano brani iconici della musica italiana e internazionale: da “Alexander Platz” di Battiato a “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni, fino alla struggente “Fragole Infinite” di Alberto Fortis. Come anche Hit disco o una straziante “Earth Song” di Michael Jackson. Ma è anche il tempo delle nuove voci: Luk, Frè e la guest star Maldestro regalano momenti di rara intensità, portando sul palco la freschezza e la profondità delle nuove generazioni artistiche. E poi, il finale. Un momento magico, quasi sospeso, quando, dopo ore di emozioni, il sipario si chiude sulle note di “New York, New York”, in cui attori e pubblico si ritrovano a ballare insieme, senza più ruoli, senza più barriere. Parte di un organismo vivo, pulsante, irripetibile. È un congedo che non è un addio, ma un respiro collettivo. Un ultimo battito condiviso prima del ritorno alla realtà.

Diciotto anni di repliche non hanno scalfito la forza di “Dignità Autonome di Prostituzione”. Al contrario, l’affinamento costante in più di cinquecento repliche, la cura maniacale per i dettagli, la capacità di reinventarsi in ognuna delle cinquanta edizioni, hanno reso questo spettacolo un unicum nel panorama teatrale. Non è solo la rottura della quarta parete a coinvolgere: è la qualità dell’incontro, l’intimità che si crea tra attore e spettatore, la tensione emotiva e la verità che si sprigiona in ogni angolo del teatro. I percorsi permettono di raggiungere anche luoghi del teatro che non sono sempre accessibili.

In un’epoca in cui l’arte rischia spesso di diventare prodotto, “Dignità Autonome di Prostituzione” rivendica con forza il suo diritto a essere esperienza, scambio, carne viva. E lo fa con una dignità che non ha bisogno di pudore, ma solo di occhi aperti e cuori disposti a sentire. Se non l’avete ancora vissuto, è il momento. Se l’avete già fatto, sapete che ci tornerete. Perché non si riescono mai a vivere tutte le pillole teatrali in un’unica sera e, soprattutto, perché certi piaceri non stancano mai.

In scena: Raffaella Anzalone, Maria Avolio, Antonio Barberio, Carlo Caracciolo, Federica Carruba Toscano, Betta Cianchini, Riccardo Ciccarelli, Enzo Colursi, Cinzia Cordella, Marika De Chiara, Giampiero De Concilio, Valentina De Giovanni, Dario Di Pietro, Veronica D’Elia, Alessandro Freschi, Priscilla, Martina Galletta, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Her, Vincenzo Leto, Maldestro, Claudio Marino, Dolores Melodia, Raffaele Milite, Daniele Russo, Irene Scarpato, Simona Seraponte, Toto Casanova. Disegno luci di Gianni Caccia. Disegno audio di Luigi Di Martino. Costumi ed elementi scenici di Milla. Aiuto regia Francesca Pelella. Assistente alla regia Mery Perrotta. Produzione Ente Teatro Cronaca.

Foto di Flavia Tartaglia

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