NAPOLI – Al Teatro Piccolo Bellini, dal 23 al 28 settembre, INCONTRO, progetto e regia Eduardo Di Pietro, con Federica Carruba Toscano e Lorenzo Izzo
aiuto regia Renato Bisogni
costumi e scene Barbara Veloce
light design Desideria Angeloni
sound design Tommy Grieco
produzione Collettivo lunAzione
coproduzione Teatro della Caduta
residenza artistica Concentrica presso Spazio MalaErba, Anomalia Teatro
Un incontro scolastico. Quella donna che si presenta alla platea degli studenti è sopravvissuta a un disastro, la morte violenta ed accidentale di un fratello innocente. Guardatela. Anche quello studente che si solleva rabbioso, in cerca di attenzione e di senso, è sopravvissuto a un disastro familiare. Nonostante forse il fratello defunto non fosse innocente, guardatelo. Due individui, questi sopravvissuti, che costituiscono la più elementare forma di società, modelli d’umanità estratti dal quotidiano e calati in una situazione estrema. Le loro posizioni sono simmetriche: divorati da un vuoto, entrambi cercano di muoversi tra le macerie del Sud e le rovine delle rispettive esistenze. Il loro incontro incide la nostra vita comunitaria, creando una ferita che ne lasci intravedere le interiora. Guardatele.
NOTE DI REGIA
L’omicidio di un innocente ci è estraneo? E quello poi di un delinquente? Che differenza c’è? È possibile risanare le piaghe di questa o quella morte? Esiste una responsabilità collettiva verso il giovane sopravvissuto e le sue prospettive di vita? E nei confronti dell’irreparabile torto subito dalla sopravvissuta e dalla sua famiglia?
I due protagonisti sono parti lese, frutto di una violenza sociale che può coinvolgere chiunque e da cui non ci si salva da soli. Il loro presupposto è un dolore che li espone al rischio di non essere più persone distinte, di restare unicamente “il fratello di”, “la sorella di”: ciascuno patisce l’inadeguatezza di fronte all’enormità della sofferenza e, seppur mutilato interiormente, non cede, anzi protende disperatamente verso una qualche rivalsa, un destino differente – verso il bisogno dell’Altro.
La sofferenza e il senso d’ingiustizia servono a esplorare la possibilità di continuare a esistere in una comunità che ha creato le condizioni per quelle morti, a immaginare la possibilità di rinascere e di definire un nuovo sé. Sul terreno comune del dolore di due sopravvissuti, s’indaga dunque l’opportunità di un’alternativa e conflittuale forma di fratellanza – non di sangue ma “dal” sangue.
L’atmosfera restituisce gli echi nostalgici di un vissuto: la scuola, come luogo dal forte carico simbolico, una bolla in cui tutti noi abbiamo lasciato un frammento in maniera felice o sofferta, di cui tutti noi portiamo conficcata una scheggia. Un luogo legato alla trasformazione vitale e alla formazione della convivenza civile, esplorato in un’ottica distopica, come relitto fallimentare dello Stato.
Da una situazione di partenza verosimile, innestata in un incontro scolastico – seppur carico di sfumature surreali, – progredisce dunque un andamento onirico dell’azione che, come in un franare progressivo del reale, precipita i due sopravvissuti nello sviluppo di un rapporto ipotetico, desiderato, un esercizio di fratellanza, di salvezza e disprezzo reciproco, sfumato nelle tinte tenui del possibile. INCONTRO si ispira a vicende reali di varia provenienza ed è stato sviluppato da un percorso di ricerca sul campo (interviste e collaborazioni con realtà attive negli ambiti d’interesse), secondo le modalità sperimentate dalla compagnia Collettivo lunAzione nel tempo.














