“La dodicesima notte” spettacolare di Gianmarco Cesario

RECENSIONE – Assistere a “La dodicesima notte” di Shakespeare, diretta Gianmarco Cesario, in debutto lo scorso venerdì 10 maggio, al TIN (Teatro Instabile di Napoli) è stata un’esperienza spettacolare. Diversi gli elementi che hanno contribuito: in primis, il fatto di avere dinanzi una compagnia prevalentemente di attori giovanissimi, bravissimi, totalmente nella parte ed innamorati delle parole recitate. In secondo luogo, sicuramente il fatto che il TIN sia un suggestivo teatro “modernamente arcaico” dalla struttura tipicamente elisabettiana, capace intrinsecamente di far dimenticare il centro storico situato al di là della porta. Come terzo punto, e sicuramente non ultimo, la scelta di inserire tanta contemporaneità attraverso costumi molto colorati e musica folle e graffiante degli anni ’80.

La storia è tra le più intense shakespeariane dove il protagonista assoluto è l’amore, che pervade tutta la trama tra intrecci che, nell’adattamento di Cesario, non escludono nessuno. La storia si apre con un grande naufragio che porta sulle coste dell’Illiria, in momenti diversi, due fratelli gemelli, Viola e Sebastian. Viola, che giunge per prima e, per sopravvivenza, decide di travestirsi da ragazzo ed accedere alla corte del duca Orsino, del quale si innamora, mentre lo assiste nel corteggiamento della bellissima Olivia. Quest’ultima si infatua di Viola (travestita) e troverà corrispondenza invece nel fratello gemello Sebastian. Intanto il palazzo di Olivia è animato da intrecci, scherzi e sotterfugi di: lo zio Tobia che vorrebbe vedere maritata sua nipote con il benestante signor Andrea, la tata Maria che si diverte nell’orchestrare un tranello che faccia credere allo spocchioso maggiordomo Malvolio che la padrona si sia infatuata di lui, ed in questo gioco diventano determinanti anche il buffone di palazzo Feste e la dama di compagnia Fabiana. Ai margini della storia, ma anche essi importanti negli intrecci, troviamo, Antonio, il capitano di mare che salva Sebastian e di cui si innamora e Valentino, guardia di Orsino dubbioso delle intenzioni di Viola perché sensibile agli interessi del suo padrone di cui si mostra anche infatuato. Una storia che va oltre alla distinzione fondamentale di uomini e donne, come anche delle differenze sociali o di età,  mostrando l’essenza dell’amore nella sua componente intangibile. Rinverdendo un testo pioniere rispetto ai tempi e follemente rivoluzionario, un po’ come la musica anni ’80, che il regista ha voluto per ritmare molte scene.

Lo spettacolo è stato realizzato grazie alla collaborazione tra TIN, Accademia del Teatro e Cinema di Ottaviano (entrambi diretti da Gianni Sallustro) e la Talentum Production di Marcello Rodano. Nel cast in scena anche lo stesso Gianni Sallustro, in un magistrale Malvolio, e la bravissima Nicla Tirozzi nelle vesti di Maria. Spiccano per interpretazione: Tommaso Sepe (Tobia), Gennaro Zannelli (Feste), Nancy Pia De Simone (Olivia), Noemi Iovino (Viola), Vincenza Granata (Fabiana) e Salvatore Ciro Tufano (Andrea). Completano il cast in modo valido: Domenico Liguori (Orsino), Carlo Paolo Sepe (Sebastian), Alessandro Cariello (Antonio) e Luigi Guerra (Valentino). Da non perdere nelle successive repliche: venerdì 17 e sabato 18 maggio 2024.