NAPOLI – Sono davvero tante e variegate le proposte della tredicesima giornata del Campania Teatro Festival. Rubidori Manshaft, ovvero Roberta Dori Puddu, e Angela Demattè hanno scritto insieme “Alcune cose da mettere in ordine”, lo spettacolo vincitore del Festival di Lugano nel 2023.
Lo portano ora a Napoli, al teatro Mercadante il 25 giugno alle 21, con replica il giorno successivo alle 19. Nato dopo una lunga esperienza di lavoro in case di cura per anziani, è la storia di una donna che ha da poco superato i sessant’anni. I suoi pensieri, le sue domande sul percorso della vita, i suoi sogni e le sue disillusioni, ci sembrano familiari. Così come i ricordi e i rimpianti di un viaggio interiore e reale, struggente e ironico, nel tentativo di ridisegnare una dimensione umana che forse abbiamo smarrito. Alla ricerca, come scrive Schopenhauer, di un’estetica dell’esistenza. Con Roberta Bosetti e Giacomo Toccaceli. La regia è di Rubidori Manshaft. Durata 65 minuti.


Il 25 giugno, per l’ultimo appuntamento della sezione Letteratura, torna a Napoli dopo 10 anni Alessandro Bergonzoni. Al Giardino Romantico di Palazzo Reale alle 19 sono attesi giochi di parole, polifonie, risate e malinconie di un artista capace come nessun altro di legare le parole a un corpo, alla ricerca di una condivisione stramba e sghemba. Per creare subito lo spazio nel quale la poesia si fa manutenzione dell’ignoto. Durata 90 minuti

Sempre a Palazzo Reale, ma al Cortile delle Carrozze alle 21, prende il via la sezione Sportopera, a cura di Claudio Di Palma e Vesuvioteatro. Quando Osvaldo Soriano scrive di calcio, tutti sono autorizzati a giocare e a lasciarsi ispirare dallo scrittore argentino scomparso nel 1997. “Forte è la tentazione di fare del calcio una metafora della vita, così come quella di farne semplicemente un gioco e goderselo. È tra queste due porte che Peppe Servillo alla voce e Natalio Mangalavite al pianoforte “tirano i loro palloni, finendo a volte senza fiato ma felici”. Con questo biglietto da visita, i due artisti presentano “Fùtbol”, lo spettacolo concerto ispirato alla raccolta “Fùtbol – Storie di calcio” di Osvaldo Soriano. Una lettura intervallata da canzoni che ha come filo conduttore una delle passioni più contagiose per il genere umano, in qualsiasi latitudine si trovi: il calcio, o Fùtbol, come viene chiamato in America Latina, senza la doppia “O” dell’originaria parola anglosassone. Storie di vita, d’amore, di gioie, delusioni, dissapori, lo spirito di squadra, l’assolo del fantasista, gli egoismi, la vittoria e la sconfitta.

Un uomo passa i suoi giorni chiuso in casa, senza mai uscire, isolato dal resto mondo. Pochi i contatti con l’esterno, quasi sempre virtuali, quasi mai sinceri. Bloccato nello spazio della scena, si muove come un animale in gabbia, prigioniero e carceriere allo stesso tempo. È la situazione di stallo dello schema drammaturgico de “Il passo”, in scena il 25 giugno alle 22 al Tedér, testo e regia di Darioush Forooghi, che ne è anche interprete con Barbara Lauletta. C’è chi tenta di aiutare il solitario protagonista, di trascinarlo fuori dalla sua condizione, ma il passo, quello decisivo, può venire solo da dentro. Spinti sempre più verso l’estraniamento e la virtualità, diventiamo isole umane, perpetuamente incastrate nell’affannosa ricerca di un senso. La tristezza, il male del secolo, ci paralizza, ci toglie ogni speranza, ci rende mostri capaci di divorare noi stessi. Durata 60 minuti.
La proposta della sezione Cinema, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale alle 21, è invece con “Misericordia”, regia di Emma Dante. Durata 100 minuti.














