NAPOLI – Venerdì 26 settembre alle 19 la stagione 2025-2026 di Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione, diretto da Laura Angiulli, apre con la prima italiana di C’era una volta un fiume di Alina Narciso con Alessandra Borgia.
Repliche sabato alle 20.30, domenica alle 18. Il debutto internazionale sarà in Spagna, nel marzo 2026 al Teatro Amaya a Madrid.
Lo spettacolo è firmato da Alina Narciso, ispirata dai frammenti poetici liberamente tratti da La Sombra Protectora di Teresa Melo e Río di Lucía Rojas Maldonado (Narciso è la traduttrice di entrambi i testi nella versione italiana). 
C’era una volta un fiume è immerso in un universo distopico che ricorda un tempo in cui un limpido fiume scorreva attraverso quelle terre. Un mondo “agreste” in cui grandi multinazionali hanno preso possesso dell’acqua, concedendo alle popolazioni locali solo pochi litri al giorno. In questa realtà, dove l’acqua è diventata il bene più prezioso, una giovane donna si trova suo malgrado alla testa della rivolta. La narrazione è intessuta di testimonianze: racconti, ricordi ed esperienze personali che evocano sentimenti ed emozioni, compresa la nostalgia per un “tempo più umano” che attraversa sotterranea il nostro mondo contemporaneo. Lidia Curti, nota critica italiana, descrive con queste parole “C’era una volta un fiume”: “La “funzione guerriera” viene evocata ripetutamente, dalla rivolta delle donne alla privazione dell’acqua nella parabola narrativa, tra prosa e drammaturgia, di Alina Narciso”.
In scena Alessandra Borgia affiancata dalla musica dal vivo della compositrice cubana Sandra Agüero Quesada al basso e alla voce, Marco Di Maria al sassofono e alla fisarmonica e Giovanni Imparato alle percussioni. Foto e video di Salvatore Esposito e le installazioni scenografiche di Liudmila López. Scene di Rosario Squillace.
L’allestimento ruota attorno alla presenza di un fiume, il fiume Tammaro, poi trasformato in grande invaso, oggi desertificato, e alla figura della divinità appenninica Mefite, protettrice delle acque e delle sorgenti.
Elaborazione grafica video e foto Emanuele Buonocore. Realizzazione oggetti di scena Fabio Santucci. Costumi Violetta Di Costanzo. Video proiezioni Alessandro Innar. Direzione tecnica Alessandro Messina
Lo spettacolo, una produzione Metec Alegre, fa parte delle attività della Residenza Artistica – finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU – Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici a Morcone (Benevento)
Sulla scena un universo arido in cui il desiderio di acqua si trasforma in un miraggio contenente le forme del desiderio, abilmente catturato dalle fotografie di Salvatore Esposito. Le opere fanno parte dell’esposizione fotografica “Mefite” presentata al Gibellina Photoroad Open Air & Site-specific Festival 2023. Mefite, una località dell’Alta Irpina, descritta da Virgilio come “luogo di morte”. Un ambiente arido dove i pochi rivoli di acqua che ancora scorrono prendono il colore del sangue. Le installazioni di foto e video coinvolgeranno l’intero spazio teatrale, compresa la platea e il foyer, creando un percorso che guiderà lo spettatore in questo mondo brullo dominato da una torre di controllo che si staglia all’orizzonte. 
















